Archive for September, 2008

Philip Island, Stoner cerca il successo sulla pista di casa

Tuesday, September 30th, 2008

Valentino Rossi e Casey Stoner in lotta a Philip Island, Australia, nel 2007

Philip Island, Australia, con il titolo 2008 già assegnato a Valentino Rossi, questi ultimi appuntamenti della stagione della MotoGP serviranno a Casey Stoner, Dani Pedrosa e Jorge Lorenzo per prendersi le ultime rivincite prima di pensare al 2009. L’australiano della Ducati vuole sul circuito di casa ritornare sul gradino più alto del podio per rifarsi psicologicamente del brutto periodo del dopo Laguna Seca, che sembra comunque essere finito a Motegi con il 2° posto.

Naturalmente la vittoria è importante per convincersi di poter essere in grado di poter battere il The Doctor versione 2008. Per lui le cose non saranno per nulla facili perchè Philip Island per Rossi è una delle piste preferite dove ha saputo vincere dominando o duellando spalla contro spalla con gli avversari di turno. Chi vorrebbero entrare nella lotta alla prima posizione, dopo mesi di astinenza al podio alto, sono i due spagnoli di Yamaha e Honda, Jorge Lorenzo e Dani Pedrosa.

Parafuera è in una fase positiva dopo un lungo periodo nero e per tornare davvero quello di inizio anno gli serve davvero potersi giocare la vittoria. Il problema, però, non è più psicologico, ma di gomme, perchè le Michelin sembrano sempre un passo indietro dalle Bridgestone e dunque dovrà prima di tutto sperare che sulla pista australiana le coperture francesi siano a livello delle rivali giapponesi.

Pedrosa, invece, ha le gomme giuste, ma poca esperienza con queste e una moto non alla pari con le rivali Ducati e Yamaha. Il pilota di punta della HRC dovrà trovare subito il feeling giusto con le gomme e azzecare la scelta per la gara, fondamentale per tenere i ritmi impressionanti di Rossi e Stoner fino alla bandiera a scacchi. Chi potrebbe tentare il colpaccio sono i due piloti Suzuki, con Chris Vermeulen che gioca in casa e Loris Capirossi possibile protagonista su una pista che a lui piace.

Colin Edwards, Andrea Dovizioso e Nicky Hayden potrebbero essere gli outsider di lusso di questo gran premio. Texas Tornado è tornato ad andare bene a Motegi e nonostante una moto clienti e le gomme Michelin potrebbe tentare di ripetere la prestazione del Giappone. Il Dovi e Kentucky Kid devono invece rifarsi di una prestazione non brillante nel paese del sol levante e Philip Island potrebbe essere la pista giusta per esaltarsi, nonostante anche loro debbano combattere con delle gomme non da podio.

Gli orari del week end: (more…)

Motegi, le pagelle del Gran Premio del Giappone

Tuesday, September 30th, 2008

Valentino Rossi e Casey Stoner sul podio di Motegi, Giappone

Motegi, Giappone, Valentino Rossi è riuscito  conquistare il suo 6° titolo della classe regina già al primo match ball grazie alla sua 8° vittoria stagionale. La conquista del titolo di Vale era quasi scontata, a parte le dovute scaramanzie del box FIAT Yamaha, meno lo era la vittoria del GP, arrivata con una certa facilità, ma questa volta dopo il duello con Casey Stoner, tornato a buoni livelli.

Il pilota della Ducati non era nelle condizioni di battere The Doctor e nel subire il suo sorpasso non ha commesso l’errore di provare a resistere a qualcuno nettamente più veloce di lui. Sul traguardo la sua impennata ha dimostrato la liberazione da un periodo nero nonostante fosse arrivato il momento di cedere la corona mondiale al nuovo re della MotoGP. Ma vediamo le pagelle di tutti i protagonisti del weekend nipponico:

Valentino Rossi 10 e lode: abbiamo già sprecato molte parole per lui, che ha messo a tecere tutte le male lingue tornando quello dei tempi d’oro. In verità, guardando le stagioni 2006 e 2007, possiamo dire che The Doctor c’è sempre stato nonostante le tante difficoltà, ma quest’anno ha risolto gran parte dei suoi problemi scegliendo le gomme Bridgestone e poi finalmente la Yamaha gli ha dato una moto all’altezza, se non a tratti superiore, alla Ducati di Stoner. In giappone Vale si è come sempre concentrato sull’assetto da gara lasciando che fossero altri a giocarsi la pole e poi guidando con un passo incredibile la domenica conquistando così nel migliore dei modi il titolo legittimandolo con l’ennesima vittoria.

