MONTREAL, LE PAGELLE DEL GRAN PREMIO DEL CANADA

Robert Kubica, vincitore in Canada

Ancora una volta, dopo, Melbourne e Montecarlo, il campionato del mondo di Formula 1 ci ha regalato un GP pazzo, pieno di colpi di scena e errori, dove i favoriti sono stati eliminati e finalmente sono emersi anche queli piloti che fin’ora avevano mostrato molto, ma raccolto poco, oppure avevano largamente deluso e in un solo colpo hanno spazzato tutti i malumori.

Il Gran Premio del Canada di ieri ha visto trionfare finalmente Rober Kubica, il pilota della BMW che fin dall’inizio della stagione ha mostrato una maturità, un talento e una serie di prestazioni da pilota vincente, e finalmente è arrivato il momento per lui di raccogliere ciò che ha seminato. Il primo pilota polacco a vincere nella storia della Formula 1, il primo pilota a portare alla vittoria la BMW da quando questa è proprietaria di un suo team, il primo pilota di un paese dell’ex blocco sovietico a trionfare. Ecco quindi le pagelle del Gran Premio di Montreal:

Robert Kubica 10 e lode: il polacco non sbaglia nulla; tattica, stile di guida, rispetto dei semafori, sorpassi e difese sono tutte perfette e la vittoria di ieri è sicuramente meritatissima, anche se la sua BMW deve ancora migliorare per potergli consentire di vincere anche quando McLaren e Ferrari girano regolarmente. Il pilota polacco, che anche qui in Italia ha molti fans sta piano piano diventando l’idolo delle masse.

Nick Heidfeld 10: finalmente una prestazione degna della reputazione del tedesco; combatte contro gli avversari in modo deciso, anche lui, come Kubica azzecca la strategia e solo gli ordini di scuderia gli tolgono la possibilità di giocarsela con Kubica per la vittoria. Bravissimo, al momento del sorpasso combinato con il polacco, a farsi superare senza perdere la posizione sul più veloce Fernando Alonso e poi a difendere la posizione e il compagno, proprio dallo spagnolo.

David Coulthard 9: certo la fortuna non gli è mancata, ma lo scozzese, una volta tanto, non commette nessun errore e viaggia per molti giri con tempi degni dei primi; la strategia di una sola sosta lo ha ripagato con il terzo posto, ma una tattica del genere impone al pilota di essere nello stesso tempo veloce, ma gentile con le gomme e, soprattutto in Canada, risparmioso con i freni. Finalmente lo scozzese ha dimostrato di non essere del tutto scoppiato e se si aggiunge un pizzico di fortuna, con cui David è in netto credito; allora i risultati possono venire.

Timo Glock 8: certo la sua gara varrebbe un bel nove, visto che comunque per tutto il week-end è stato il migliore in casa Toyota, ma l’errore commesso a pochi giri dalla fine che ha coinvolto anche Jarno Trulli, a causa del quale l’abruzzese ha perso una posizione è abbastanza grave. Comunque sia il tedesco ha davvero mostrato di essere molto competitivo e la quarta posizione, conquistata con la solita tattica di una sosta e con il coltello tra i denti negli ultimi giri quando doveva difendersi dagli attachi di Felipe Massa, devono renderlo soddisfatto del week-end.

Felipe Massa 9: certo il pilota brasiliano della Ferrari non è stato molto fortunato; tra noie idrauliche, una brutta qualifica, i problemi al rifornimento che lo hanno costretto a fermarsi due volte nell’arco di tre giri potevano far cadere le braccia a chiunque, ma non a Massa. Ritornato in pista ultimo dopo la doppia sosta, il ferrarista si è prodigato in un recupero davvero di alto livello, con sorpassi decisi e anche spettacolari, come il doppio sorpasso su Barrichello e Kovalainen e l’ultimo sorpasso della gara su Trulli con la complicità di Glock. Più di così il brasiliano non poteva fare, guadagna punti si Hamilton e Raikkonen e mantiene a galla la Ferrari nel campionato costruttori.

Jarno Trulli 7: il suo week-end è stato disastroso fino a domenica; durante le libere e la qualifica si è sempre trovato in difficoltà e i continui testa coda ne sono una prova lampante, ma poi in gara riesce a guidare in modo perfetto senza errori. Purtroppo, però, nel finale di gara un problema ai freni gli ha impedito di attaccare il suo compagno e, inoltre, ha consentito a Massa di riprenderlo. Il pescarese si stava difendendo benissimo, ma l’errore di Glock lo ha rallentato e Massa non si è fatto pregare per infilarlo. Un vero peccato, ma i punti incamerati sono comunque importanti.

Rubens Barrichello 7: ha guidato bene e in qualifica è riuscito ad entrare nella top ten; purtroppo in gara ha un po’ pasticciato subendo il ritorno di Kovalainen, che lo ha infilato favorendo il sorpasso anche di Massa. Certo con la sua esperienza il brasiliano poteva fare meglio, ma la Honda è davvero un catorcio.

Sebastian Vettel 7,5: uscire dal brutto periodo è possibile grazie alla nuova STR3; il giovane tedesco sbaglia poco e riprende a incamerare punti. In una gara normale non ce l’avrebbe fatta, ma per ora può godersi due buoni risultati che contribuiscono a ridare speranza e morale a se e al team.

