HOMESTED, DIXON VINCE AL PHOTO FINISH UNA CORSA AD ELIMINAZIONE

Scott Dixon vincitore a Homestead, Miami, Florida

Homestead, Florida, Scott Dixon riesce a vincere sul filo di lana il primo appuntamento del campiuonato IndyCar 2008; una corsa dove i ritiri e le difficoltà nei numerosi doppiaggi ne hanno fatto da padrone. Proprio Dixon è sembrato il pilota, tra quelli di testa, ad avere le maggiori difficoltà a superare le vetture più lente, ma alla fine, sfruttando l’ultimo e decisivo pit stop e i problemi altrui in pista è riuscito a spuntarla.

Ottima prestazione per Marco Andretti, giunto secondo al traguardo dopo aver condotto per numerosi giri, ma purtroppo a fine gara non è riuscito a riavvicinare Dixon per tentare un sorpasso all’ultimo metro in perfetto stile IRL; gara superba, invece, per Dan Wheldon, che, partito in ventiduesima posizione è stato autore di una rimonta incredibile nella prima metà di gara e poi di una lotta dura con Dixon e Andretti per la vittoria, ma l’ultimo pit gli ha fatto perdere terreno.

Prestazione sufficiente per Helio Castroneves; il brasiliano lotta bene ad inizio gara con Tony Kanaan arrivando addirittura al contatto con il connazionale, ma nel corso della gara non è mai riuscito a inserirsi nella lotta per la vittoria. Danica Patrick, quinta al traguardo, ha tentato la tattica alternativa al pit, ma senza fortuna, e nel complesso la sua gara è stata abbastanza anonima.

Buon risultato per Ryan Hunter Reay, giunto sesto tra i migliori con una vettura non all’altezza dei top team. Grandissima sfortuna per Tony Kanaan, classificatosi ottavo nonostante il ritiro avvenuto a quattro giri dalla fine mentre si trovava saldamente in testa con quasi due secondi di vantaggio; il brasiliano è stato coinvolto senza colpe nell’incidente di Ernesto Viso. Un vero peccato per il campione 2004.

Buona la rimonta di A.J.Foyt IV, che dopo la retrocessione in ultima fila è riuscito a riportarsi in nona posizione davanti a Vitor Meira, non molto brillante in questo primo appuntamento. Da come è andata la gara sembra che anche quest’anno a giocarsela saranno il team Ganassi e l’AGR, ma mentre nel team di Big Chip entrambi i piloti sono in grado di giocarsela, nel team di Micheal Andretti l’unico che ha l’esperienza per lottare un’intera stagione è Kanaan, che però non ha iniziato benissimo.

Alla bandiera verde, ripetuta due volte per un problema di allineamento delle vetture, scatta bene Kanaan, che balza subito in terza posizione seguito a ruota da Andretti; in fondo allo schieramento Wheldon inizia il suo show personale infilando monoposto a raffica come uno slalomista doppia i paletti. Al secondo giro l’inglese è già sedicesimo, ma anche davanti non si scherza.

Patrick, partita seconda si fa infilare da Kanaan, indiavolato come al solito in partenza; poco dopo il brasiliano affianca Dixon, le due monoposto si sfiorano e quasi si toccano, ma il neozelandese resiste agli attacchi. Alle loro spalle Andretti e Briscoe superano la Patrick, in difficoltà nelle fasi iniziali. Al decimo giro Wheldon è già decimo ed è il più veloce in pista nonostante debba continuamente superare gli avversari.

Al quattordicesimo giro Kanaan passa Dixon e si porta in testa approfittando di un’indecisione di Dixon all’arrivo dei primi doppiaggi; il brasiliano non riesce a scappare e inoltre al 17° passaggio esce la safety car per detriti in pista. Tutti approfittano della caution per rientrare al pit e rifornire. Hideki Mutoh si ritira per problemi meccanici e così anche Mario Moraes. All’uscita dalla pit lane Dixon brucia sul filo di lana Kanaan riportandosi in testa e anche Andretti perde due posizioni a vantaggio di Castroneves e Briscoe.

