Il pagellone di fine stagione. Dalla Formula 1 alla LMS attraverso la MotoGP
La stagione 2008 appena conclusa ha regalato ai tifosi numerosi campionati esaltanti, come la Formula 1, la MotoGP, la LMS e la 24 ore di Le Mans, ha riportato alla vittoria Valentino Rossi, ha incoronato Lewis Hamilton, ha scritto il nome di Sebastian Loeb nella storia dei rally e non solo, ci ha mostrato che i piloti italiani, come Giorgio Pantano, Davide Rigon, Gianmaria Bruni e Andrea Bertolini sono vincenti, così come il made in Italy con Ferrari (nel GT) e Maserati. Alcuni colossi hanno deluso, vedi Peugeot, Porsche e BMW, ma altri hanno stravinto, come l’Audi. Le pagelle di fine stagione raggruppano le maggiori categorie e i migliori e peggiori dell’universo motoristico sportivo. Ecco le pagelle:
FORMULA 1
McLaren 8: per anni il team di Ron Dennis non ha brillato nelle decisioni delle tattiche quando sorgevano intoppi o situazioni inaspettate. Quest’anno, invece, nulla è andato storto, compresa l’affidabilità della MP4-23, che ha permesso a Lewis Hamilton di vincere il titolo proprio in contrapposizione alla Ferrari, mai così disastrosa nell’affidabilità, dal 1996. Dennis voleva il titolo perso lo scorso anno e il lavoro fatto dal team prima e con Hamilton poi hanno dato i frutti sperati. Il titolo costruttori è andato alla Ferrari, ma forse lo meritavano di più a Woking.
Sebastian Vettel 8: il pupillo di Michael Schumacher nel 2008 ha dimostrato di essere un potenziale campione. Vincere con la Toro Rosso non è da tutti. Sebastian è stato costante per tutto l’anno, a parte un pò di sfortuna di troppo nelle prime gare, divenendo uno dei protagonisti del 2008. Ora la Red Bull può sperare di puntare in alto nel 2009 esattamente come Vettel, pronto a tornare sul gradino più alto del podio dopo Monza.
Robert Kubica 7: il polacco è un’altra giovane promessa della Formula 1, uno che spende poche parole fuori dalla monoposto mentre quando è alla guida non molla mai. Il suo primo successo, arrivato a Montreal sulla pista dove nel 2007 ha rischiato la vita, fa capire che Robert sa portare al limite la propria vettura. Finchè la BMW glielo ha permesso è anche stato in lotta per il titolo con gran merito tanto da far pensare che potesse essere il terzo incomodo nella volata finale. Poi la superiorità della Ferrari ha permesso a Raikkonen di togliergli il terzo posto in classifica, ma la sua è stata comunque una grande stagione, ed ora è pronto a giocarsela alla pari.
Heikki Kovalainen 5: dal giovane finlandese ci si aspettava di più. Che partisse per fare la seconda guida non era un segreto e nessuno pensava di vederlo lottare con Hamilton come Alonso, ma, almeno 4° nel mondiale sì, e con un Raikkonen così poco lucido, poteva anche puntare al 3° posto aiutando il team a vincere il titolo costruttori. La prima vittoria in carriera, poi, non è stata poi così eccellente visto che ha dovuto ringraziare le sfortune di Hamilton e Massa. Il prossimo anno dovrà dimostrare di più, perchè guidare per un team così competitivo è un’occasione da non perdere.
Kimi Raikkonen 4,5: campione del mondo 2007 cercasi. Solo in poche occasioni abbiamo visto l’Iceman che ha vinto nel 2007 il mondiale. Quello del 2008 è stato un pilota quasi demotivato o forse solo perso nel trovare un feeling con la vettura e con le gomme. Un Raikkonen in gran forma poteva giocarsi il mondiale fino alla fine e magari rendere le cose più difficili a Hamilton, ed invece, con solo 2 vittorie, le stesse di Fernando Alonso, si è visto minacciato da Kubica, con la BMW, per la conquista del terzo posto finale, andato poi al finlandese per il maggior numero di vittorie. Perdere il titolo può starci, ma Kimi non è mai stato realmente all’altezza del confronto con Felipe e Lewis, e questo è il modo peggiore per perdere lo scettro di campione del mondo.
