SEPANG, GIANCARLO FISICHELLA TORNA IN VETTA
Sepang, Malesia, è di scena il secondo Gran Premio del Mondiale di Formula 1.
Grandi protagonisti sono stati il caldo e l’umidità che causano una perdita di potenza nei motori.
Per contrastare il problema, molti teams hanno aumentato i regimi di rotazione dei propulsori creando grosse incognite sulla loro longevità.
Infatti, sono stati molti i problemi di natura motoristica: oltre ai piloti che avevano avuto problemi già in Bahrain (Coulthard e Massa) e che quindi sapevano di dover scontare la retrocessione di dieci posizioni in griglia, perché i problemi si sono verificati dopo la fine della gara, bisogna aggiungere Michael Schumacher e Barrichello, che durante il terzo turno di libere hanno dovuto cambiare il motore; stessa sorte per Massa, che prima della qualifica è costretto a cambiare il propulsore a causa di un difetto in una sua componente.
Il brasiliano della Ferrari deve così arretrare di venti posizioni, penalità che spinge la Ferrari a farlo girare solo nel primo turno di qualifiche giusto per svolgere uno shake down del nuovo motore.
Si giunge così alle qualifiche che vedono subito eliminate le due Midland e le due Toro Rosso, oltre al giapponese della Super Aguri Ide, virtualmente ultimo senza contare i piloti penalizzati.
Durante la Q2, spicca il decimo tempo di Ralf Schumacher con una Toyota ancora in grossa crisi. Il clima malese però non perdona e infatti il tedesco della Toyota sarà costretto a fermarsi poco dopo in pista con il motore fumante.
Domenica dovrà partire dai box. Male anche Trulli che riesce ad domare una monoposto molto sottosterzante portandola al tredicesimo posto. Partirà comunque nono grazie alle penalizzazioni degli altri piloti.
Si arriva così alla Q3 decisiva. Grandissima prestazione di Giancarlo Fisichella, che riesce a siglare la terza pole position della sua carriera. L’italiano riesce a distanziare di 146 millesimi Button con una sempre più competitiva Honda. Ottima prestazione per le due Williams che occupano la seconda fila e soprattutto per Rosberg, che non solo batte il compagno, ma dimostra di essere già competitivo alla sua seconda gara. Montoya e Raikkonen si qualificano rispettivamente quinto e sesto senza brillare particolarmente.
Brutta qualifica per il campione Alonso; il pilota spagnolo della Renault oltre ad aver imbarcato molta benzina, ha commesso un piccolo errore durante il giro decisivo. Michael Schumacher riesce a trovare il quarto tempo, ma a causa della penalizzazione partirà quattordicesimo.
Domenica parte la gara. Al semaforo verde scatta bene Fisichella con la sua Renault, Button riesce a seguirlo in seconda posizione, mentre le due Williams si ostacolano a vicenda con Rosberg che chiude Webber.
La manovra del pilota tedesco favorisce Alonso, che dopo aver bruciato allo scatto le due McLaren Mercedes, riesce anche a superare le due Williams all’esterno della prima curva posizionandosi così in terza posizione seguito da Webber. Buona partenza di Klien, che però urta Raikkonen costringendolo al ritiro.
Fin da subito Fisichella impone un ritmo insostenibile per gli inseguitori, mentre Alonso, partito con molta benzina, tiene dietro Webber con la Williams. Buona rimonta dei due ferraristi, con Michel Schumacher deciso nel superare Villeneuve e Trulli.
Dopo appena sei giri il motore Cosworth di Rosberg va in fumo vanificando il buon sorpasso su Heidfeld avvenuto due giri prima, mentre dopo sedici giri tocca al compagno Webber veder fumare il proprio propulsore, mentre tallonava Alonso. Buone prestazioni per Liuzzi, che recupera fino all’ undicesima posizione dopo essere finito in fondo al gruppo in partenza con il musetto rotto e del compagno Speed, che lotta con grinta prima di ritirarsi per il cedimento della frizione.
Dopo i primi pit stop le posizioni di vertice non mutano, mentre Barrichello e Massa recuperano posizioni grazie alla strategia che prevede per entrambi una sola sosta. Il brasiliano della Honda, però, vanifica tutto proprio in pit lane percorrendola a velocità troppo alta. L’inevitabile stop-and-go spegne le sue speranze di rimonta. Le Ferrari frenano la rincorsa alle posizioni di vertice dietro alla BMW di Heidfeld che si difende senza particolari difficoltà fino a quando, ormai a fine gara, il suo motore BMW cede. Uscito di scena Raikkonen, le speranze della McLaren erano tutte su Montoya, che però ha offerto l’ennesima mediocre prestazione, finendo quarto in solitaria. Mancando il compagno finlandese non si capisce cosa non sia andato: il colombiano o l’auto? C’è da dire che anche Raikkonen non aveva brillato per tutto il week end e quindi sicuramente la McLaren non è ancora sui livelli delle Renault e, almeno in Malesia, della Honda di Button.
Gara difficile per Michael Schumacher che a fine gara viene battuto dal compagno Massa grazie anche alla strategia di gara ad una sosta del brasiliano.
A fine gara Schumacher ha dichiarato che nello stint centrale, la sua Ferrari 248F1 non era performante come a inizio gara. Piccolo brivido per i tifosi italiani negli ultimi giri, quando, dopo l’ultimo pit stop, Alonso si ritrovava davanti a Button e guadagnava un secondo al giro su Fisichella.
In realtà l’italiano della Renault si limitava a controllare gli avversari senza sforzare troppo il motore in vista della gara di Melbourne.
A fine gara un raggiante Fisico poteva godersi la sua terza vittoria della carriera, che lo rilancia nella lotta per il campionato, Alonso guadagna punti pesanti per se e per la Renault che è già in fuga, Button conferma di essere pronto per lottare per il campionato così come la Honda, almeno quella dell’inglese.
Montoya e la McLaren hanno faticato molto durante tutto il week end e i quasi quaranta secondi di distacco al traguardo dal vincitore non indicano nulla di buono. Raikkonen deve combattere con la sfortuna ancor prima che con i suoi avversari, il finlandese subisce il secondo ritiro in due gare per colpe non sue.
La Ferrari, nonostante dichiari di non essere preoccupata, ha rotto quattro motori in due gare (il motore di Coulthard è Ferrari) e nonostante abbia girato in gara con tempi vicini a quelli dei migliori, non sembra ancora al livello della Renault. Buona prestazione di Villeneuve che si aggiudica i primi due punti della stagione; bene anche il compagno Heidfeld che tiene a bada le Ferrari per tutta la gara per poi essere tradito dal motore BMW nel finale.
Male Trulli che deve gareggiare con una Toyota in crisi e menomata da un danno al diffusore rimediato in partenza, finirà nono e doppiato. Meglio il compagno Ralf Schumacher che porta a casa un punto più per i ritiri altrui che per meriti propri. Male anche Barrichello che non riesce ad avvicinare le prestazioni del compagno Button, sfortunati Coulthard e Rosberg traditi dai loro motori, Ferrari e Cosworth rispettivamente.
Prossima tappa a Melbourne dove i piloti troveranno una situazione climatica completamente opposta a quella malese. In Australia sono previsti non più di venti gradi, meno della metà che in Malesia.
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