ISTANBUL, LE PAGELLE DEL GRAN PREMIO DI TURCHIA

La partenza del Gran Premio di Istanbul, Turchia

Istanbul, Turchia, ecco le pagelle del Gran Premio di Turchia, nel quale la Ferrari di Massa ha vinto, ma solo dopo un lungo duello con la McLaren di Hamilton, che è riuscito a strappare la seconda posizione al campione del mondo in carica Raikkonen:

Felipe Massa 10 e lode: questa è la sua pista è lui lo sceicco di Istanbul e per tutto il weekend lo ha dimostrato con freddezza e bravura. Nelle libere ha saputo approfittare dei problemi meccanici di Kimi Raikkonen e ha sfruttato al meglio i momenti in cui la pista era asciutta preparandosi al meglio alle qualifiche dove ha conquistato la pole position con un giro perfetto che nemmeno i piloti McLaren, più leggeri, hanno saputo minacciare. In corsa ha tenuto il suo ritmo sicuro che Lewis Hamilton non sarebbe riuscito a conquistare il margine indispensabile per recuperare la sosta in più e non ha forzato un duello inutile quando lo stesso inglese lo ha attaccato dopo il primo pit stop. Se riuscirà a essere freddo e deciso su tutte le piste a fine stagione potrà anche strappare il titolo mondiale a Raikkonen.

Lewis Hamilton 10: quello che poteva e doveva fare lo ha fatto. E’ partito benissimo e subito ha messo pressione a Massa sapendo che avrebbe dovuto tentare il sorpasso prima di gara e così ha fatto. Pochi giri dopo il pit stop ha preso la scia del brasiliano e lo ha infilato mettendosi a girare 1 secondo più veloce del ferrarista. La sua fuga è durata poco e alla fine ha tenuto a bada Raikkonen ritrovatosi nella sua scia dopo l’ultima sosta. In prova ha lavorato bene, anche se poi in qualifica è stato battuto dal compagno di team, e dopo l’Australia questo è stato il primo weekend in cui ha saputo convincere come lo scorso anno. Ora gli serve solo una vettura vincente per poter tenere testa alle Ferrari e, visto il poco distacco in classifica piloti, non è ancora troppo tardi per puntare al mondiale.

Kimi Raikkonen 7: questa volta il campione del mondo in carica ha preso davvero paga dal compagno di team e come scuse non bastano il problema nelle libere e l’alettone rotto in partenza. Il Kimi di Barcellona non avrebbe avuto problemi nel recuperare il lavoro della mezza sessione persa di venerdì su una pista che lui e la Ferrari digeriscono al meglio. In corsa di sicuro il problema all’alettone è stato penalizzante, ma se avesse compromesso troppo le prestazioni lo avrebbero sostituito piuttosto che regalare il 2° posto a Hamilton. Il finlandese è dunque sembrato meno in forma del solito, ma alla fine ci sta una giornata no, che ha pur sempre fruttato un podio, in una stagione così lunga.

Robert Kubica 8: ormai il polacco è diventato il pilota di punta della BMW-Sauber dopo un inizio di stagione sfortunato. Anche qui in prova ha battuto Heidfeld tenendo la scia di Ferrari e McLaren, mentre in corsa ha fatto ciò che ha potuto per tenersi dietro Raikkonen. La tattica delle soste ha poi permesso al finlandese di passare davanti e con una 4° posizione già al sicuro Robert ha portato a termine una prova generosa e senza errori. La BMW-Sauber non è ancora all’altezza delle avversarie, ma se davvero arriverà la prima vittoria del team svizzero-tedesco è probabile che sarà Kubica a realizzarla.

Nick Heidfeld 6: recupera bene dalla nona posizione soprattutto in partenza, poi tiene un ritmo di gara simile, ma più lento, del compagno Kubica. Il momento difficile non è ancora passato e il confronto con Kubica si fa imbarazzante. Porta a casa, comunque, 4 punti preziosissimi per la classifica.

Fernando Alonso 6: parte benissimo al via e riesce a superare Raikkonen; poi, dopo la safety car, viene infilato dal finlandese, con una Ferrari troppo superiore, ma almeno riesce ad avere la meglio sulla Red Bull di Webber, più alla portata della Renault. Più di così non poteva fare e, come al solito, non si risparmia nemmeno per un giro.

Mark Webber 7: un voto in più per la buona qualifica, poi in gara perde il duello con Alonso, che comunque guida una monoposto alla pari della Red Bull di oggi. Stravince, ancora una volta, il duello in casa con Coulthard e questo è il primo obiettivo per ogni pilota. I due punti di oggi sono un bottino importante per restare a galla in classifica, soprattutto visti i problemi della Williams e della Toyota.