Giudici di gara in Formula 1 e FIA 2: i commissari di gara della Formula 1 si sono resi infelici protagonisti del campionato 2008. Arrivare all’ultimo gran premio della stagione con il titolo ancora in bilico è spettacolare ed emozionante, ma tramare e correggere i risultati per permettere una cosa simile non è giusto per i tifosi e per i piloti che rischiano la vita in pista. Gli errori sono umani e tutti, piloti, team e commissari possono commetterli, ma a tutto c’è un limite.
Ferrari Formula 1 4,5: disastroso ogni volta che serviva freddezza e inventiva. Quando le condizioni meteo non erano certe ha sempre sbagliato tattica a dimostrazione che gli uomini del muretto non sono ancora al livello di Jean Todt e Ross Brown. Molti anche gli errori ai box, in qualifica e in gara, che hanno fatto perdere punti importanti a Massa e Raikkonen per la vittoria del titolo.
MOTOGP
Valentino Rossi 10 lode: dopo due anni di astinenza il titolo MotoGP è tornato nelle sue con grandi vittorie e mettendo in crisi psicologica Stoner. Il re della MotoGP è solo lui contro tutti quelli che lo hanno criticato per la scelta di passare alla Bridgestone, poi risultata vincente, o che lo davano già sulla via del tramonto. Il Rossi del 2008 si è dimostrato ancora più forte del solito demolendo gli avversari sfruttando la moto al massimo, inoltre ha dato dimostrazione di essere un ottimo collaudatore riuscendo a riportare vincente la Yamaha.
Casey Stoner 7: il campione del mondo uscente ha lottato alla pari con Rossi. Per più motivi non è riuscito a mantenere il titolo, ma ha dimostrato in più occasioni di essere uno dei fenomeni della MotoGP. I tanti punti persi sono dovuti a una Ducati non perfetta a inizio anno, a qualche gara sotto tono, quando però i giochi erano già chiusi, e a un problema fisico, anche un pò psicologico, nel momento chiave della stagione. Insieme alla Ducati è riuscito a riportare la GP8 a grandi livelli, mentre ha peccato di inesperienza nel duello con Rossi a Laguna Seca. Psicologicamente Stoner ha subito la grinta di Rossi capace di tenergli testa a Laguna Seca nonostante l’australiano fosse il più veloce e, cadendo, ha visto riacutizzarsi un vecchio problema al malleolo nel momento più difficile della stagione. Lui e Vale sono i favoriti d’obbligo per il prossimo anno e vedremo se Fastoner riuscirà a rifarsi su Rossi.
Ducati 6: dopo i tre titoli vinti nel 2007, piloti, costruttori e team, non è riuscita a bissarne neppure uno, ma in compenso ha dato prova di essere un’azienda valida e capace di recuperare un gap che a inizio anno la vedeva perdere il confronto con Honda e Yamaha. Da Donington la Ducati era la migliore moto con la Yamaha e di gran lunga superiore alla Honda. Il vero problema da risolvere ora è quello di dare alla GP9 le caratteristiche giuste perchè possa essere portata al limite da Casey Stoner, e dagli altri campioni che la guideranno: Nicky Hayden e Sete Gibernau.
Jorge Lorenzo 5: ad inizio stagione c’era da rimanere a bocca aperta per come è riuscito a trovare subito il feeling con la Yamaha. Tre pole position consecutive e la vittoria in Portogallo sono la dimostrazione che il talento c’è e che può diventare protagonista della MotoGP. Da Le Mans la stagione è cambiata ed è divenuta infernale poichè la dura botta di Shanghai lo ha messo ko. In 250cc non si è mai trovato in una situazione simile e l’inesperienza lo ha portato a commettere errori perdendo fiducia in se stesso. Per recuperare ha impiegato molto tempo e questo è stato l’unico punto negativo della sua stagione; poi è tornato ad andare forte, nonostante le gomme Michelin. Ora può davvero essere una vera minaccia per Rossi e Stoner e diventare l’idolo di tutti gli spagnoli magari riportando nella penisola iberica quel titolo mai più tornato dai tempi di Alex Crivillie.