Casey Stoner 7: ha guidato al massimo e senza commettere errori, e questo è molto dopo le tre cadute consecutive e la prova opaca di Indianapolis, ma questo non è bastato per contrastare Rossi. Probabilmente il risultato di questo GP è stato la sintesi migliore dell’intera annata, con l’australiano che andava davvero forte, ma non quanto un Velentino perfetto. Il sorpasso su Dani Pedrosa nei primi giri e quello subito da Vale sono anch’essi una sorta di sintesi sui valori dei piloti di questa stagione, con l’australiano che senza The Doctor avrebbe nuovamente dominato.

Dani Pedrosa 7: anche lui tutto sommato ha fatto il possibile con una moto, la Honda, mai in grado di lottare con Yamaha e Ducati e le nuove gomme Bridgestone, che deve ancora conoscere bene per poterle sfruttare al massimo. Lo spagnolo, inoltre, ha si dovuto lasciare andar via Rossi e Stoner senza poter nemmeno replicare, ma ha tenuto ostinatamente su Jorge Lorenzo facendo capire di non essere un fermo. Dopo tre anni, però, deve riuscire a fare la differenza e il prossimo anno dovrà vedersela con Andrea Dovizioso che potrebbe metterlo in difficoltà.

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Le pagelle del Gran Premio di Singapore

Monday, September 29th, 2008

Fernando Alonso, su Renault R28, vincitore a Singapore

Singapore, la prima vittoria nel 2008 di Fernando Alonso e della Renault, la crisi della Ferrari, che nonostante avesse una monoposto molto competitiva torna a casa senza nemmeno un punto, il consolidamento della leadership di Lewis Hamilton nonostante l’inglese della McLaren non abbia brillato, la rinascita della Williams e i problemi della Toyota sono i temi principali della prima gara notturna della Formula 1. Ecco, dunque, le pagelle del Gran Premio di Singapore:

Fernando Alonso 10: la fortuna gli da una mano, ma lo spagnolo ha dimostrato di essere veloce fin dalle libere; la sfortuna gli preclude una qualifica più tranquilla e così in gara deve adottare una strategia molto aggressiva, che però paga. Anche la scelta di montare gli pneumatici morbidi ad inizio gara è azzeccata: primo perchè gli permette di partire in quarta e recuperare tre posizioni al via e di superare Trulli prima della prima sosta, e poi gli permette di montare gomme dure a fine gara utili per scappare via da Coulthard e Hamilton dopo la seconda sosta e da Rosberg e ancora Hamilton dopo la seconda safety car.

Nico Rosberg 9: discreta la qualifica, anche lui partiva con una tattica abbastanza aggressiva ed è stato bravo a sbarazzarsi abbastanza in fretta di Trulli ad inizio gara, condizione necessaria per sfruttare la monoposto leggera. La prima sosta è molto sfortunata poichè avviene necessariamente quando la pit lane è chiusa, ma il suo ritmo di gara dopo la ripartenza, prima di scontare lo stop & go, gli permettono di non perdere troppe posizioni e di tornare in seconda piazza a fine gara. Negli ultimi giri non deve faticare molto per difendersi da un’appagato Hamilton.

Lewis Hamilton 5: disastrosa qualifica, nel senso che senza i problemi di Alonso sarebbe partito ben più indietro della seconda posizione; in gara non è nemmeno l’ombra del pilota aggressivo e veloce  che abbiamo visto in altre gare. L’inglese si limita a seguire Massa ad inizio gara, senza tenerne il passo, poi, mentre era in difficoltà di gomme e si stava facendo recuperare da Raikkonen, per sua fortuna è arrivata la safety car. La fortuna lo sceglie ancora quando le Ferrari si autoeliminano e quando, al rientro in pista di Alonso dopo la seconda sosta dello spagnolo, Coulthard deve rallentare facilitandogli un sorpasso che era ben lontano dall’avvenire. Insomma massimo risultato con il minimo sforzo.

Timo Glock 8: Parte dall’ottava posizione e subito si distingue per caparbietà superando due volte in un giro (il primo) Heikki Kovalainen, che guida una McLaren, poi la sua gara è stata regolare e grazie ai ritiri altrui è finita in un’ottima quarta posizione. Nella giornata in cui Trulli non brilla, suo malgrado, per fortuna, almeno salva la giornata della Toyota.

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Singapore, la cronaca della gara e della vittoria di Alonso

Sunday, September 28th, 2008

Fernando Alonso, su Renault R28, vincitore a Singapore

Singapore, la prima esperienza notturna della Formula 1 è da considerarsi un successo; certo lo spettacolo in pista non è mancato, non solo dal punto di vista della coreografia di luci messo in piedi dagli organizzatori grazie alla collaborazione di una ditta italiana che ha progettato tutto l’impianto di illuminazione, ma anche grazie al tracciato in se, che ha permesso numerosi sorpassi e colpi di scena. Vince Fernando Alonso, anche grazie a Nelson Piquet jr, che schiantandosi costringe la safety car a scendere in pista e, di fatto, regala la testa della corsa allo spagnolo. Purtroppo la gara è da dimenticare per la Ferrari e per Felipe Massa; il team italiano ha perso la leadership nel campionato costruttori, mentre Massa vede Lewis Hamilton scappare a sette punti di vantaggio in campionato piloti. Non solo: Kimi Raikkonen si ritira per l’ennesima volta quest’anno dopo una gara discreta, ma sfortunata.

