LE MANS, VENTIQUATTRESIMA ORA, KRISTENSEN, CAPELLO E McNISH VINCONO, LA PEUGEOT PERDE LA TESTA NEL FINALE DA INFARTO
Le Mans, Francia, la potenza è nulla senza controllo, diceva una famosa pubblicità; in questo caso il controllo è quello di nervi, quel controllo che al momento decisivo di una 24 ore tiratissima e senza un attimo di respiro gli uomini della Peugeot non hanno avuto, e così in un attimo si sono giocati la possibilità di vincere la 76° edizione della 24 ore di Le Mans. Ma cosa è successo? Allo scoccare dell’ultima ora unos croscio potentissimo di acqua ha innondato la parte iniziale del circuito della Sarthe, costringenso tutti a fermarsi al pit per cambiare le gomme. Il momento è decisivo e pieno di tensione: chi sbaglia perde! L’Audi di Werner è la prima ad entrare e i tecnici sperimentano su di essa gli pneumatici slick intagliati; la scelta sembra pagare e quindi si ferma anche la vettura in testa con alla guida Kristensen.
Anche per lui gomme intagliate nonostante il diluvio, che allaga la prima parte di pista; alla Peugeot avrebbero la carte vincente in mano: montare le gomme rain e guadagnare decine di secondi al giro, con le Audi che arrancano in pista, ma è proprio in questo momento che il controllo degli uomini del team francese viene meno: la numero sette di Minassian arriva al pit, ma a causa della vettura ferma nella piazzola prima della sua, il pilota francese si ferma tutto storto. I meccanici alzano la vettura e la girano dritta perdendo secondi preziosi, quindi si decide di lasciare le gomme slick già montate.
Mai decisione fu più errata; con queste gomme la Peugeot è inguidabile e comincia a perdere manciate di secondi al giro finendo dritta due volte alla chicane Playstation e in testa coda, ma senza conseguenze alla curva Dunlop. La gara è ormai compromessa, e si decide di fermare la macchina per montare le gomme da bagnato, ma ormai è troppo tardi. La tensione, però, gioca un ulteriore brutto scherzo agli uomini Peugeot, che fissano male la posteriore destra, costringendo il povero Minassian a compiere un intero giro a passo d’uomo con la vettura inguidabile.
La vittoria va a Kristensen, Capello e McNish; il danese è alla sua ottava vittoria personale, un record assoluto che viene migliorato ulteriormente, Capello è alla sua terza vittoria dopo quella con la Bentley e quella con l’Audi R8, mentre McNish vince per la seconda volta dopo la vittoria con la Porsche GT1. Una vittoria conquistata dopo 24 ore di tensione, dopo una gara che rimarrà nella storia per la sua incertezza fino a poco meno di un’ora dalla fine. Alla fine anche Wolfgang Ullrich, grande capo dell’Audi Sport ha versato le sue lacrime di commozione per scaricare la tensione accumulata e per la felicità di aver dimostrato di essere ancora i numeri uno.
Per la Peugeot la magra consolazione di aver conquistato i due gradini più bassi del podio e la consapevolezza che la lezione imparata questo week-end sarà importantissima per il futuro, poichè se è vero che l’Audi l’anno prossimo presenterà un prototipo del tutto nuovo forse non diesel, allora sarà la Peugeot ad avere in mano la vettura più collaudata, oltre che un team più maturo.
Nella classe LMP2 la vittoria va meritatamente alla Porsche del team Van Merksteijn di Van Merksteijn/Verstappen/Bleekemolen, praticamente sempre in testa per tutta la gara e vittoriosa contro la vettura gemella del team Essex guidata da Nielsen/Elgaard/Maasen, anche loro bravissimi, ma vittime di qualche problema di troppo. In terza posizione la fenomenale Pescarolo Judd del team Saulnier Racing di Ragues/Lahaye/Cheng, davvero bravissimi a portare a termine la gara. La battaglia senza esclusione di colpi in LMGT1 tra Aston Martin e Corvette viene vinta dalla casa inglese con la vettura di Brabham/Garcia/Turner, mentre la Corvette conquista la seconda e la terza posizione con Magnussen/O’Connell/Fellows e Gavin/Papis/Beretta.
Trionfo tutto italiano in LMGT2 con la Ferrari padrona assoluta della classe e vincitrice con Salo/Melo/Bruni; al secondo posto il team BMS Scuderia Italia con l’equipaggio tutto italiano di Ruberti/Babini/Malucelli, mentre terzi giungono Ehret/Kaffer/Nielsen. Un trionfo totale, che ripaga la casa di Maranello per la sconfitta a Sebring.