Nico Rosberg 6: fa quello che può su una pista davvero indigesta alla Williams, che però comincia a perdere un po’ i colpi. Red Bull e Renault, oltre a Toyota, cominciano ad essere davvero più forti e il tedesco non può far altro che dare il massimo e sperare in un salto di qualità della sua monoposto.

David Coulthard 5: perde ancora il confronto con Webber e in gara non è proprio il massimo; parte bene e riesce a tenersi dietro Trulli, ma i suoi meriti finiscono qui. Sembra proprio che lo scozzese si stia trascinando stancamente verso il finale di carriera, ma almeno potrebbe tentare di chiudere in modo più dignitoso.

Jarno Trulli 7: il pescarese si qualifica bene, poi in partenza perde tempo a causa di un contatto nel gruppo centrale. A causa di questo la sua Toyota diventa meno performante e quasto lo costringe ad arrendersi a Coulthard, che comunque sarebbe alla sua portata. Il week-end poteva andare meglio, ma Trulli ha ben poche colpe e, anzi, è lui a tenere in piedi la baracca Toyota.

Jenson Button 7: la tattica di un’unica sosta gli permette di guadagnare una posizione, poi il guiao di Kovalainen lo fa avanzare fino all’undicesima posizione. Un po’ poco, ma con questa Honda, leggermente in miglioramento, ma ancora mediocre, non si può proprio fare di più.

Heikki Kovalainen 6: ottima qualifica, vanificata, però, da una partenza al rallentatore e da un contatto con Raikkonen alla prima curva. Poi il finlandese si prodiga in una buona rimonta, anche se con una McLaren si dovrebbe far di meglio. Grazie a lui ci possiamo godere qualche duello e qualche sorpasso, ma alla fine non riesce a rientrare nella zona a punti.

Timo Glock 5: dopo delle qualifiche travagliate, una gara ancora più travagliata. Questa volta il tedesco non compie errori, ma allo stesso tempo non è molto incisivo e alla fine riesce a guadagnare due posizioni grazie al ritiro di Bourdais e a un sorpasso ai box su Barrichello.

Rubens Barrichello 5: e siamo a 257 GP disputati dal brasiliano, che, anzichè continuare a rivangare i torti subiti in Ferrari e a lanciare paragoni improbabili dovrebbe guardare davanti al compagno, sempre più veloce di lui in gara, dopo una qualifica accettabile. Anche lui deve lottare con una monoposto tutt’altro che eccellente, ma con la sua esperienza dovrebbe tirare fuori anche del suo per migliorarla.

Nelson Piquet jr 4: pessima la qualifica, anche se con qualche problema di troppo sulla sua Renault, il giovane brasiliano stenta molto anche in gara commettendo tanti piccoli errori e alla fine conclude 16° a un giro dal vincitore. Qui la monoposto centra poco, speriamo che possa rifarsi nel proseguo della stagione.

Adrian Sutil 6: finalemnte una gara conclusa non all’ultimo posto (tenendo conto che non ci sono più le Super Aguri); si tiene lontano dai guai e questa volta è lui a salvare la faccia alla Force India.

Sebastian Vettel 5: almeno questa volta ha visto la bandiera a scacchi; certo sembra solo un lontano Parente del Vettel visto lo scorso anno e l’unica speranza che gli resta è la nuova monoposto, che debutterà a Montecarlo.

Sebastien Bourdais 3: si qualifica terz’ultimo davanti solo alle Force India e poi in gara si deve ritirare dopo un testa coda solitario. Anche lui sta pagando per una monoposto non all’altezza, ma comunque ci si aspetterebbe di più da un pilota che da anni premeva per entrare in Formula 1 forte di un’esperienza comunque importante negli USA.

Kazuki Nakajima 3: più che altro il voto è per le qualifiche; anche lui ha qualche problema con la monoposto, ma partire sedicesimo è davvero troppo. In partenza non fa in tempo nemmeno ad arrivare alla prima curva che già viene buttato fuori da Fisichella.

Giancarlo Fisichella 0: è vero che qui la Force India è in difficoltà, ma la pessima qualifica, l’errore nelle prove libere, che gli Costa una posizione e la partenza troppo irruenta, in cui ci mette lo zampino Bourdais non solo certo alla sua altezza. Per fortuna che da Montecarlo ci saranno delle novità sulla sua monoposto; speriamo lo aiutino ad essere più competitivo.

Bernie Ecclestone 0: dopo la dipartita della Super Aguri il patron della Formula 1 non trova nulla di meglio da dirte che così ci sarà più posto nel paddock; certo non pretendiamo che pianga dal dolore, ma il ridimensionamento dei ranghi non può certo far del bene alla Formula 1.

 

 

 

 

 

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