Alla partenza il gruppo si sgrana bene; Hamilton mantiene la posizione su Raikkonen, che partiva dalla parte pulita della pista, mentre Kovalainen perde due posizioni a favore di Vettel e Glock; il finlandese della McLaren tenta di riprendersi la posizione sul tedesco della Toyota e per un’istante ci riesce, ma poi Glock lo ripassa immediatamente. Nelle retrovie, Alonso, partito quindicesimo, si porta al dodicesimo posto; lo spagnolo è partito con le gomme morbide e poca benzina nel tentativo di recuperare posizioni importanti. Nei primi giri Massa, Hamilton e Raikkonen viaggiano distaccati; il più veloce è Massa, ma ben presto Raikkonen inizia ad inanellare giri veloce a ripetizione riportandosi quasi negli scarichi di Hamilton.

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Singapore, Alonso vince, Hamilton terzo. Disastro Ferrari

Sunday, September 28th, 2008

Fernando Alonso, su Renault R28, vincitore a Singapore

Singapore, era dal Gran Premio di Monza dello scorso anno che Ferando Alonso non vinceva una gara di Formula 1, ma finalmente il due volte campione del mondo ce l’ha fatta; prima vittoria sia per lo spagnolo che per la Renault. Ma il primo Gran Premio di Singapore verrà ricordato non solo per questo: nella gara dove le luci sono le protagoniste, prorpio una luce ha affossato la Ferrari e soprattutto Felipe Massa, che parte dal pit quando il semaforo del pit Ferrari è verde, ma in realtà il rifornimento non è completo; fotocopia del disastro di Kimi Raikkonen a Valencia, il brasiliano si porta dietro il bocchettone e perde tantissimo tempo consegnando la gara ad Alonso, ma soprattutto regalando sei punti a Lewis Hamilton, che chiude terzo e si porta a +7 su Massa.

Ancora un ritiro per Raikkonen; il campione del mondo in carica finisce contro il muro alla chicane 10, quella dei dissuasori incriminati, che lo spingono a muro mentre il finlandese tallonava la Toyota di Timo Glock nel tentativo di conquistare la quarta posizione. Alla fine la Ferrari si ritrova a mani vuote sia in classifica piloti che costruttori, una situazione che non si verificava da Imola 2006, 46 gare fa, ed inoltre perde la leadership nel mondiale costruttori a favore della McLaren. Se in Ferrari ci sono musi lunghi, si festeggia alla Williams; Nico Rosberg, nonostante uno stop & go di dieci secondi chiude secondo, per lui è il secondo podio dopo il terzo posto a Melbourne ad inizio stagione, mentre Kazuki Nakajima, grazie al ritiro di Raikkonen, guadagna la zona punti.

Splendido quarto posto di Glock, salvatore della patria in casa Toyota dopo il ritiro di Jarno Trulli a causa di problemi idraulici. Salvano il week end dei rispettivi team anche Sebastien Vettel, Nick Heidfeld e David Coulthard, rispettivamente quinto, sesto e settimo; lo scozzese deve recriminare per un problema ai freni dopo la seconda sosta; senza essa avrebbe potuto finire quarto dietro a Hamilton. Comunque lo scozzese, per una volte, ha corso bene dando filo da torcere a piloti più veloci come Hamilton.

Gara disastrosa per Robert Kubica; a lungo in quarta posizione, il polacco della BMW ha dovuto rifornire per la prima volta quando la pit lane era chiusa a causa della safety car andando incontro ad uno stop & go di dieci secondi, che lo ha relegato in fondo alla classifica insieme a Massa. Poi Kubica ha recuperato qualche posizione, ma non abbastanza per entrare in zona punti. Discreta gara per Jenson Button, undicesimo al traguardo, comunque bravo a finire davanti a Heikki Kovalainen, molto sottotono, e Kubica.

Adesso il circus della Formula 1 si sposterà in Giappone, dove è previsto mal tempo, una situazione poco favorevole alla Ferrari; le previsioni, comunque servono a poco se poi le gare sono così incerte e contraddistinte da colpi di scena a ripetizione. La McLaren e Hamilton guardano tutti dall’alto, la Ferrari deve reagire perchè quest’anno di errori ne ha combinati molti, in palio ci sono ancora trenta punti e il finale di stagione si giocherà in Brasile in casa di Massa, quindi tutto è ancora incerto.

L’ordine d’arrivo:

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