Dani Pedrosa 4: arrivato tre anni fa con grandi ambizioni, non è ancora riuscito a convincere nessuno sul proprio talento. Due soli successi fanno capire quanto lo Spagnolo continui a soffrire il confronto con Rossi e Stoner. Possiamo dargli alcuni alibi: una Honda non competitiva da metà stagione, l’infortunio in Germania e le gomme. La Honda, però, prende spunto anche dalle sue osservazioni per sviluppare la moto e da quando è al posto di Rossi la Honda soffre; le gomme, poi, sono state inferiori solo da metà stagione. L’infortunio è forse il vero alibi, ma la differenza di guida tra lui, Stoner e Rossi è troppo ampia. Dal 2006 è migliorato solo nella guida sul bagnato, mentre le staccate sono ancora di basso livello. Nel 2009 sarà dura con Andrea Dovizioso come compagno e dimostrare di essere un campione non sarà cosa facile.
Honda HRC 3: due anni fa la MotoGP cambiò cilindrata per le pressioni dei motoristi giapponesi; dal 2007, però, la Honda continua a prendere batoste da Yamaha e Ducati, inoltre, anni fa Valentino Rossi fu mandato via perchè la HRC voleva vincere senza l’italiano, ma questo le è riuscito solo nel 2006 grazie a Nicky Hayden. Poi, dal 2007, la Honda ha puntato solo su un pilota, Dani Pedrosa, ancora non all’altezza di vincere il titolo e trascurando Hayden. Il 2009 deve essere l’anno della svolta, magari limitando Alberto Puig in modo da non essere dipendente da un unico pilota.
IRL
Scott Dixon 10 e lode: vittoria di campionato e vittoria alla Indy500, di meglio non si può fare. Il pilota neozelandese ha stupito per la grande intelligenza tattica, ma anche per la grinta tirata fuori nei momenti giusti, quando si è reso necessario strapazzare i rivali. Dixon quest’anno ha commesso pochi errori e alla fine ha dimostrato di essere un pilota completo: veloce e preciso sugli ovali e sugli stradali.
IndyCar 10: la decisione di riunificazione tra IRL e Champ Car è stata davvero un grande passo avanti per riportare allo splendore il massimo campionato a ruote scoperte d’America. L’equilibrato mix tra circuiti stradali e ovali ha dato vita a un campionato spettacolare con tanti protagonisti pronti a darsi battaglia. L’anno prossimo con team e piloti ex Champ Car più preparati lo speccatolo sarà ancor più emozionante in attesa dell’arrivo dei nuovi motori che spezzeranno il monomarca Honda.
Andretti-Green Racing 4: uno dei team più ricchi e importanti, con ben quattro vetture, ha portato a casa una magra prestazione in questo 2008; solo due vittorie con Danica Patrick, e Tony Kanaan. Certo da Ideki Mutoh non ci si aspettava molto di più di quanto abbia mostrato e cioè una buona base su cui costruire un buon pilota, mentre Marco Andretti ha deluso le aspettative con molti errori e gare mediocri.
Helio Castroneves 4: il pilota Penske vanta un’esperienza più che decennale nelle corse su monoposto negli USA; vincitore di due Indy500 e con in mano una delle migliori vetture del lotto, però, non è riuscito a portare a casa il titolo, che comunque sarebbe apparso abbastanza ingiusto tenuto conto che lui ha vinto solo una gara, mentre Dixon ben 5, Indianapolis compresa. A fine stagione anche lo scandalo dell’evasione fiscale, che potrebbe metterlo in grande difficoltà; un 2008 da dimenticare.
LMS/24 ORE DI LEMANS
Audi10 e lode: ha vinto ancora la 24 ore di Le Mans (quinta vittoria consecutiva e ottava in nove anni, nove su nove se si considera la vittoria Bentley nel 2003, di fatto un progetto Audi) nonostante la Peugeot partisse da favorita. Inoltre ha battuto la rivale francese anche nella LMS sempre grazie alla maggiore esperienza. Anche nel DTM ha saputo bissare la vittoria di un anno fa (come nel 1990 e 1991). Il prossimo anno potrebbe rinunciare alla presenza ufficiale in LMS e ALMS, per concentrarsi sulle classiche endurance, 24 ore di Le Mans, 12 ore di Sebring. Anche il DTM rimarrà un obiettivo principale per il mercato tedesco ed europeo.
