FERRARI vs NIGEL STEPNEY, LA MERCEDES MINACCIA IL RITIRO IN CASO DI PESANTI SANZIONI. LA SPY STORY DESTABILIZZA TUTTA LA FORMULA 1
Woking, Gran Bretagna, dopo le parole distensive dei giorni scorsi in cui la McLaren Mercedes si dichiarava tranquilla per l’esito della riunione speciale del Consiglio Mondiale in programma a Parigi il 26 luglio, il team anglo tedesco ha diramato una dichiarazione in merito alla spy story che coinvolge la Ferrari, Nigel Stepney e Mike Coughlan.
Nel comunicato la McLaren si dice: "preoccupata circa le congetture sbagliate emerse da un errato e fuorviante riferimento sui contenuti di documenti legali confidenziali consegnati all’Alta Corte di Londra". Dal canto suo il team di Woking ha effettuato delle indagini interne in cui è emerso che "nessun documento della Ferrari è o è stato in possesso dei propri dipendenti, oltre alla persona citata in giudizio dalla Ferrari".
Inoltre, il comunicato stampa si chiude con la frase: "la McLaren ha categoricamente escluso che dati della Ferrari siano mai stati utilizzati in qualsiasi momento per sviluppare le proprie vetture". In difesa del team di Ron Dennis è giunta la dichiarazione di Joaquin Verdegay, membro spagnolo del Consiglio Mondiale, il quale si dice certo che la McLaren non sarà punita, poichè è impossibile dimostrare che a Woking abbiano utilizzato i documenti della Ferrari.
Una dichiarazione importante, ma che arriva da un membro spagnolo, conterraneo, cioè, di Alonso, pilota della McLaren; inoltre, nonostante i proclami di innocenza e fiducia nella giustizia, la Mercedes, tramite Norbert Haug, ha fatto sapere che se le pene dovessero essere troppo pesanti, la casa della stella a tre punte potrebbe lesciare la Formula 1.
Questa dichiarazione è un chiaro tentativo di esercitare pressione politica prima del meeting parigino; un’eventuale ritiro della Mercedes potrebbe destabilizzare il mondo della Formula 1 con un effetto domino, il quale vedrebbe sparire altri grandi costruttori.
Un esempio potrebbero essere la Renault e la Honda; la casa francese ha già lanciato un ultimatum proprio tramite il suo presidente Carlos Ghosn, il quale ha fatto presente a Briatore che se non riuscirà a tornare ai vertici in breve tempo la Renault lascerà il circus iridato, poichè non interessata a lottare per il quarto - quinto posto.
La Honda, invece, sfiorata dalla spy story a causa dei contatti avuti tra Nick Fry, direttore della squadra, Coughlan e Stepney, ha appena cambiato l’intero organico di tecnici, mentre Gil de Ferran si è dimesso; inoltre i fondi destinati alla Super Aguri sono stati pesantemente diminuiti, segno chiaro della pessima aria che tira in casa Honda.
Tirando le conclusioni, la spy story, come preventivato, si sta allargando sempre più e sta coinvolgendo sempre più persone e team; a causa della sensazione di aver scoperto solo la punta di un gigantesco iceberg, e alla luce delle minacce della Mercedes, potrebbe anche darsi che tutto finisca in una bolla di sapone, anche se in questo caso Max Mosley e la FIA ne uscirebbero molto indeboliti.
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