LONG BEACH, SEBASTIEN BOURDAIS DOMINA INCONTRASTATO

Sebastien Bourdais, vincitore a Long Beach

Long Beach, California, prima vittoria stagionale per Sebastien Bourdais; il pilota francese ha dominato tutti i 78 giri di gara ad eccezione di una decina di giri in cui le tattiche ai box lo avevano portato in seconda posizione dietro il rookie Tristan Gommendy. Ancora prima dell’inizio della gara, durante il warm up, un brutto incidente ha costretto Paul Tracy all’ospedale, venendo sostituito dallo spagnolo Oriol Servia. Il pilota canadese ha subito una lussazione ad una vertebra e per lui si parla di più di tre mesi di stop. Purtroppo anche se dopo la prossima gara a Huston ci sarà un lungo stop, il canadese perderà la possibilità di lottare per il campionato.

Se Bourdais ha dominato la gara, tutta l’attenzione si è spostata sulla la lotta per la seconda e terza posizione. Durante quasi tutta la gara, infatti, le due posizioni sono state contese da almeno cinque piloti: Servia, Tagliani, Power, Wilson e Junqueira. Alla fine a spuntarla è stato l’ottimo Servia. Rientrante dopo molti mesi, lo spagnolo è partito 14°, ma ha chiuso 2°, una prestazione superba.

La corsa, interrotta da sole tre bandiere gialle, non è stata così ricca di colpi di scena come a Las Vegas, ma nel finale, proprio nell’ultimo giro, Power e Wilson, fino a quel momento abbastanza in ombra, hanno recuperato una posizione a testa superando Tagliani, che ben si era comportato fino a quel momento e che si è dovuto arrendere a problemi di usura gomme.

Alla partenza, ancora lanciata, il gruppo scatta bene, e solo un piccolo contatto rovina la gara di Figge costretto a rientrare ai box per sostituire il musetto rotto. A questo punto Bourdais comincia già ad allungare senza che nessuno riesca a seguirlo, finchè al nono giro Mario Dominguez va in testacoda alla frenata della curva nove sbattendo violentemente con il posteriore della monoposto contro le barriere. Safety car in pista.

Si riparte all’undicesimo giro con Alex Tagliani velocissimo ad affinacare e superare in pieno rettilineo Will Power, preso di sorpresa. Tagliani è secondo, ma anche lui non regge il passo di Bourdais, che allunga di nuovo. A questo punto si forma un gruppone guidato da Tagliani dove però nessuno riesce a superare.

Fino al trentesimo giro non accade nulla, quando iniziano i pit stop. Durante questa fase Justin Wilson riesce a guadagnare ben quattro posizioni su Robert Doornbos, Graham Rahal, Simon Pagenaud e Will Power, mentre Servia, dopo la partenza dove aveva guadagnato alcune posizioni, si ritrova secondo dietro a Bourdais.

Le posizioni dopo i pit sono: Bourdais, Servia, Tagliani, Wilson, Power, Pagenaud, Rahal, Junqueira, Jani e Dalziel tra i primi dieci. Bourdais è implacabile e nell’arco di poco più di dieci giri mette tra se e Servia ben 20", un dominio assoluto. Anche in questa fase di gara tutte le monoposto si seguono a breve distanza, ma nessuno riesce a piazzare la zampata vincente per superare gli avversari.

Al 53° giro, però, Pagenaud arriva lungo e si ferma in una via di fuga. Il francese spegne il motore e nel tentativo di farlo ripartire, i commissari lo portano in pista, ma la Panoz non vuole ripartire. Seconda caution della gara e ancora safety car in pista. Tutti ne approfittano per entrare ai box tranne Gommendy, che resta in pista e si ritrova primo.

Si riparte al 57° giro con Gommendy impegnato a tenere dietro Bourdais, che comunque non insiste più di tanto conscio del fatto che il rivale si deve ancora fermare per uno splash. Questo avviene al 69° giro; a questo punto Bourdais ricomincia a staccare tutti, mentre Doornbos, che era 11° procede lento con la sua Minardi.

Al 72° giro, quando ormai i giochi sembrano fatti, Figge sbatte violentemente contro le protezioni della curva nove con la fiancata sinistra della sua Panoz. Il pilota deve essere estratto dai commissari e adagiato su una barella, ma mentre viene caricato in ambulanza riesce a tranquillizzare tutti alzando il braccio facendo segno OK.

A questo punto la bandiera verde viene data quando mancano 1′47" alla fine della gara; Servia cerca di restare attaccato a Bourdais, ma invano, il francese campione in carica è troppo veloce oggi. La gara pare volgere al termine senza ulteriori emozioni, ma ad un certo punto Tagliani si fa infilare da Power prima e da Wilson poi scalando dalla terza alla quinta posizione in poche curve, mentre Bourdais va a vincere senza problemi.

L’ordine d’arrivo:

  1. Sebastien Bourdais - (Newman/ Haas/ Lanigan Racing) - 78 giri in 1h40′43"
  2. Oriol Servia - (Forsythe Championship Racing) - 2"614
  3. Will Power - (Team Australia) - 3"866
  4. Justin Wilson - (RSPORTS) - 5"325
  5. Alex Tagliani - (RSPORTS) - 6"179
  6. Bruno Junqueira - (Dale Coyne Racing) - 6"394
  7. Neel Jani - (PKV Racing) - 7"710
  8. Graham Rahal - (Newman/ Haas/ Lanigan Racing) - 8"267
  9. Ryan Dalziel - (Pacific Coast Motorsports) - 8"962
  10. Katherine Legge - (Dale Coyne Racing) - 9"886
  11. Tristan Gommendy - (PKV Racing) - 10"335
  12. Dan Clarke - (Minardi Team USA) - 1 giro
  13. Robert Doornbos - (Minardi Team USA) - 4 giri
  14. Simon Pagenaud - (Team Australia) - 5 giri
  15. Matt Halliday - (Conquest Racing) - Ritirato
  16. Alex Figge - (Pacific Coast Motorsports) - Ritirato
  17. Mario Dominguez - (Forsythe Championship Racing) - Ritirato

La classifica piloti:

  1. Power,59 punti
  2. Tagliani, 44
  3. Bourdais, 40
  4. Junqueira, 36
  5. Doornbos, 35
  6. Gommendy, 31
  7. Wilson, Legge, 30
  8. Servia, Jani, 28
  9. Tracy, 26
  10. Dalziel, 23
  11. Figge, 21
  12. Rahal, 19
  13. Dominguez, Pagenaud, 17

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