Heikki Kovalainen 6: certo il finlandese con in mano una McLaren in pala potrebbe e dovrebbe dare di più; rimasto solo in gara ci si aspettava di vederlo quantomeno finire a punti, ma il finlandese, complice anche una tattica ai box non delle migliori non riesce a fare meglio del nono posto. Dalla sua rimangono due bei sorpassi e una guida sempre al limite anche se di errori ne ha commessi pochi.

Nico Rosberg 6: di più era difficile fare. Ottimo in qualifica, la gara del tedesco poteva davvero essere sbalorditiva se non fosse stato coinvolt nel tamponamento a catena tra Raikkonen e Hamilton. a causa di quell’incidente Nico è stato costretto a tornare ai box una seconda volta come Massa, ma al contrario del brasiliano lui guida una Williams e non una Ferrari.

Jenson Button 4: sempre lontano dal compagno Barrichello, l’inglese naviga sempre nelle retrovie e quando arriva il momento di tirare fuori le unghie, lui si ritira dalla lotta. Certo vale il discorso fatto con Barrichello: la Honda proprio non va, ma almeno il brasiliano è arrivato a punti.

Mark Webber 4: disastroso in qualifica, quando con le mani già sulla Q3 va a sbattere dopo la bandiera a scacchi della Q2, in gara non riesce ad emergere e quando la safety car rimescola le carte da solo l’apparenza di porsela giocare per i punti, ma in realtà le soste ai box lo rispediscono dietro. Nel giorno in cui il team ritrova Coulthard, lui si perde.

Sebastien Bourdais 5: il francese aveva già corso a montreal con la Champ Car, ma secondo lui l’esperienza accumulata è controproducente, poichè gli stili di guida delle due monoposto (Panoz e Toro Rosso) sono completamente diversi e per lui è difficile dimenticare come guidava con la monoposto americana. Resta il fatto che un pilota professionista dovrebbe imparare il tracciato e adattarsi ad esso non oltre la prima sessione di libere, mettiamoci il fatto che la sessione in questione era con pista bagnata, gli potevamo concedere più tempo, ma alla fine non si è mosso di molto sulla griglia.

Giancarlo Fisichella 4: brutto periodo per il romano, che non riesce più a ritrovare le prestazioni di qualche gara fa. Dopo la botta di Montecarlo arriva anche quella di Montreal, due incidenti che da un pilota esperto come lui non ci aspetteremmo. Speriamo esca dal periodo no alla svelta.

Kazuki Nakajima 5: il suo compagno fa molto meglio nonostante il tamponamento; il giapponese combatte bene contro gli avversari e solo un errore all’ultima chicane lo fa cedere agli attacchi di Massa, che comunque era davvero indemoniato in quella fase di gara. Kazuki deve migliorare in qualifica ed essere più costante in gara. Qui a Montreal poteva raccogliere di più, ma si è perso. Peccato.ù

Fernando Alonso 6,5: la qualifica è spettacolare, davanti anche a Massa, poi la partenza un po’ al rallentatore, ma dopo la safety car sembra davvero che la giornata si possa chiudere con un podio, ma un guasto al cambio, anche se la dinamica del suo incidente non sembra suggerire un tale guasto, lo appiedano. Davvero un peccato, poiche il due volte campione del mondo aveva la monoposto giusta (nuove sospensioni anteriori e posteriori) per passare Heidfeld e conquistare il secondo posto.

Nelson Piquet 3: purtroppo il giovane brasiliano non riesce a concretizzare con i risultati tutte le ore passate in allenamento e nei test. La sua carriera in Formula 1 potrebbe avere le ore contate nonostante le buone parole di Briatore e Symonds. In pratica oltre alla brutta qualifica c’è da registrare un errore di guida in gara, che lo appieda dopo una serie di giri percorsi con il fuoco nelle vene e dei tentativi di sorpasso molto aggressivi, ma poco studiati per andare in porto. Speriamo riesca a risollevarsi prima dell’appiedamento definitivo.

Kimi Raikkonen 7: certo in qualifica poteva fare di meglio, ma quando le gomme della sua Ferrari iniziano a lavorare come si deve stampa il miglior tempo, mantiene un ritmo di gara migliore di quello di Hamilton e recupera in pochi giri il gap da Kubica. Poi ci pensa l’inglese della McLaren a metterlo fuori gara e per un istante anche ice man perde le staffe. Peccato per lui, la vittoria era alla sua portata, ma tra un inconveniente e l’altro è il secondo stop che deve subire quest’anno.

Lewis Hamilton 7: la sua guida nelle libere, in qualifica e ad inizio gara lasciano tutti con la bocca aperta; controsterzi e peli ai muri farebbero perdere tempo a chiunque, ma non a lui. Nelle prime fasi di gara la vittoria sembrava scontata, poi il box lo manda in pista terzo dietro a Raikkonen e Kubica quando c’è il pit collettivo dietro la safety car, allora lui perde la testa e non si accorge delle monoposto ferme in uscita dalla pit lane finendo contro Raikkonen. Il giovane pilota commette troppi errori quando è sotto pressione, vedi finale di stagione 2007.

Andrian Sutil 3: al pari di Fisichella non è molto in palla e alla fine è lui il primo a schiantarsi in gara. Da eroe mancato a Montecarlo a pilota bollito in Canada.

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