FERRARI vs NIGEL STEPNEY, MAX MOSLEY RIAPRE IL CASO. ANCHE RENAULT E SPYKER CONTRO LA McLAREN MERCEDES

Max Mosley presidente FIA

Parigi, Francia, dopo la sentenza del 26 luglio scorso, nella quale il Consiglio mondiale dell’automobilismo aveva assolto la McLaren Mercedes dalle accuse di spionaggio ai danni della Ferrari, il presidente della FIA e presidente del Consiglio mondiale Max Mosley, ha dichiarato di voler appellarsi alla decisione presa.

Mosley, infatti, ha dichiarato: "Il verdetto sulla McLaren potrebbe non essere corretto, quindi presentiamo appello; la Ferrari non ha avuto la facoltà di esporre le proprie ragioni. È giusto concederle questa possibilità". Il nuovo processo è previsto per il 26 agosto subito dopo il Gran Premio di Turchia.

Davanti a tre giudici la McLaren non solo dovrà rispiegare se ha utilizzato il dossier in possesso di Coughlan, ma anche perchè nonostante fosse stato istallato un firewall nel computer aziendale, la McLaren abbia mandato Coughlan a Barcellona per incontrare Stepney e dirgli di smetterla di inviare documenti della Ferrari, quando sarebbe bastata una telefonata.

Coughlan, invece, è tornato dall’incontro con altri documenti, che i vertici McLaren hanno ordinato di distruggere apparentemente senza conoscerne il significato. Ma ancora più incredibile è il fatto che anche la Renault e la Spyker potrebbero presenziare al processo. La casa francese, presente con un suo rappresentante anche il 26 luglio, l’anno scorso fu denunciata dalla McLaren per il famoso mass dumper; in Renault non convince l’analogia con la denuncia di quest’anno, sempre da parte della McLaren, sul fondo piatto mobile della Ferrari.

La Spyker, invece, potrebbe schierasi dalla parte della Ferrari perchè un’eventuale squalifica della McLaren le potrebbe regalare il decimo posto nella classifica costruttori, posizione valida per ricevere una quota dei soldi che a fine stagione si distribuiscono ai primi dieci team classificati.

La riapertura del caso è da attribuire a Luigi Macaluso, presidente della Csai, il quale ha mandato una lettera a Mosley esponendo le sue perplessità sul fatto che una palese infrazione dell’articolo 151-C del regolamento sportivo della Formula 1 non fosse stato punito, anche se, è giusto precisarlo, Macaluso ha fatto parte del Consiglio riunitosi il 26 e anche lui aveva votato per l’assoluzione.

Da parte sua, la Ferrari è soddisfatta della nuova azione legale di Mosley; la casa del cavallino rampante ha dichiarato: "È una decisione sensata. Il presidente della Fia ha correttamente ritenuto che la Ferrari, quale parte lesa della vicenda, debba godere di tutti i diritti di una parte in un processo, al contrario di quanto è avvenuto nell’udienza di giovedì del consiglio Mondiale".

La McLaren, invece, ha risposto tramite il suo sito internet in questo modo: "Questo è il risultato di una campagna di stampa ingannevole condotta dalla Ferrari e delle pressioni dell’Automobile club d’Italia. Si tratta di una spiacevole perdita di tempo, confidiamo in un altro giudizio favorevole".

Morale, la vicenda di spionaggio più clamorosa nella storia della Formula 1 non si è ancora placata e probabilmente terrà banco fino alla fine del mondiale; l’augurio è che non si arrivi ad un ribaltamento dell’esito del campionato dopo l’assegnazione dei titoli piloti e costruttori, ma anche che giustizia sia fatta.

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