L’ordine di arrivo:
- 2 Capello/McNish/Kristensen - Audi R10 TDI - LMP1 - 381 giri in 24h00′00"000
- 7 Gene/Minassian/Villeneuve - Peugeot 908 Hdi-FAP - LMP1 - a 4′31"094
- 9 Montagny/Zonta/Klien - Peugeot 908 Hdi-FAP - LMP1 - a 2 giri
- 3 Premat/Rockenfeller/Luhr - Audi R10 TDI - LMP1 - a 7 giri
- 8 Lamy/Sarrazin/Wurz - Peugeot 908 Hdi-FAP - LMP1 - a 13 giri
- 1 Biela/Pirro/Werner - Audi R10 TDI - LMP1 - a 14 giri
- 17 Primat/Tinseau/Treluyer - Pescarolo Judd - LMP1 - a 19 giri
- 5 Duval/Ayari/Groppi - Courage Oreca Judd - LMP1 - a 24 giri
- 10 Mucke/Charouz/Enge - Lola Aston Martin - LMP1 - a 27 giri
- 34 Van Merksteijn/Verstappen/Bleekemolen - Porsche RS Spyder - LMP2 - a 27 giri
- 18 Ickx/Barbosa/Gregoire - Pescarolo Judd - LMP1 - a 29 giri
- 31 Nielsen/Elgaard/Maasen - Porsche RS Spyder - LMP2 - a 34 giri
- 009 Brabham/Garcia/Turner - Aston Martin DBR9 - LMGT1 - a 37 giri
- 63 Magnussen/O’Connell/Fellows - Corvette C6-R - LMGT1 - a 37 giri
- 64 Gavin/Papis/Beretta - Corvette C6-R - LMGT1 - a 40 giri
- 007 Frentzen/Piccini/Wendlinger - Aston Martin DBR9 - LMGT1 - a 42 giri
- 72 Alphand/Policand/Moreau - Corvette C6-R - LMGT1 - a 46 giri
- 35 Ragues/Lahaye/Cheng - Pescarolo Judd - LMP2 - a 48 giri
- 82 Salo/Melo/Bruni - Ferrari F430 GT - LMGT2 - a 55 giri
- 40 Amaral/Pla/Smith - Lola AER - LMP2 - a 56 giri
- 73 Pasquali/Blanchemain/Goueslard - Corvette C6-R - LMGT1 - a 56 giri
- 97 Ruberti/Babini/Malucelli - Ferrari F430 GT - LMGT2 - a 63 giri
- 90 Ehret/Kaffer/Nielsen - Ferrari F430 GT - LMGT2 - a 64 giri
- 14 Hall/Howlem/Goossens - Creation AIM - LMP1 - a 65 giri
- 99 Ferte/Aucott/Daudi - Ferrari F430 GT - LMGT2 - a 69 giri
- 4 Faggionato/Hein/Nicolet - Pescarolo Judd - LMP1 - a 70 giri
- 77 Henzler/Felbermayr/Davison - Porsche 997 GT3 RSR - LMGT2 - a 72 giri
- 50 Smet/Bornhauser/Bouchut - Saleen S7R - LMGT1 - a 75 giri
- 32 Vergers/Barazi/Moseley - Zytek 07S - LMP2 - a 77 giri
- 59 Menten/Fittipaldi/Borcheller - Aston Martin DBR - LMGT1 - a 79 giri
- 26 Rostan/Yamagashi/Devlin - Radical AER - LMP2 - a 84 giri
- 80 Bergmeister/van Overbeek/Neiman - Porsche 997 GT3 RSR - LMGT2 - a 92 giri
- 11 Ito/Tachikawa/Kataoka - Dome Judd - LMP1 - a 109 giri
- 55 Kox/Rusinov/Heizemanns - Lamborghini Murcielago - LMGT1 - a 115 giri
- 24 Terada/Katoh/Takahashi - Courage Mugen - LMP1 - a 157 giri
- 6 Panis/Lapierre/Pagenaud - Courage Oreca Judd - LMP1 - ritirati
- 12 Lammers/Graf/Pickett - Lola Judd - LMP1 - ritirati
- 16 Collard/Boullion/Dumas - Pescarolo Judd - LMP1 - ritirati
- 19 Evans/Streton/Berridge - Lola AER - LMP1 - ritirati
- 20 De Castro/Valles/Burgueno - Epsilon Euskadi Judd - LMP1 - ritirati
- 21 Gounon/Johansson/Nakano - Epsilon Euskadi Judd - LMP1 - ritirati
- 22 Suzuki/Kageyama/Kurosawa - Courage YGK - LMP1 - ritirati
- 23 Lewis/Bryan/McMurry - Creation Judd - LMP1 - ritirati
- 25 Erdos/Newton/Wallace - Lola MG - LMP2 - ritirati
- 33 Belicchi/Pompidou/Zacchia - Lola B08/80 Coupe Judd - LMP2 - ritirati
- 41 Ojjeh/Gosselin/Sharpe - Zytek 07s - LMP2 - ritirati
- 44 De Pourtales/Noda/Yuon - Lola Mazda - LMP2 - ritirati
- 45 Hughes/Kane/Foster - Embassy Zytek - LMP2 - ritirati
- 53 Margaritis/Hardman/Leventis - Aston Martin DBR9 - LMGT1 - ritirati
- 76 Narac/Lietz/Long - Porsche 997 GT3 RSR - LMGT2 - ritirati
- 78 Vilander/Biagi/Montanari - Ferrari F430 GT - LMGT2 - ritirati
- 83 Krohn/Jonsson/van de Poele - Ferrari F430 GT - LMGT2 - ritirati
- 85 Vasiliev/Kellemers/Dumbreck - Spyker C8 Laviolette - LMGT2 - ritirati
- 94 Chiesa/Alexander/Leuenberger - Spyker C8 Laviolette - LMGT2 - ritirati
- 96 Sudgen/Mullen/Bell - Ferrari F430 GT - LMGT2 - ritirati
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