20 ANNI FA MORIVA ENZO FERRARI, IL CREATORE DI UN MITO TUTTO ITALIANO

Enzo Ferrari, se non fosse morto 20 anni fa, oggi festeggerebbe i suoi 110 anni probabilmente al fianco del campione del mondo di Formula 1 Kimi Raikkonen e a tutti gli uomini del team di Maranello che hanno contribuito all’affermazione del mito da lui creato…la Ferrari.
Era il 18 febbraio 1898 quando a Modena naque un bambino con le corse automobilistiche nel sangue. Il suo primo approccio con le auto avviene all’età di 10 anni e da quel momento il suo nome si fece largo nel mondo dell’automobilismo. Dapprima il Drake puntò alla carriera di pilota, ma le poche soddisfazioni lo portarono a diventare costruttore, ma prima nel 1924 conosce la madre di Francesco Baracca, eroe dei cieli nella Prima guerra mondiale, dalla quale eredita il simbolo del Cavallino Rampante.
Nel 1929 fondò la Scuderie Ferrari legata all’Alfa Romeo, dominatrice in quegli anni nel motorsport internazionale. Poi per vari contrasti con Ugo Gobbato, direttore generale dell’Alfa, Enzo Ferrari creò nel 1939 la Auto Avio Costruzioni che 9 anni dopo diventerà Ferrari. Già a Roma, il 25 maggio 1947, arriva la prima vittoria della Ferrari che, da quel giorno, inizierà l’ascesa per diventare un mito mondiale ineguagliato.
La vita del Drake non è solo un alternarsi di gioie e dispiaceri per le sorti delle sue vetture in pista, ma è anche, e sopratutto, travagliata da brutti avvenimenti nella vita personale. La più brutta di queste è stata la scomparsa del figlio Dino, il 30 giugno 1956, alla cui memoria fu dedicata la Dino 246. Ma le tragedie arrivarono anche dal suo mondo, da quelle corse che lo facevano emozionare più di ogni altra cosa al mondo, e le scomparse di alcuni dei suoi piloti, tra cui il mitico Gilles Villeneuve, furono colpi davvero duri da sopportare e che rischiarono di farlo allontanare dalle corse.
Il Drake sapeva essere mito anche in quelle poche interviste che rilasciava come quando diceva che: “spesso mi chiedono quale sia stata la vittoria più importante di un’autovettura della mia fabbrica e io rispondo sempre così: la vittoria più importante sarà la prossima”. Chissà quali emozioni gli avrebbero suscitato gli anni di dominio delle Rosse nell’era Schumacher e come avrebbe vissuto, sulla sua poltrona, la vittoria del titolo 2007 di Raikkonen all’ultima gara.
Siamo sicuri che, ovunque sia ora, ogni domenica in cui scende in pista una Ferrari lui sia li a guardarla festeggiando per i successi e ringhiando contro tutti quando qualcosa non va come dovrebbe.
Auguri Mitico Drake!