PRESENTAZIONE DEL MONDIALE DI FORMULA 1 2006

Ricomincia il mondiale di Formula 1, nuove regole, nuovi piloti e nuovi teams, ma andiamo con ordine: per l’ennesima volta la FIA ha introdotto un nuovo format per le qualifiche dei gp di Formula 1 tentando di rilanciare i sabati dei week end di gara diventati negli scorsi anni una noia terribile.

Adesso l’ora di qualifiche viene divisa in 3 turni con numero di giri illimitati e la possibilità di imbarcare il quantitativo di benzina che si desidera (ad eccezione dell’ultima sessione).

Ecco come si svolge la qualifica: nella prima sessione (Q1) di 15 minuti tutte e 22 le auto scendono in pista e girano quanto vogliono tentando di siglare un buon tempo; alla fine dei quindici minuti le ultime 6 vetture vengono eliminate, non avranno cioè diritto a girare nelle successive due sessioni di qualifica e la domenica prenderanno il via alla gara nelle ultime 6 posizioni.

Cinque minuti di pausa, cancellazione di tutti i tempi dei piloti ancora in azione e poi scatta la seconda sessione (Q2) sempre da quindici minuti; stessa situazione della Q1 e anche qui gli ultimi 6 vengono eliminati. Arriviamo così all’ultimo round, quello decisivo per la pole.

Prima della Q3 i 10 piloti rimanenti devono dichiarare con quanta benzina intendono iniziare la gara domenica e di conseguenza imbarcare questa benzina per affrontare la terza sessione di prove. Essa dura 20 minuti e il numero di giri è libero. Alla fine delle prove i primi 10 qualificati rimetteranno nei serbatoi la benzina dichiarata.

Questo nuovo format è una specie di ritorno alle vecchie qualifiche, quando la griglia era decisa in 2 ore di prove (una il venerdì e una il sabato), ci sono però delle perplessità: la più immediata è che i piloti, nell’ultima sessione, useranno buona parte del tempo per scaricare i serbatoi delle vetture, per poi avere a disposizione una vettura più leggera negli ultimi minuti, limitando di fatto il clou delle qualifiche ai soli ultimi 5-10 minuti finali.

Queste nuove prove cronometrate hanno fatto passare un po’ in secondo piano un’altra grande rivoluzione e cioè il passaggio dai motori V10 di 3,5 litri di cilindrata ai V8 di 2,4 litri. In questo modo la FIA ha voluto limitare le prestazioni delle monoposto (si parla di una diminuzione di circa 200 cavalli), ma invano, dato che gli affinamenti aerodinamici, ma soprattutto lo sviluppo degli pneumatici dovuto alla reintroduzione dei cambi gomma in gara, hanno quasi annullato la perdita di potenza almeno per quel che riguarda le velocità massime e quelle in curva.

Come se non bastassero queste novità a creare interesse, durante l’inverno abbiamo assistito ad una rivoluzione nell’ambito del mercato piloti, alla nascita di nuove squadre, alla scomparsa di altre, al ritorno di vecchi e gloriosi nomi e all’arrivo di nuovi piloti.

Tanto per cominciare una brutta notizia: la Minardi non esiste più! Il buon vecchio Giancarlo Minardi ha dovuto abbandonare la sua più grande passione, la Formula 1, e ripiegare su formule meno onerose. La squadra è passata in mano alla Red Bull, che sta diventando una specie di colosso nelle corse avendo teams in moltissime categorie anche oltre oceano.

La Minardi è così diventata Toro Rosso (complimentoni alla fantasia di chi ha inventato il nome), che con Tonio Liuzzi e Scott Speed al volante ha speranze di poter emergere dalle ultime posizioni, senza contare il fatto che grazie ad una deroga della FIA il team potrà utilizzare i vecchi motori V10 Cosworth depotenziati e criticati da tutti i diretti avversari come la Midland.

Nuovissimo è anche il team Super Aguri (Aguri Suzuki, oltre che essere un team manager per la Honda da molti anni, fu un discreto pilota), anche se dire nuovissimo è un eufemismo, infatti, la squadra nipponica utilizza non solo la vecchia factory dell’ Arrows in Inghilterra, ma anche i telai inglesi datati 2002.

Motorizzata Honda, con i piloti Takuma Sato e Yuji Ide al volante e con soli 600 chilometri di test alle spalle, l’inizio di sagione sarà veramente duro.

Ma non è finita qui con le novità: la Williams e la BMW si sono lasciati. Sir Frank Williams si è fatto in quattro per racimolare il budget per affrontare la stagione 2006, arrivando a vendere il museo, l’aereo e altre proprietà della sua squadra.

