MELBOURNE, ALONSO PRENDE IL LARGO

Fernando Alonso su Renault RS26 dopo la vittoria a Melbourne, Australia

Melbourne, Australia, è di scena il terzo appuntamento del Mondiale di Formula 1.

Le temperature basse e il circuito cittadino stravolgono lo scenario della Malesia.

La Ferrari ripone grandi speranze di riscatto, così come la McLaren Mercedes; le cose andranno diversamente. Durante la seconda qualifica, il tempo minaccia pioggia, Massa, che fino a questo momento ha dimostrato di essere troppo aggressivo alla guida della Ferrari, commette un errore perdendo il retrotreno della monoposto all’uscita di una curva veloce e andando a sbattere contro le barriere.

Subito escono le bandiere rosse per recuperare il relitto della 248F1. Proprio in quel momento la pioggia inizia a cadere, poco, ma quel che basta per impedire ai piloti di migliorare le loro prestazioni quando le prove ricominciano.

Il risultato è che Michael Schumacher non riesce a qualificarsi per l’ultima qualifica. Recupererà la decima posizione grazie alla penalizzazione di Villeneuve che aveva sostituito il motore prima dell’inizio delle prove.

Si giunge alla terza sessione decisiva per le prime dieci posizioni. Alla fine delle qualifiche la pole va a Button che sfrutta al meglio la sua Honda, tenendo conto che il compagno Barrichello non è riuscito ad andare al di la dell’ottava fila. Secondo posto per un convincente Fisichella, terzo posto per il compagno Alonso fiancheggiato al quarto da Raikkonen. Quinto e sesto posto per Montoya e Ralf Schumacher rispettivamente, nono e decimo per Trulli e Villeneuve, con il canadese destinato a perdere dieci posizioni a vantaggio di Michael Schumacher.

Domenica i colpi di scena iniziano ancora prima del semaforo verde. Durante il giro di formazione, infatti, Montoya, intento a scaldare le gomme, va comicamente in testacoda, ma non è finita qui. Mentre andava a formarsi la griglia, Fisichella, dalla prima fila, si sbracciava poiché sulla sua Renault era entrato in funzione l’anti stallo. Partirà dai box.

Finalmente il semaforo verde da inizio alla gara, ma alla prima curva, Massa, che si trovava tra Coulthard e Speed, viene toccato dallo statunitense, la Ferrari del brasiliano decolla atterrando sulla BMW dell’incolpevole Rosberg, che vede svanire la seconda gara di fila per un errore non suo. A causa dei detriti esce in pista la safety car, mentre durante il primo giro tra i primi aveva perso due posizioni Montoya dopo un bel duello con il compagno Raikkonen, mentre Fisichella, in coda, andava in testacoda.

Alla ripartenza, Button si fa sorprendere da Alonso, che può sfruttare le Michelin che vanno subito in temperatura a differenza delle Bridgestone. La gara procede per pochi giri, fino a quando Klien, forse per la rottura di una sospensione, sbatte violentemente contro le barriere a bordo pista. Precedentemente, Montoya era riuscito a recuperare le posizioni perse superando Ralf Schumacher e Webber.

Alla seconda ripartenza, Button si faceva superare da Raikkonen dopo un bel duello, mentre dietro i primissimi la situazione era più tranquilla. Prima delle soste, Michael Schumacher, che da qualche giro era lento in pista, si faceva sorpassare da Liuzzi, che infilava la sua Toro Rosso tra il tedesco e l’erba, costringendo il ferrarista a cedere la posizione.

Iniziavano così i pit stop; Button cede la terza piazza in favore di Montoya, mentre tutti si fermano, passa in testa Webber, che però si ritirerà pochi giri dopo tradito dal motore della sua BMW. Dopo le soste quindi le posizioni erano: Alonso, Raikkonen, Montoya, Michael Schumacher e Villeneuve, che con la tattica di un solo rifornimento riusciva a recuperare molte posizioni.

Un drive through per Ralf Schumacher a causa dell’eccessiva velocità in pit lane, lo relega in ottava posizione, mentre il compagno Trulli era già fuori gara a causa di un contatto con Coulthard nelle prime fasi di gara. Finalmente la 248F1 di Schumacher cominciava a inanellare dei buoni giri, tanto che il tedesco della Ferrari riusciva ad avvicinarsi minacciosamente e Button. Arrivato in coda all’inglese, il sette vole campione del mondo, non riusciva a evitare un forte sottosterzo in uscita dell’ultima curva.

La Ferrari usciva larga sul cordolo e poi nell’erba e alla fine, a causa di una buca, saltava direttamente contro il muro di recinzione distruggendosi. Gara finita per la Ferrari e terza uscita della safety car.

Sfruttando la neutralizzazione, tutto il gruppo si ferma ai box. Raikkonen sostituisce il musetto danneggiato, ma così facendo fa perdere secondi preziosi a Montoya fermo dietro di lui in attesa. Alonso vedeva dissolversi il suo vantaggio, ma alla ripartenza tra lui e Raikkonen c’erano le due Midland che potevano farlo ripartire con relativa tranquillità. Nelle retrovie, si scatenava una battaglia tra Montoya, Heidfeld e Ralf Schumacher, con il colombiano che superava il tedesco della Williams, mentre il pilota della Toyota riusciva a mantenere un’inaspettata terza posizione.

Grande lotta per la quinta posizione tra Button e Fisichella, con l’italiano artefice di una grande rimonta. La gara, però, veniva di nuovo interrotta dalla safety car a causa dell’uscita di pista di Liuzzi. L’abruzzese racconterà di essere stato spinto fuori pista da Villeneuve mentre occupava l’ottava posizione.

La Toro Rosso dell’italiano finiva contro le barriere rimbalzando pericolosamente in pista. All’ennesima ripartenza Alonso riusciva ad allungare su Raikkonen ancora alle prese con la Midland di Monteiro, mentre Ralf Schumacher e Button tenevano a bada rispettivamente Montoya e Fisichella. Lo spagnolo della Renault riusciva a distanziare Raikkonen abbastanza da poter amministrare gli ultimi giri; Montoya non riusciva a superare il tedesco della Toyota, anzi, analogamente a Michael Schumacher, il colombiano usciva largo dall’ultima curva riuscendo però a controllare la monoposto

Purtroppo, la buca che pochi giri prima aveva tradito il tedesco, tradirà anche il pilota della McLaren Mercedes, infatti, il colpo preso mandava in tilt la centralina della vettura che erroneamente aveva interpretato la botta subita come un incidente e quindi aveva spento il motore.

A due curve dalla fine il motore Honda di Button fumava e prendeva fuoco. L’inglese tentava di concludere la gara mentre Fisichella lo superava finendo quinto, ma invano, poiché la sua vettura si fermava a una ventina di metri dal traguardo.

A fine gara gli unici contenti erano Alonso, Briatore e Ralf Schumacher. Lo spagnolo ha preso il largo in classifica, così come la Renault, mentre il tedesco della Toyota ha portato un po’ di ossigeno alla squadra, anche se non è servito a salvare il posto al suo direttore tecnico Mike Gascoyne, silurato dai vertici nipponici.

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