Tra minacce e meeting la Formula 1 boccia il motore unico
La proposta molto provocatoria di Max Mosley, il quale proponeva di adottare sulle monoposto di Formula 1 un unico motore, costruito da un fornitore scelto tramite un bando pubblico, in modo da abbattere i costi spropositati della Formula 1 moderna, decisamente sproporzionati rispetto alla crisi mondiale che stiamo attraversando, ha suscitato non poche reazioni negative. La prima a dichiararsi in disaccordo con la proposta è stata la Toyota, che ha minacciato di abbandonare la Formula 1 nel caso si arrivasse al motore unico, poi, in maniera di certo più roboante, è intervenuta la Ferrari, che con un comunicato stampa ha minacciato la possibilità di abbandonare la Formula 1 per lo stesso motivo.
Certo il comunicato stampa della Ferrari ha un peso enorme; tanto per cominciare il presidente della Ferrari, Luca di Montezemolo, è anche presidente della FOTA, la neonata associazione che raggruppa tutti i costruttori della Formula 1 e, quindi, si potrebbe pensare che il pensiero di Montezemolo sia lo stesso degli altri costruttori, e, poi, c’è il fatto che la Formula 1, senza la Ferrari, nel bene o nel male perderebbe una bella fetta di notorietà a livello internazionale.
Non era difficile immaginare ad una reazione tanto decisa dei costruttori; BMW, Mercedes, Ferrari, Toyota, Honda e Renault, chi tra questi grandi costruttori accetterebbe di motorizzare la propria monoposto da un’altro costruttore? e il vero scopo della Formula 1, che è il continuo sviluppo tecnico, dove finirebbe? Mosley, come sempre, ha lanciato il sasso gigante per creare lo tsunami e vedere le reazioni del mondo della Formula 1, per spronarlo a discutere sui costi della Formula 1 e forse, adesso, qualcosa si sta muovendo.
Montezemolo, nelle vesti di presidente della FOTA, ha già incontrato Mosley e le due parti sono d’accordo nel cercare di contenere i costi; diminuzione dei test, riduzione dei giri di gara, riorganizzazione delle sessioni di prova nei week-end di gara, semplificazione dell’aerodinamica, aumento della vita dei propulsori e vendita del gruppo motore-cambio ai team clienti ad un prezzo "politico" di 10 milioni di dollari sono solo l’inizio. Ora serve coesione più che mai; le possibilità di continuare anche con costi calmierati sono alte, bisogna, però, lavorare tutti nella stessa direzione, lasciando da parte i profitti personali. Il tempo delle proposte provocatorie e delle minacce è finito; ora si è richiamata l’attenzione di tutti; bisogna iniziare a darsi da fare.
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