Per questa stagione il team inglese si affida all’esperienza di Mark Webber e al talento del giovane figlio d’arte Nico Rosberg. Purtroppo, non godendo dell’appoggio di una grande casa automobilistica e non avendo un budget astronomico, alla Williams punteranno molto sui primi gp, sapendo che con l’avanzare della stagione sarà inevitabile restare indietro con lo sviluppo delle auto.

Durante i test pre stagionali, comunque, la monoposto abbinata al motore Cosworth ha registrato buoni tempi. Dal canto suo, la BMW ha deciso di fornire i suoi motori alla Sauber, con il chiaro intento di costituire, entro il 2007, una squadra interamente BMW.

Nick Heidfeld e Jacques Villeneuve potrebbero essere validi piloti per questa stagione, poiché entrambi sono alla ricerca di un riscatto dopo molte prestazioni al di sotto delle loro capacità. Sparita dal circus anche la Jordan, rimpiazzata da un nuovo team che ne sfrutta le infrastrutture: la Midland. Motorizzata Toyota, la squadra ha fatto più parlare di se nei mesi pre campionato per i test effettuati da Max Biaggi, che per le sue effettive potenzialità. Dando poi un’occhiata ai due piloti, Tiago Monteiro e Christijan Albers, ci si rende conto delle scarse probabilità di vedere competitiva la squadra inglese.

Ritorno in pompa magna per la Honda, che dopo aver acquisito la BAR, affronta la stagione con lo spirito che la rese imbattibile tra la fine degli anni ottanta e l’inizio dei novanta. Pur non avendo a disposizione Prost e Senna, ma Jenson Button e Rubens Barrichello, le possibilità di lottare per le parti alte della classifica sono più che buone.

La Red Bull, oltre che schierare la Toro Rosso, scende direttamente in campo con altre due vetture, motorizzate Cosworth V8, affidate all’inossidabile David Coulthard e a Christian Klien. Le prove invernali hanno dato buoni riscontri e in squadra sperano di migliorare i risultati della già buona stagione 2005.

La Toyota, forte di un budget degno di una finanziaria, punterà alle parti alte della classifica sperando nella nuova vettura e nei due veterani Ralf Schumacher e Jarno Trulli. Le delusioni degli anni passati hanno indotto la Toyota a ritirarsi da altri campionati per concentrarsi ancora di più sul programma, ma se i risultati non dovessero arrivare sarà probabile un ritiro dalla Formula 1.

Arriviamo ai top teams: la McLaren Mercedes naviga già nelle polemiche, che vanno dalle difficoltà a sviluppare i motori (pare fragili a tal punto da dover essere depotenziati almeno durante i test), alle mosse di mercato forse un po’ troppo anticipate (Alonso correrà per il team anglo-tedesco il prossimo anno), passando per non chiare questioni contrattuali (non è stata esercitata l’opzione sul contratto di Montoya per il 2007).

Il potenziale della squadra è comunque apparso molto alto durante i test e sicuramente Kimi Raikkonen sarà li a lottare per il mondiale come l’anno scorso, mentre Juan Pablo Montoya deve assolutamente riscattarsi da un 2005 a dir poco fallimentare.

La Renault campione in carica paga un piccolo ritardo di sviluppo dovuto all’impossibilità di provare i nuovi motori V8 sui vecchi telai come hanno fatto le altre squadre nei test invernali, ma la nuova R26 ha stupito tutti fin dai primi chilometri di prove. Molto fiduciosi i piloti Fernando Alonso campione del mondo in carica e Giancarlo Fisichella, che puntano decisamente al bis mondiale.

Arriviamo quindi alla Ferrari. La nuova 248F1 pare essere molto veloce e non potrebbe essere diversamente visto che tutti a Maranello vogliono rimettere le mani sui mondiali piloti e costruttori. Ritorno al passato per quel che riguarda la presentazione dell’auto, avvenuto in pista con una semplice presentazione della vettura e dei piloti, senza tutti gli inutili fronzoli e discorsi delle presentazioni degli ultimi anni avvenuti nel reparto GES (GEstione Sportiva).

Molte le voci che vedono Michael Schumacher prossimo al ritiro, ma sicuramente non prima di aver riconquistato il mondiale. Parole di stima da parte di tutti i tecnici per il giovane Felipe Massa, il quale, rappresenta un’incognita, visto che per la prima volta si troverà in mano un’auto vincente e quindi dovrà per forza maturare per evitare gli errori da dilettante commessi in passato.

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