ADRIAN SUTIL: UN SOGNO FINITO IN LACRIME
Monaco, Montecarlo, sull’unica pista dove anche un pilota della Force India, solitamente relegato nelle ultimissime posizioni, può arrivare a sfiorare il podio, Adrian Sutil ha vissuto per più di un’ora un sogno incredibile: duellare tra Ferrari, McLaren e BMW praticamente alla pari. Il giovane tedesco ha condotto una gara perfetta e mentre i suoi avversari si autoeliminavano con errori più o meno gravi, lui ha sempre mantenuto la situazione in pugno, arrivando a meno di dieci giri dalla fine mantenendo la quarta posizione conquistata man mano che passavano i giri.
Tutto era perfetto, la monoposto, la pista e la posizione e tutto sembrava presagire un ottimo piazzamento e, finalmente l’arrivo di punti pesanti non solo per il pilota, ma anche per il team, unico ancora a zero punti. Il compagno di team, Giancarlo Fisichella, che oggi festeggia i 200 GP in carriera, era ormai fuori gara e Sutil sarebbe diventato l’eroe della giornata, ma a Montecarlo, si sà, ci si può rilassare solo dopo la bandiera a scacchi e non un secondo prima.
A diciannove giri dalla fine della gara, quando tutto sembrava ormai pronto per un finale tranquillo dopo innumerevoli colpi di scena anche clamorosi, Nico Rosberg sbatte violentemente alla chicane delle piscine e costringe i commissari a mandare in pista la safety car per la seconda volta ricompattando il gruppo. Questa è una brutta notizia non solo per Hamilton, che era primo con un vantaggio abissale, ma anche per Sutil, che poteva gestire un certo vantaggio su Raikkonen, non particolarmente ispirato oggi.
Durante i giri dietro la safety car dal muretto della Force India l’ingegnere di pista di Sutil ricordava al pilota la posizione e la presenza di Raikkonen alle sue spalle, ma anche che la vettura era perfetta e poteva giocarsela. A dieci giri dalla fine si riparte; Hamilton riprende un margine di sicurezza su Kubica, che fa altrettanto con Massa, mentre Raikkonen pare pronto per un attacco a Sutil.
Il tedesco, però riesce a staccarsi di quei metri che bastano per impedire a Raikkonen di tentare il sorpasso nell’unica staccata possibile: quella all’uscita dal tunnel. Il campione del mondo, pur non tentando un vero e proprio attacco e pur non ritardando troppo la staccata rispetto al normale, perde il controllo del posteriore della ferrari che inizia ad oscillare paurosamente. Raikkonen evita il botto contro le barriere, ma non contro la monoposto di Sutil, che, invece, stava impostando la curva normalmente.
Il contatto distrugge il musetto della Ferrari e il retrotreno della Force India, che una volta arrivata ai box si spegne per non ripartire più. Il sogno si trasforma in dramma; tutti gli sforzi di Sutil per portare a casa un bel risultato sfumano in una frenata, per un errore non suo, proprio quando la meta era vicinissima e tutti nel team già assaporavano le brezza di un arrivo nei piani alti della classifica. Sutil, a questo punto, resta in macchina con le mani appoggiate al volante quasi a sperare in un miracolo, ma poi deve scendere e a quel punto non gli resta altro che sfogare al sua frustrazione in un pianto.
Le corse, si sa, sono così: spietate e imprevedibili, soprattutto qui a Montecarlo, dove si può passare dalle stelle alle stalle in un batter d’occhio. Così, mentre Hamilton festeggia la vittoria più prestigiosa della stagione, che lo rilancia in testa al mondiale, Sutil ritorna mesto nel suo motorhome come al termine di una normale gara della Force India, ma con nell’animo la consapevolezza che forse ha perso l’occasione della sua vita per raggiungere un buon traguardo in Formula 1.
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