Peugeot 3: l’unico lato positivo della stagione 2008 della casa francese è l’appassionato antagonismo con l’Audi, che ha regalato ai tifosi un campionato LMS e una 24 ore di Le Mans da brivido. Per il resto il fallimanto è totale; l’Audi l’ha stracciata e a Le Mans è arrivata anche la figuraccia di una tattica suicida e da pivelli. Nel 2009 l’Audi non ci sarà nella LMS e quindi la vittoria per la casa del leone è scontata, ma a Le Mans dovranno affilare gli artigli per spodestare la casa di Ingolstadt.
FIAGT
Maserati 10 e lode: il team Vitaphone gestisce benissimo le vetture italiane anche grazie all’appoggio della casa del tridente. Il quarto campionato riservato ai team consecutivo e il quarto titolo piloti consecutivo rende il binomio Maserati-Vitaphone praticamente invincibile nonostante le numerose restrizioni inflitte alla GT di Maranello.
Piste 10: la pista di San Luis è spettacolare; un tracciato d’altri tempi, con curvoni veloci, muretti a un metro dalla pista che non permettono errori, ed è solo una delle piste del FIA GT che gli appassionati amano. Poi nel calendario troviamo anche Spa, Silverstone, Monza, Brno e Zolder, senza dimenticare il tracciato cittadino di Bucharest, davvero esaltante.
Bertolini e Bartels 10: i due piloti Maserati vincono il mondiale FIA GT dopo una dura lotta contro i piloti Corvette Hezemans e Gollin, emersi dal gruppo di inseguitori nella seconda metà di campionato. La coppia italo tedesca è stata insuperabile con due vittorie stagionali compresa la 24 ore di Spa. L’affiatamento tra i due è apparso perfetto e il contributo di Bertolini, test driver della Ferrari, è stato determinante.
Ferrari 10: la F430 non ha rivali in pista e di rado la Porsche è riuscita ad impensierirla. Certo i team che si avvalgono della GT di Maranello sono molto più numerosi di quelli Porsche, ma questo è anche segno che la F430 è la migliore auto nel lotto delle GT2 e quindi viene scelta da numerosi clienti.
Porsche 4: non ha retto il confronto con la Ferrari e il bottino di 2 vittorie contro le 9 della F430 è imbarazzante. Chiuso ufficialmente il programma RS Spyder, speriamo che il progetto per la GT si rinnovi per tornare ai livelli della Ferrari, tenendo conto che Corvette si lancerà nella GT2 dal 2009.
WTCC
SEAT 10 e lode: è stata la casa costruttrice che ha investito di più nel WTCC e alla fine le sue scelte sono state ripagate con un dominio quasi assoluto. La lotta per il titolo piloti alla fine era racchiusa solo tra due piloti SEAT: Alain Menu e Gabriele Tarquini. Addirittura il titolo costruttori è stato vinto dalla casa spagnola con due gare d’anticipo. Per BMW, Chevrolet e Honda saranno tempi duri se non si daranno da fare.
Yvan Muller 10: il migliore dei piloti SEAT, il più costante e, infine, il campione del mondo 2008. A nulla è servita la resistenza di Gabriele Tarquini, alla fine beffato per i troppi zero in classifica e per alcune manovre un po’ troppo azzardate per un pilota di esperienza come il Cinghio. Onore al francese, dunque, nella speranza che Tarquini possa rifarsi il prossimo anno.
Andy Priaulx 8: l’unico pilota BMW a riuscire a combattere contro lo squadrone SEAT. Una vittoria come Augusto Farfus e Alessandro Zanardi, ma l’inglese ha dalla sua molti più piazzamenti e alla fine il distacco con il migliore dei compagni, Farfus, è di 18 punti. Se la BMW avesse messo in pista una vettura migliore, probabilmente Priaulx potrebbe festeggiare il quinto titolo.
Indipendenti 8: il campionato nel campionato, così potrebbe essere definito il trofeo indipendenti nel WTCC. Solitamente i piloti di questo campionato, con team non supportati dalle case ufficiali, sono relegati in fondo dello schieramento, ma quest’anno abbiamo visto spesso i piloti migliori mischiarsi nelle prime posizioni con i top team. Tra tutti emergono Sergio Hernandez e Stefano D’Aste, che hanno dato vita ad un duello durato tutta la stagione e che solo l’intervento dei commissari lo ha portato a favore di Hernandez. A Macao D’Aste non si è presentato proprio per protestare contro le penalizzazioni subite.