Al 24° giro si riparte; Castroneves attacca Kanaan, che si difende con il coltello tra i denti. Nessuno dei due molla e alla fine rischiano di autoeliminarsi con una toccata ruota-fiancata; la Dallara di Castroneves riporta il timbro della ruotata di Kanaan, ma riesce lo stasso a conquistare la seconda posizione. Nelle retrovie, proprio al restart Will Power e Justin Wilson si toccano ritirandosi entrambi ai box.

La gara prosegue e al 32° passaggio Wheldon passa Andretti per la sesta posizione, ma non si ferma qui, poichè dieci giri dopo attacca e supera anche Briscoe. Davanti Dixon ha quasi due secondi di vantaggio su Castroneves, mentre Andretti rimonta superando Kanaan e Castroneves in due giri. Il giovane americano è velocissimo e quando Dixon, per la seconda volta, è titubante dietro i doppiati, si fa sotto e tenta di conquistare la leadership.

Dal 69° al 73° giro tutti riforniscono con la bandiera verde senza problemi, ma al 74° giro Andretti attacca deciso Dixon; i due escono dalla curva uno in controsterzo sfiorando il muretto, ma Andretti, che pure è all’esterno, riesce a controllare meglio la vettura e a bruciare Dixon nel rettilineo dopo curva due. Dietro Kanaan ha rimontato e superato Castroneves portandosi in quarta piazza; per loro un duello infinito oggi.

A questo punto è la volta di Wheldon, risalito in terza posizione, attaccare il compagno Dixon e al 110° giro ce la fa portandosi secondo alla caccia di Andretti, che nel frattempo aveva preso un certo margine sugli inseguitori. Al 118° passaggio ricominciano i pit; nel box AGR c’è un po’ di animazione quando Patrick riparte mentre il meccanico addetto al rifornimento è in difficoltà nell’estrarre il bocchettone del carburante, ma tutto va per il meglio con solo qualche decimo perso dall’americana.

Al 126° giro la seconda bandiera gialla viene sventolata a causa di un incidente che vede coinvolti Milka Duno e Briscoe. La pilotessa venezuelana, che fino a quel momento si era comportata bene, è incappata nell’ennesimo errore finendo da sola in testa coda, ma questa volta dietro di lei c’era Briscoe in procinto di doppiarla; L’australiano non è riuscito ad evitare la Dallara della Duno, che gli ha strappato la sospensione anteriore destra mandandolo a muro. Entrambi si devono ritirare.

In questa fase Patrick rifornisce tentando di arrivare a finegara, ma mancano molti giri. Si riparte al 141° giro; Kanaan passa Dixon e sfila terzo; il neozelandese è ancora in difficoltà con i doppiati, ma risce a rimanere in scia a Kanaan, il quale, a sua volta, si sta avvicinando a Wheldon. Andretti, Wheldon, Kanaan e Dixon fanno il vuoto dietro di loro; Dixon riesce a passare Kanaan al 155° passaggio, ma Kanaan riesce subito a rispondere e oltre a passare Dixon riesce a lanciarsi quel tanto che basta per passare anche Wheldon e ad avvicinarsi ad Andretti.

Al 160° giro il brasiliano svernicia il giovane compagno di team e si porta in testa; la sua marcia è decisamente inavvicinabile per tutti gli altri, presi anche alla sprovvista dall’exploit del brasiliano. Mentre Kanaan se ne va, Andretti deve tenere a bada due indiavolati come Wheldon e Dixon; i due sono vicini, ma lo sono ancora di più quando Andretti ha difficoltà a passare un doppiato. Mentre i tre fanno lo slalom tra i più lenti, Kanaan si ferma al pit per l’ultima sosta, seguito nei giri successivi dai tre antagonisti più vicini a lui.

