San Paolo, le pagelle del Gran Premio di Brasile
San Paolo, Brasile, il Gran Premio più emozionante della storia della Formula 1 ha consacrato Lewis Hamilton campione del mondo a soli 23 anni; il più giovane pilota a raggiungere questo traguardo dopo sole due stagioni in Formula 1. Due record molto significativi, che vanno a braccetto con le dichiarazioni di Michael Schumacher, il quale ha dichiarato, prima della gara di ieri, che il giovane Hamilton è destinato a battere i suoi record. Non dimentichiamoci, però, di Felipe Massa e Kimi Raikkonen; il primo ha dimostrato di poter vincere un mondiale e di saper gestire anche i momenti di difficoltà e di tensione, il secondo ha chiuso mestamente al terzo posto a pari punti con Robert Kubica una stagione difficile, ma se messo in condizioni giuste anche lui ha dimostrato di non avere rivali. La gara di ieri ha dimostrato che la Ferrari merita il campionato costruttori, ma dal prossimo anno tutto cambierà e i valori in campo potrebbero cambiare.
Ecco le pagelle del Gran Premio di Brasile:
Felipe Massa 10 e lode: il brasiliano è in palla fin dal venerdi mattina, ma i due capolavori li mette a segno in qualifica con la sua sesta pole stagionale e in gara, quando mantiene la testa sia con l’asciutto, che con il bagnato, sia con la macchina pesante, che leggera, difendendosi bene da Vettel, che lo incalzava con una monoposto scarica di benzina. Alla fine è risulteto anche campione del mondo per qualche secondo. Se avesse vinto lui il mondiale sarebbe stato davvero un colpo da maestro.
Fernando Alonso 9: bravissimo in partenza a superare con grinta Kovalainen all’esterno con pista bagnata e bravo a mantenere il passo dei primi nella fase iniziale di gara. Nelle fasi di pit riesce a saltare davanti a Hamilton e Raikkonen, poi nel finale, quando con pista asciutta le Ferrari volano, rischia di perdere la seconda posizione a vantaggio di Raikkonen, ma prima che il finlandese lo prenda, inizia a piovere e nelle ultime fasi di pit riesce a mantenere la posizione guadagnando la quarta posizione in classifica piloti e portando la Renault al quarto posto in classifica costruttori.
Kimi Raikkonen 9: il finlandese compie a dovere il suo dovere difendendo la posizione su Hamilton in modo che l’inglese non si avvicinasse a Massa; grazie ai meccanici del pit, impeccabili, riesce anche a superare Trulli e alla fine potrebbe anche saltare Alonso, dato che lo spagnolo girava quasi un secondo più lento di lui, ma la pioggia ha vanificato la rincorsa.
Sebastian Vettel 10: il giovane pilota tedesco ha dato la paga a Hamilton quando pioveva, cioà nell’habitat dell’inglese, facendo sognare i tifosi Ferrari, ma non solo: nelle fasi centrali della gara ha anche messo pressione su Massa grazie alla macchina più leggera e ancor prima, in partenza, ha superato con cattiveria Kovalainen spedendolo quasi nell’erba. Alla fine anche un po’ di fortuna quando Glock non stava più in pista con le gomme slick su asfalto bagnato permettendogli di agguantare la quarta piazza.
Lewis Hamilton 6: le sue dichiarazioni pre gara erano molto battagliere, ma alla fine ha prevalso il buon senso memore della lezione dello scorso anno. Il neo campione del mondo viaggia costantemente tra la quarta e la sesta posizione senza prendere alcun rischio, anche per superare Fisichella, ma esagera quando, forse anche in crisi con una McLaren non troppo competitiva, si fa infilare da Vettel, che poi lo lascia indietro senza dargli la possibilità di tentare il controsorpasso. A quel punto l’inglese stava perdendo tutto, ma la crisi di Glock lo ha salvato in extremis.
Timo Glock 7: gara perfetta quella del tedesco tranne per le ultime centinaia di metri; nelle fasi centrali di gara mette sotto pressione Hamilton, che non sempre riesce a rispondere ai suoi tempi. Rimane sempre in zona punti e alla fine pare che il quarto posto sia alla sua portata, ma poi sappiamo com’è finita.
Heikki Kovalainen 4: inutile che il finlandese si arrabbi perchè il team lo dimentica sul cancello dell’autodromo senza che nessuno passi a prenderlo, in fondo anche in gara, partenza a parte, nessuno si accorge di lui. Si qualifica dietro al compagno, giusto per parargli le spalle in partenza, ma dopo poche curve deve cedere all’irruenza di Vettel e alla classe di Alonso, poi il finlandese ha un ritorno di orgoglio quando nelle fasi centrali di gara passa Trulli e Fisichella per riportarsi in zona punti, ma la sua gara è tutta qui.
Jarno Trulli 6: ottima la qualifica e buonissima prima parte di gara con il ritmo dei primi, ma dopo il primo pit l’italiano va in crisi con le gomme asciutte sull’asfalto umido commettendo un errore che lo relega in nona posizione. Poi supera Bourdais spedendo il francese per prati e alla fine si fa infilare da Kovalainen. Negli ultimi giri agguanta l’ultima posizione valida per un punto grazie alla scelta di non fermarsi a montare le gomme da pioggia.