Piloti BMW 5: Priaulx a parte, la compagine BMW non ha brillato. Farfus, solitamente spettacolare, ha regalato ben poco ai tifosi e Jorg Muller non sembra più motivato, tanto che la BMW lo ha dirottato nel programma M3GT2. Anche Alessandro Zanardi è sembrato sotto tono nonostante la vittoria a Brno, ma per Zanna Bianca il discorso è diverso; ormai non è più giovane, anche se l’entusiasmo e la voglia di vincere non gli mancano, ma spesso, forse a causa della troppa foga, viene coinvolto in incidenti e commette errori non da lui. Speriamo in un 2009 migliore.
BMW 4: minacciare più o meno velatamente l’abbandono del WTCC, salvo dichiarare in questi giorni di voler rimanere, non fa certo onore alla casa di Monaco. Troppo facile sedere sugli allori e poi piangere se un’altra casa costruttrice ti supera. A farne le spese è soprattutto Andy Priaulx, che si vede spodestato dal trono di campione del mondo nonostante una buona annata.
VARI:
Giorgio Pantano 10 e lode: una stagione in GP2 da incorniciare per il pilota italiano. Scartato troppo in fretta dalla Formula 1, Pantano ha saputo dimostrare il suo valore nella formula propedeutica alla massima serie, battendo rivali con un piede in Formula 1 come Bruno Senna, Lucas di Grassi e Romain Grosjean. Il suo futuro? Forse negli USA in IRL, comunque sia il pilota padovano si merita di guidare in una serie di primo livello e in un team di primo livello.
Sebastien Loeb 10 e lode: cinque volte campione del mondo rally in cinque anni, un record assoluto che potrebbe ancora migliorare, dato che il talento del francese è enorme. Finito al volante di una Formula 1 in occasione dei test di Barcellona, Loeb ha stupito ancora con tempi di tutto rispetto; davvero eccezionale, davvero inarrestabile.
Dakar 2009 10: dopo il disastro del 2008, con la gara cancellata a causa di minacce terroristiche, tutto sembrava finito, ma gli organizzatori sono riusciti a mettere in piedi un nuovo raid in Sud America, con un percorso da paura, ma soprattutto con una schiera di iscritti solo leggermente inferiore a quelli dello scorso anno. Un successone ancora prima di partire.
Davide Rigon 10: il campione 2007 della Formula 3000 Euroseries, dopo un anno passato nel FIA GT con la Ferrari F430 del team BMS è tornato a guidare una monoposto nella Superleague per il team cinese Beijin Gu’Aon e subito ha vinto il campionato con tre vittorie e una pole. Il pilota veneto, come altri piloti italiani, si meriterebbe di più, ma purtroppo, al momento, si deve accontentare della Superleague.
Jean Alesi 5: il francese ex Ferrari e Benetton si è lanciato con entusiasmo nella nuova avventura della SpeedCar seguito da altri ex della Formula 1 come Ukyo Katayama, Johnny Herbert, Gianni Morbidelli, JJ Lehto, Jacques Villeneuve eccetera, ma ancora una volta, nonostante fosse tra i favoriti, non è riuscito a vincere il titolo. Provaci ancora Jean.
Dario Franchitti 4: dopo una stagione 2007 da incorniciare, il pilota italo scozzese ha voluto tentare la via della NASCAR, un percorso duro e difficile per chi non è nato professionalemte su una stock car. Ne sa qualcosa Juan Pablo Montoya, che dopo la Formula 1 approdò in NASCAR alla corte di Chip Ganassi, ma nonostante questo solo ora comincia a prendersi qualche soddisfazione. Franchitti, però, non ha saputo aspettare e ora ritornerà in IRL, sempre con Ganassi.
Sam Hornish jr 4: stessa sorte di Franchitti; la NASCAR non perdona i novellini, anche se sono campioni IRL e vincitori di Indy500. La gavetta spetta a tutti e anche l’americano, seppur esperto di ovali, deve sottostare a questa legge. Risultato: poche gare e pochi piazzamenti. Lui non si da per vinto e ci riproverà il prossimo anno. In bocca al lupo.
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