CHICAGO, DAN WHELDON VINCE MA IL TITOLO LO CONQUISTA SAM HORNISH JR GRAZIE AL MAGGIOR NUMERO DI VITTORIE

Dan Wheldon, Chicagoland

Chicago, Illinois, alla fine è stato Sam Hornish jr ad aggiudicarsi il titolo, terzo personale in IRL, dopo una gara dominata insieme al duo Ganassi. L’americano ha disputato una gara intelligente, rimanendo sempre in scia a Scott Dixon e Dan Wheldon, controllando così gli avversari senza correre rischi. Si tratta anche del primo campionato vinto dal team Penske da quando ci è iscritto alla Indy Racing League.

Dixon e Wheldon hanno invece attaccato fin da subito, battagliando fianco a fianco sia nei primissimi giri che nel finale. Per i due le possibilità di vittoria del titolo sono però sparite a metà gara, quando hanno doppiato il quinto in classifica, tagliando così tutti dalla lotta per le prime posizioni. Wheldon finisce a pari punti con Hornish jr, ma grazie al maggior numero di vittorie l’americano strappa il titolo al campione uscente.

Helio Castroneves ha perso contatto dai primi nelle fasi iniziali di gara per una penalizzazione, che lo ha fatto retrocedere in fila al gruppo. Il brasiliano ha saputo recuperare la quarta posizione e ha saggiamente aspettato una bandiera gialla per recuperare i venti secondi di ritardo. Negli ultimi giri era in lotta in scia ai primi tre, ma oggi Castroneves non era abbastanza competitivo ed è stato riassorbito dal gruppo dei doppiati, vedendo svanire le chance per il titolo.

Alla partenza sono subito i piloti del team Ganassi a prendere il comando e conducendo side by side i primi dodici giri, quando è uscita la prima neutralizzazione per dei detriti in pista lasciati da un contatto tra Meira e Scheckter.

In regime di neutralizzazione tutti, a meno di A.J. Foyt IV, rientrano per un rapido pit stop. Castroneves supera il limite di velocità nella corsia box e così gli viene imposto di accodarsi a tutto il gruppo. Si riparte al diciassettesimo giro e in poche tornate il brasiliano recupera la top ten.

Alla sessantesima tornata, mentre era in sesta posizione, Marco Andretti è costretto a rientrare ai box per dei problemi; gli vengono sostituite le gomme, ma il giovane nipote di Mario non riuscirà più a recuperare dal fondo della classifica.

Sei giri più tardi iniziano i secondi pit stop e al termine di questi le prime dieci posizioni vedono Wheldon primo seguito da Hornish jr, che passa Dixon, Castroneves, Sharp, Kanaan, Simmons, Rice, Matsuura e Carpenter.

Alla centodecima tornata, su duecento, i primi tre arrivano a doppiare Kanaan in sesta posizione poco prima del terzo pit stop. Le prime sei posizioni non cambiano, mentre Castroneves spera in una bandiera gialla per recuperare gli ormai venti secondi che lo distanziano dalla testa della gara.

A cinquantadue giri dal termine arriva per il brasiliano la tanto desiderata bandiera gialla, per detriti in curva quattro. Il gruppo si ricompatta e tutti approfittano per fare l’ultimo pit stop, dal quale Hornish jr riesce ad uscire primo con un colpo di reni su Wheldon alla ripartenza dal rifornimento.

La leadership dell’americano dura solo fino alla bandiera verde, infatti nel restart Wheldon scatta magnificamente bruciando il pilota di Penske. Hornish jr sembra sorpreso dalla situazione e viene infilato anche da Dixon, mentre Castroneves a fatica supera i doppiati tra lui e i primi tre.

A ventisei giri dalla fine il brasiliano raggiunge la scia del compagno di team, ma la possibilità di tornare in lotta per il titolo svaniscono in poco tempo, quando viene riassorbito dal gruppo perdendo il contatto dalla vetta.

Gli ultimi giri vedono una lotta mozzafiato tra Wheldon, Dixon e Hornish jr, che si scambiano ripetutamente le posizioni fino a tre giri dalla fine quando l’americano deve cedere ai due piloti del team Ganassi, che si giocano la gara fin sul traguardo.

Vince Wheldon in volata su Dixon; Hornish jr si accontenta, si fa per dire, della vittoria del campionato, mentre Castroneves chiude quarto staccato di quasi tre secondi. La gara di Chicago è stata la degna chiusura di un campionato avvincente e combattuto, anche se non bisogna dimenticare la scomparsa di Paul Dana, morto durante il warm-up della gara inaugurale a Homestead.

L’ordine di arrivo:

  1. Dan Wheldon (Target Chip Ganassi Racing) - 200 giri in 1h33′37"266a 0"189
  2. Scott Dixon (Target Chip Ganassi Racing) - a 0"189
  3. Sam Hornish Jr. (Marlboro Team Penske) - a 0"232
  4. Helio Castroneves (Marlboro Team Penske) - a 2"691
  5. Ed Carpenter (Vision Racing) - a 1 giro
  6. Vitor Meira (Panther Racing) - a 1 giro
  7. Tony Kanaan (Andretti Green) - a 1 giro
  8. Jeff Simmons (Rahal Letterman Racing Team) - a 1 giro
  9. Scott Sharp (Delphi Fernandez) - a 1 giro
  10. Tomas Scheckter (Vision Racing) - a 1 giro
  11. Kosuke Matsuura (Super Aguri Fernandez) - a 1 giro
  12. Danica Patrick (Rahal Letterman Racing Team) - a 1 giro
  13. Buddy Rice (Rahal Letterman Racing Team) - a 1 giro
  14. A.J. Foyt IV (Andretti Green) - a 2 giri
  15. Bryan Herta (Andretti Green) - a 2 giri
  16. Sarah Fisher (Dreyer & Reinbold Racing) - a 2 giri
  17. Jeff Bucknum (A.J.Foyt Enterprises) - a 2 giri
  18. Marco Andretti (Andretti Green) - a 2 giri
  19. Marty Roth (Roth Racing) - a 40 giri

La classifica piloti:

  1. Sam Hornish Jr., punti 475
  2. Dan Wheldon, 475
  3. Helio Castroneves, 473
  4. Scott Dixon, 460
  5. Vitor Meira, 411
  6. Tony Kanaan, 384
  7. Marco Andretti, 325
  8. Dario Franchitti, 311
  9. Danica Patrick, 302
  10. Tomas Scheckter, 298

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