San Paolo, la cronaca della vittoria di Massa e del trionfo di Hamilton

Felipe Massa, su Ferrari F2008, vincitore a Interlagos, Brasile

San Paolo, Brasile, il Gran Premio di Interlagos è finito da un’ora, ma in casa McLaren si festeggia alla grande per il mondiale appena conquistato grazie a Lewis Hamilton, il primo pilota inglese dopo Damon Hill nel 1996, a trionfare in Formula 1. Anche in casa Ferrari si potrebbe festeggiare la vittoria del mondiale costruttori, il sedicesimo nella storia della casa del cavallino rampante, l’ottavo in dieci anni, ma il boccone amaro da mandar giù è troppo grosso, troppa è la malinconia per aver accarezzato per qualche secondo il titolo per poi vederselo soffiare dalle mani all’ultima curva. Nel paddock qualcuno parla di favoritismi della Toyota nei confronti della McLaren non solo per il sorpasso di Hamilton su Timo Glock a poche centinaia di metri dal traguardo, ma anche per la strategia dei pit di Jarno Trulli, troppo arrendevole; da parte nostra non condividiamo queste insinuazioni, se ci sono delle prove allora che si tirino fuori, altrimenti l’unica cosa da fare è celebrare il nuovo campione del mondo e ringraziare Felipe Massa per l’ottima stagione.

Come al solito quest’anno, la gara è tutt’altro che monotona, ma i colpi di scena arrivano anche prima della partenza, quando un temporale violento quanto breve bagna la pista. La partenza viene ritardata di quindici minuti, per consentire ai team di scegliere le gomme più appropriate. Viene dichiarata gara bagnata e tutti montano le gomme intagliate, dato che la pista sembra asciugarsi velocemente al caldo brasiliano. L’unico a partire con le slick e Robert Kubica, attardato in tredicesima posizione. Allo start lo stesso Kubica entra ai box per montare le intagliate, poichè per le slick è ancora troppo presto.

Il gruppo parte bene, soprattutto Heikki Kovalainen, che difende bene Hamilton dagli attacchi di Fernando Alonso e Sebastian Vettel, ma il finnico esce troppo lento dalla S do Senna e così alla Reta oposta Vettel, che ha infilato Alonso si infila durissimo quasi a mandare nell’erba Kovalainen, che deve rallentare facendosi infilare anche da Alonso. Alle loro spalle David Coulthard chiude in modo pessimo una pessima ultima stagione in Formula 1 venendo tamponato da Rosberg; lo scozzese finisce in testa coda e poi viene centrato dalla Williams di Kazuki Nakajima. Per Coulthard è ritiro, mentre Nakajima riesce a continuare.

Alla Subida do Lago si ritira anche Nelson Piquet jr, anche lui all’epilogo di una stagione con più bassi che alti. La vettura di Coulthard ferma alla S do Senna costringe la safety car ad uscire in pista congelando le posizioni, proprio quando Vettel e Alonso stavano attaccando Hamilton partito all’insegna della cautela. Fisichella ne approfitta per fermarsi al pit e montare le gomme slick, un azzardo, che però ripagherà l’italiano. Al quarto giro si riparte, Kovalainen è decisissimo e supera Alonso Alla S do Senna, ma lo spagnolo riaffianca il finlandese all’esterno della Curva do Sol superandolo sulla Reta oposta.

Heidfeld passa Barrichello al quinto giro per l’undicesima posizione, ma è dal settimo giro che inizia il caos; mentre Raikkonen attacca Trulli nel tentativo di passare in seconda posizione, Rosberg e Button entrano al pit per montare le slick. I loro tempi sono discreti ad eccezione del primo stint ancora molto umido, ma è arrivato il momento di montare le gomme d’asciutto e tutti si adeguano. Heidfeld passa anche Webber salendo in decima posizione, mentre Bourdais, Glock, Sutil e Nakajima montano le slick; al nono giro si fermano Vettel, Alonso, Webber e Barrichello. Quando il brasiliano riparte strappa il bocchettone della benzina, che si incendia creando scompiglio al box Honda anche se nessuno viene ferito.

