MELBOURNE, LA CRONACA DI UNA CORSA DAI COLPI DI SCENA INFINITI
Melbourne, Australia, si è appena concluso il primo gran premio della stagione, che ha visto il trionfo di Lewis Hamilton e il tracollo della Ferrari, ma la gara australiana ha riservato colpi di scena a ripetizione, errori, sorpassi e incidenti anche molto cruenti. Fin dalla partenza la gara ha preso una piega molto strana, con numerosissimi ritiri, quasi tutti a causa di contatti tra piloti in lotta ravvicinata.
Alla partenza Lewis Hamilton parte bene e si infila primo alla prima curva seguito da Robert Kubica e Heikki Kovalainen, che però viene attaccato da Felipe Massa; il brasiliano della Ferrari affianca il finlandese, ma i due si toccano e ad avere la peggio è Massa che finisce a muro, anche se poi riesce a tornare in pista con l’ala anteriore distrutta. Contemporaneamente Kimi Raikkonen passa in due curve dalla sedicesima all’ottava posizione.
Nelle retrovie alcuni piloti si toccano, quindi Jenson Button, Mark Webber, Anthony Davidson, Giancarlo Fisichella, Sebastian Vettel e Adrian Sutil si devono ritirare fin da subito; un peccato per Fisichella, duramente tamponato da Jenson Button e quasi capottato a causa dell’urto. A causa dei relitti delle monoposto esce la safety car, che resta in pista solo un giro. Massa si ferma al pit e ripara la sua Ferrari.
Al secondo giro si riparte con Hamilton, Kubica, Kovalainen, Heidfeld, Trulli, Barrichello, Raikkonen, Coulthard, Alonso e Sato tra i primi dieci. Al dodicesimo giro Massa e Nelson Piquet jr si fermano al pit per rifornire, Kubica lo fa quattro giri dopo, mentre Raikkonen ingaggia un duello con Rubens Barrichello; la Ferrari è molto più veloce della Honda, ma il sorpasso non è facile.
Al diciottesimo passaggio Hamilton si ferma per la prima sosta e contemporaneamente Raikkonen passa di prepotenza Barrichello portandosi in sesta posizione. Due giri dopo Jarno Trulli deve ritirarsi ai box per problemi elettrici; la sua batteria si era surriscaldata al punto da ustionare le gambe del pilota italiano. Nel frattempo Massa tenta il recupero dal fondo sbarazzandosi di Takuma Sato.
Continuano i pit, con Nico Rosberg e Nick Heidfeld che si sfidano in pit lane, mentre Kovalainen si ferma al ventiduesimo giro. Tre tornate dopo la safety car è di nuovo in pista; Massa riesce ad affiancare e quasi a superare Coulthard, ma lo scozzese chiude la traiettoria al brasiliano venendo a contatto con la Ferrari. La rossa esce indenne, mentre la Red Bull decolla e si schianta pesantemente a terra distruggendo due delle quattro sospensioni. Per Coulthard è ritiro.
In questa fase il box Ferrari avverte all’ultimo secondo Raikkonen di non entrare al pit poichè la pit lane si chiude quando la safety car entra in pista finchè le vetture non sono compattate dietro ad essa. Durante la neutralizzazione Kubica, Fernando Alonso, Timo Glock e Kazuki Nakajima si fermano al pit, mentre Raikkonen no; la sua tattica è di una sola sosta.
Si riparte alla trentesima tornata; Raikkonen tallona Kovalainen davanti a lui; il ferrarista è molto aggressivo, prende la scia del connazionale e tenta l’attacco all’interno della seconda chicane, ma il campione del mondo esagera a ritardare la frenata e finisce nella ghiaia rischiando addirittura di finire a muro. Ripartirà ma in ultima posizione.
Nello stesso giro Massa rallenta e si ferma in pista con la Ferrari ammutolita. Raikkonen effettua il suo pit stop il giro successivo, mentre Piquet parcheggia a lato pista la sua Renault, così come Sato con la Super Aguri. Un’ecatombe! Al trentatreesimo giro si accende la lotta tra Alonso e Kubica per la settima posizione e tra Glock e Raikkonen per la decima. Al quarataduesimo giro Raikkonen tenta l’attacco all’esterno su Glock; il finlandese, però mette due ruote sull’erba e, inevitabilmente, finisce in testa coda.
Fortunatamente il campione del mondo tiene la Ferrari accesa e riparte quasi subito perdendo solo cinque secondi da Glock e senza perdere posizioni. Hamilton e Rosberg riforniscono per la seconda volta, così come Heidfeld al quarantatreesimo passaggio. Il giro dopo ancora safety car in pista; questa volta l’incidente è di Glock, che finisce largo in uscita da una curva veloce, va nell’erba e colpisce un terrapieno decollando con la sua Toyota.
La ricaduta è pesantissima, ma sulle quattro ruote; la Toyota si disintegra, ma il pilota esce incolume. Durante la neutralizzazione Barrichello effettua il suo pit, ma purtroppo la pit lane era ancora chiusa e inoltre il brasiliano esce da questa con il semaforo rosso. Per lui arriverà uno stop & go mentre era terzo. Kovalainen e Alonso, invace, riforniscono quando è possibile farlo e si marcano stretti.
Alla ripartenza, al quarantottesimo giro, Kubica e Nakajima si tamponano e il polacco si deve ritirare, ma i colpi di scena continuanoRaikkonen, davanti ad Alonso e Kovalainen, viene infilato prima dal finlandese e poi dallo spagnolo nella stessa curva, con Alonso che riesce a beffare anche Kovalainen nella stessa manovra, incredibile.
Tre giri dopo Raikkonen alza il piede e inizia a girare lento, finchè è costretto a fermarsi del tutto al cinquantaquattresimo giro. Entrambe le Ferrari sono fuori. Sebastian Bourdais, in tanto, è salito fino alla quarta posizione, ma purtroppo è costretto al ritiro a pochi chilometri dalla fine a causa di un problema meccanico. In fine nell’ultimo giro, Kovalainen riesce a passare Alonso, ma il finlandese, inspiegabilmente, rallenta subito dopo permettendo allo spagnolo il controsorpasso.
Davanti Hamilton vince una gara perfetta, mentre Heidfeld e Rosberg chiudono alle sue spalle portando a casa punti importantissimi; stesso discorso per Alonso, che come dichiarato alla vigiglia della gara è stato abile a sfruttare i problemi altrui. Nonostante i problemi finiscono a punti anche Barrichello, Nakajima e Bourdais.
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