DOPO 16 ANNI DI SUCCESSI FINISCE L’ERA SCHUMACHER. MICHAEL NON TI DIMENTICHEREMO MAI
Silverstone, curva Stowe, 8° prova del mondiale di Formula 1 del 1999, Michael Schumacher arriva lungo in staccata, nel tentativo di superare Eddie Irvine, e va ad impattare contro le barriere a bordo pista. Michael viene aiutato dai commissari di pista ad uscire dalla sua Ferrari. Per lui il campionato è finito, e le fratture alle gambe, riportate nell’incidente, rischiano di costargli la carriera.
Per Schumacher è il quarto anno in Ferrari e negli ultimi due ha perso il campionato all’ultima gara a favore di Jacques Villeneuve, prima, e Mika Hakkinen, poi. Nessuno, nemmeno lontanamente, si immagina quali sorprese riservi il futuro. Michael tornerà a correre negli ultimi due gran premi della stagione, cercando di aiutare Irvine a vincere il titolo, che però sarà ancora conquistato da Hakkinen.
Per i ferraristi è l’ennesimo titolo svanito, e l’ultima vittoria iridata risale a 20 anni prima. La stagione 2000 è però l’inizio della leggenda, di una parte importante della storia della Formula 1; Michael Schumacher conquisterà ben cinque campionati piloti consecutivi, arrivando a una quota personale di sette, superando il record che resisteva dal 1957 di Juan Manuel Fangio, fermo a quota cinque, di cui quattro consecutivi.
Il pilota tedesco fa suoi quasi tutti i record della Formula 1, e l’unico neo, se si può chiamarlo così, è quello di non aver mai vinto in Turchia, a Istanbul; unica pista in cui ha corso che non lo ha visto salire sul gradino più alto del podio.
Molti dicono che Michael non ha corso ai tempi di Fangio, quando la sicurezza era un’utopia e i piloti erano chiamati cavalieri del rischio. Molti dicono che Michael non ha corso contro piloti del calibro di Prost, Mansell, Piquet, come ha fatto il grande Senna, oppure contro Stewart, Lauda, Fittipaldi.
Questo è vero, ma nessuno può sminuire l’impresa di uno tra i più grandi piloti della Formula 1, entrato nella leggenda stabilendo record dopo record difficilmente battibili per chiunque, come ad esempio i sette titoli mondiali. E poi, senza Micheal, in questi ultimi anni avremmo visto lotte per il titolo aperte a più di tre o quattro piloti per anno, perché Alonso, Montoya, Raikkonen, Hakkinen, Barrichello, e gli altri non sono piloti di secondo livello, ma hanno avuto la sfortuna, e la fortuna, di correre contro uno come Schumacher.
Michael lascia la Formula 1 dopo 16 anni, chiudendo, in modo trionfale, quella che sarà ricordata come l’era Schumacher, iniziata il 25 agosto 1991 a Spa-Francorschamps, Belgio, con una Jordan. Il primo titolo arriva nel 1994 a bordo della Benetton Ford, quell’anno il tedesco con una vettura con motore otto cilindri mette in riga le più forti Williams Renault a dieci cilindri. Nel 1995 fa il bis con la Benetton, questa volta motorizzata Renault. Arriva in Ferrari nel 1996 e qui riporta un team in crisi di risultati nuovamente ai vertici della Formula 1.
Congratulazioni Michael Schumacher, rimarrai per sempre nel cuore dei ferraristi, per tutto quello che hai fatto e hai conquistato con la Rossa. Nemmeno tu potrai dimenticare quella che per te è diventata come una seconda casa, e sappiamo che rimarrai vicino a Maranello,e ai ferraristi, per molto tempo ancora. Te ne vai dopo averci regalato una gara capolavoro, mitica, e non fa nulla se non è arrivato l’ottavo titolo perché uscire dalla scena dopo questa impresa è da vero campione!
I numeri di Michael Schumacher in Formula 1:
Gare Disputate: 250
Pole Position: 68
Vittorie: 91
Podi: 154
Giri veloci in gara: 76
Titoli: 7 (1994,1995,2000,2001,2002,2003,2004)
Squadre: Jordan, Benetton, Ferrari
Primo Gran Premio: Spa Francorchamps, Belgio, 1991
Ultimo Gran Premio: Interlagos, Brasile, 2006
Prima vittoria: Spa Francorchamps, Belgio, 1992
Ultima vittoria: Shanghai, Cina, 2006
I suoi records:
- Maggior numero di Mondiali vinti: 7
- Maggior numero di Mondiali vinti consecutivamente: 5
- Maggior numero di Gran Premi vinti: 91
- Maggior numero di Gran Premi vinti consecutivamente: 7 (nel 2004: GP Europa, GP Canada, GP USA, GP Francia, GP Inghilterra, GP Germania, GP Ungheria), a parimerito con Alberto Ascari
- Maggior numero di Gran Premi vinti con un team: 72 con Ferrari
- Maggior numero di Gran Premi vinti sulla stessa pista: 8 a Magny Cours, Francia
- Maggior numero di Gran Premi vinti in nazioni differenti: 20
- Maggior numero di Gran Premi vinti in una stagione: 13 su 18 gare nel 2004
- Maggior tempo trascorso tra la prima e l’ultima vittoria: 14 anni, 1 mese, 2 giorni
- Maggior numero di secondi posti: 43
- Maggior numero di podi: 154
- Maggior numero di podi consecutivi: 19 (dal GP USA 2001 fino al GP Giappone 2002)
- Maggior numero di podi in una stagione: 17 su 17 gare nel 2002
- Maggior numero di punti finali: 190
- Maggior numero di giri in testa: 4741 (22155 chilometri, 13758 miglia, in 131 GP)
- Maggior numero di pole positions: 68
- Maggior numero di partenze dalla prima fila: 108
- Maggior numero di giri veloci: 76
- Maggior numero di giri veloci in una stagione: 10 su 18 gare nel 2004 a parimerito con Kimi Raikkonen nel 2005
- Maggior numero di poles evittorie: 40
- Maggior numero di hat-trick (pole, giro veloce, vittoria): 22
- Maggior numero di punti Mondiali: 1369
- Maggior numero di gare senza ritiri: 24 (dal GP Ungheria 2001 al GP Malesia 2003)
- Maggior numero di punti per il secondo classificato in campionato: 121 su un massimo di 180
- Maggior numero di punti in una stagione: 148 su 180 nel 2004
- Maggior numero di gare vinte per il secondo classificato in campionato: 7 a parimerito con Alain Prost e Mika Hakkinen
- Unico pilota in assoluto ad aver vinto 5 volte a Monza, Italia, e 5 volte a Indianapolis, Indiana