Alla fine delle soste è Dixon quello che guadagna di più ritrovandosi secondo anche se molto staccato da Kanaan, mentre Andretti e Wheldon seguono in terza e quarta posizione. La gara sembra chiusa, Kanaan è imprendibile e inizia a gestire il suo vantaggio di oltre due secondi. Mancano meno di nove giri alla fine, quando accade l’impensabile: Viso, nel mirino di Kanaan che lo sta per doppiare, va in testa coda proprio davanti al brasiliano, che scarta subito verso l’interno, ma è la direzione sbagliata.

La Dallara di Viso colpisce la ruota anteriore destra di Kanaan, che non si strappa, ma si piega pericolosamente. Subito escono le gialle; Kanaan resta in pista dietro la safety car praticamente su tre ruote nella speranza che i pochi giri che mancano alla fine siano percorsi dietro l’auto di sicurezza a bassa andatura permettendogli di vincere su tre ruote, ma non è così.

Dalle comunicazioni radio Kanaan si lamenta dell’assurda lentezza della safety car, che permette ai commissari di sgombrare la pista in tempo per compiere altri tre giri. Al restart Kanaan deve farsi da parte e rientrare mestamente al pit, mentre Dixon, passato in testa scatta benissimo lasciando indietro Andretti, che nei due giri rimanenti non riesce a riprenderlo. La gara finisce con la vittoria inaspettata di Dixon, seguito da Andretti e Wheldon, che chide terzo dopo essere partito ventiduesimo.

L’ordine d’arrivo:

  1. Scott Dixon - Target Chip Ganassi Racing - 200 giri in 1h44′03"591
  2. Marco Andretti - Andretti Green Racing - a 0"582
  3. Dan Wheldon - Target Chip Ganassi Racing - a 1"427
  4. Helio Castroneves - Team Penske - a 8"034
  5. Ed Carpenter - Vision Racing - a 1 giro
  6. Danica Patrick - Andretti Green Racing - a 1 giro
  7. Ryan Hunter-Reay - Rahal-Letterman Racing - a 1 giro
  8. Tony Kanaan - Andretti Green Racing - a 2 giri
  9. A.J. Foyt IV - Vision Racing - a 2 giri
  10. Vitor Meira - Panther Racing - a 3 giri
  11. Buddy Rice - Dreyer & Reinbold Racing - a 4 giri
  12. Oriol Servia - KV Racing Technology - a 5 giri
  13. Darren Manning - A.J. Foyt Enterprises - a 6 giri
  14. Franck Perera - Conquest Racing - a 6 giri
  15. Justin Wilson - Newman-Haas-Lenigan Racing - a 7 giri
  16. Mario Moraes - Dale Coyne - a 13 giri
  17. Ernesto Viso - HVM Racing - ritirato
  18. Enrique Bernoldi - Conquest Racing - ritirato
  19. Ryan Briscoe - Team Penske - ritirato
  20. Milka Duno - Dreyer & Reinbold Racing - ritirata
  21. Marty Roth - Rorh Racing - ritirato
  22. Jay Howard - Rorh Racing - ritirato
  23. Bruno Junqueira - Dale Coyne - ritirato
  24. Hideki Mutoh - Andretti Green Racing - ritirato
  25. Will Power - KV Racing Technology - ritirato

La classifica piloti:

  1. Dixon, punti 50
  2. Andretti, 43
  3. Wheldon, 35
  4. Castroneves, 32
  5. Carpenter, 30
  6. Patrick, 28
  7. Hunter-Reay, 26
  8. Kanaan, 24
  9. Foyt IV, 22
  10. Meira, 20
  11. Rice, 19
  12. Servia, 18
  13. Manning, 17
  14. Perera, 16
  15. Wilson, 15
  16. Moraes, 14
  17. Viso, 13
  18. Bernoldi, Briscoe, Duno, Roth, Howard, Junqueira, Mutoh, 12
  19. Power 10

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