PARIGI DAKAR, UNA GARA DURA, MA CON MOLTA SOLIDARIETA’
Friday, December 7th, 2007
Spesso la Parigi Dakar, il rally affrontato da moto, auto e camion attraverso Marocco, Mauritania e Senegal, viene additata non solo come una corsa dura e pericolosa, ma anche come un avvenimento che stravolge e sfrutta le popolazioni locali che si trovano lungo il percorso della gara, ma in realtà come stanno le cose?
Gli organizzatori del rally, in realtà, hanno via via negli anni migliorato le regole della gara e si sono alleati con delle organizzazioni no profit per sfruttare la notorietà della gara per portare il massimo aiuto alle popolazioni in difficoltà senza che il passaggio dei concorrenti abbia un impatto negativo sul territorio. Il primo passo è stato quello dell’abbattimento dei consumi.
Ad oggi sommando le emissioni dei mezzi che gareggiano(quasi 600), degli spettatori, degli addetti ai lavori, comprensivi di soccorritori, giudici e giornalisti e senza dimenticare le infrastrutture necessarie per mantenere tutta questa gente (elettricità, materiali e scarti vari), l’intera gara, che dura quindici giorni, inquina meno di un singolo Gran Premio di Formula 1. Per la sicurezza degli abitanti del luogo, la velocità dei mezzi da competizione viene ridotta drasticamente in corrispondenza dei centri abitati, fino ad un massimo di 30 km/h in casi particolarmente pericolosi.