Mark Webber 5: si qualifica solo dodicesimo, poi in partenza recupera due posizioni e alla fine riesce ad arrivare nono; l’australiano, almeno, è stato bravo a non fare errori e alla fine è riuscito a chiudere nella top ten.
Nick Heidfeld 5: il tedesco si qualifica ottavo, poi in partenza fa scivolare troppo le gomme e rimane piantato ritrovandosi dodicesimo dopo solo un giro. A quel punto, però, il tedesco tenta il recupero con due bei sorpassi ai danni di Barrichello e Webber. Nelle soste non guadagna posizioni, e alla fine riesce a mantenere la posizione quando inizia a piovere e tutti sono costretti a fermarsi per mettere le gomme intagliate.
Robert Kubica 4: il polacco ha chiuso nel peggiore dei modi una stagione molto buona facendosi raggiungere al terzo posto da Raikkonen; in qualifica si piazza solo tredicesimo, poi in griglia è l’unico a mantenere le slick, salvo poi fermarsi al box anzichè schierarsi per la partenza. Dopo dieci giri il polacco è ancora al box per mettere le slick di nuovo, insomma un pasticcio colossale. Per svariati giri rimane in fondo al gruppo e viene anche doppiato, poi, con le gomme da bagnato, negli ultimi giri riesce a guadagnare qualche posizione fino a ritrovarsi undicesimo, ma ormai la gara è finita.
Nico Rosberg 4: certo la Williams soffre tantissimo e urge un salto di qualità enorme per la prossima stagione. Il tedesco parte solamente diciottesimo, guadagna cinque posizioni al via, ma tamponando Coulthard, poi riesce a guadagnare un’altra posizione nel marasma finale quando tutti si fermano per mettere le gomme da bagnato.
Jenson Button 4: solita sofferenza nelle qualifiche dove si piazza diciassettesimo; in gara guadagna tre posizioni al via e poi supera Barrichello arrivando all’undicesima posizione, ma poi perde molto quando inizia a piovere negli ultimissimi giri.
Sebastien Bourdais 6: si qualifica bene in nona posizione, poi parte bene e mantiene il ritmo di chi lo precede, ma dopo la prima sosta incappa in un furioso Trulli che lo sbatte nell’erba alla S do Senna fa cendolo precipitare in tredicesima posizione. Alla fine deve subire il ritorno di Rosberg ai box, per popi finire quattordicesimo.
Rubens Barrichello 4: in qualifica fa meglio di Button piazzandosi quindicesimo; in partenza guadagna quattro posizioni, ma dopo la prima sosta per montare le slick il brasiliano si perde in coda al gruppo e non riemerge più.
Adrian Sutil 5: partito ultimo il tedesco si avvantaggia dei problemi degli avversari in partenza e guadagna cinque posizioni, poi si assesta in sedicesima piazza per tutta la gara chiudendo senza errori.
Kazuki Nakajima 5: in qualifica è più veloce di Rosberg con una vettura pessima, poi in partenza vinene coinvolto nell’incidente di Coulthard scatenato proprio da Rosberg. A quel punto il giapponese si trova staccato da tutto il gruppo e solo nel finale riesce a guadagnare qualche posizione.
Giancarlo Fisichella 8: l’italiano non si schioda dall’ultima fila in qualifica, ma la monoposto è quella che è, poi, però, sfrutta la safety car ad inizio gara per montare le slick e si ritrova quinto. Il romano si difende egregiamente vista la sua monoposto, e alla fine cede solo quando la pista è asciutta e gli altri iniziano a girare troppo veloci. Dopo le due soste si ritrova ancora in fondo, ma almeno ha dimostrato di avere ancora qualcosa da dire.
Nelson Piquet jr 4: anche nel GP di casa perde il treno per la top ten nelle qualifiche e si piazza undicesimo, poi in gara si insabbia da solo e chiude la gara dopo nemmeno un giro. La sua stagione è ricca di alti e bassi, vedremo quale sarà il suo futuro.
David Coulthard 4: lo scozzese era all’ultima gara della sua carriera, ma il risultato è simile a tanti altri di questa stagione: dove c’è un incidente, lui è coinvolto. Questa volta non ha colpe, dato che a mandarlo in testa coda è un tamponamento di Rosberg. Alla fine la sua Red Bull, eccezionalmente bianca, deve essere trascinata ai box dai commissari.
Commentatori Sky 0: nel finale di gara non si accorgono nemmeno del sorpasso di Vettel e Hamilton ai danni di Glock, mentre quelli della RAI lo vedono subito. Siamo d’accordo che in Italia la maggioranza dei tifosi e di fede ferrarista e che la presenza di Marc Genè in cabina di commento influenzino i commentatori, ma è intollerabile che questi perdano la testa durante le fasi cruciali di un GP solo perchè Massa potrebbe vincere il mondiale.