Al decimo giro entrano a montare le slick anche Massa, Kovalainen, Heidfeld e Kubica, con quest’ultimo penalizzato moltissimo dalla scelta di partire con le gomme da asciutto. All’undicesimo giro sono Trulli e Raikkonen, ancora in lotta, a fermarsi; alla Ferrari sono velocissimi e il finlandese ritorna in pista davanti all’italiano; nel frattempo entra anche Hamilton, che non riesce a passare Trulli. Dopo i pit le posizioni sono le seguenti: Massa, Vettel, Alonso, Raikkonen, Fisichella, Trulli, Hamilton, Glock, Bourdais, Heidfeld, Webber, Kovalainen, Barrichello, Button, Rosberg, Sutil, Kubica e Nakajima.

Ottima la quinta posizione di Fisichella, che si avvantaggia del cambio effettuato in regime di safety car. Al tredicesimo giro Trulli perde il controllo della sua monoposto e quasi finisce in testa coda; il pescarese è bravo a controllare, ma perde la sesta piazza in favore di Hamilton, Glock e Bourdais. Fisichella è troppo lento per resistere a lungo in quinta posizione e infatti Hamilton lo scavalca al diciassettesimo giro, dopo aver tentennato un po’ per una comprensibile ipercautela. Anche Glock infila il romano mantenendo il contatto con Hamilton.

Al 19° giro Trussi si fa sotto a Bourdais; l’italiano attacca alla S do Senna, ma la sua manovra è troppo irruenta e finisce per spedire nell’erba il francese, che sprofonda dall’ottava alla tredicesima posizione. Le posizioni si cristallizzano per qualche giro, ma Kovalainen rinviene su Trulli; il finlandese vuole la zona punti e la ottiene al 26° passaggio, quando infila Trulli sul rettilineo d’arrivo. La prossima preda del finlandese è Fisichella, che viene superato al 28° giro, mentre Vettel si ferma per la sua seconda velocissima sosta, lasciando intendere che il tedesco punta sulle tre soste.

Al 33° passaggio inizia la seconda tornata di soste con Button il primo a fermarsi; lo seguono Glock, Massa, Fisichella, Bourdais, Alonso, Hamilton, Barrichello, Rosberg, Kovalainen, Raikkonen, Trulli e via via tutti gli altri. Al 45° giro Button supera Barrichello per l’undicesima posizione sul rettilineo d’arrivo, mentre Vettel rifornisce per la terza e ultima volta al 51° passaggio. Dopo i pit i primi dieci sono: MAssa, Alonso, Raikkonen, Hamilton, Vettel, Kovalainen, Glock, Trulli, Webber e Heidfeld.

Alonso è nei guai e non riesce a girare sul ritmo di Raikkonen, che si avvicina a lui guadagnando decimi su decimi ad ogni giro, mentre Vettel incalza Hamilton, che però può permettersi di perdere una posizione rimanendo in testa alla classifica. Alcune comunicazioni radio lasciano intendere che la pioggia sta per arrivare e puntualmente l’acqua inizia timidamente a scendare. Al 64° giro, quindi, Nakajima, Fisichella, Heidfeld, Barrichello, Bourdais e Kubica tornano ai box per montare ancora le gomme intagliate.

Al 65° giro la pioggia è più consistente e quindi rientrano anche Kovalainen, Sutil e Webber, mentre Hamilton viene attaccato da Vettel. Al 66° giro Alonso, Raikkonen, Button, HAmilton e Vettel montano gomme da bagnato, mentre Massa si ferma il giro dopo. La pressione di Vettel su Hamilton è grande, ma adesso l’inglese non può mollare, perchè le due Toyota non si sono fermate a cambiare gomme e Glock è risalito in quarta posizione davanti a Hamilton e Vettel, quindi se Vettel superasse l’inglese, questo si ritroverebbe in sesta piazza, e di conseguenza finirebbe secondo in campionato.

Il sorpasso arriva al 65° giro, Hamilton sembra non riuscire a rispondere e, infatti, Vettel prende un secondo di margine in poche curve; mancano solo due giri alla fine e Massa è virtualmente campione del mondo. Vettel è imprendibile per Hamilton, nonostante i numerosi doppiaggi da effettuare nell’ultimo giro; Massa, intanto, passa vincitore sul traguardo, al box Ferrari e McLaren nessuno si muove finchè all’ultima curva Glock, lentissimo, viene infilato sia da Vettel che da Hamilton, in McLaren se ne accorgono e si esulta, in Ferrari no e si esulta anche li, ma per poco, giusto il tempo di vedere l’ordine d’arrivo e notare il tracollo di Glock. Il mondiale va a Hamilton, che esulta e piange alla radio mentre torna ai box, per Massa non resta che ringraziare in lacrime il team e il pubblico dal podio; comunque per lui una stagione da incorniciare.

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