KANSAS, DAN WHELDON VINCE INCONTRASTATO

Kansas City, Kansas, pur non avendone affatto bisogno tutti i rivali di Dan Wheldon per la vittoria si sono praticamente autoeliminati, lasciando la via libera al pilota inglese, il quale ha dominato praticamente tutta la corsa, perdendo la prima posizione solo per pochi giri nelle fasi di pit stop.
Ottima prestazione per Dario Franchitti, secondo e autentico salvatore per il team Andretti-Green, uscito con le ossa rotte dal catino del Kansas; Tony Kanaan, polesitter e secondo dietro lo scatenato Wheldon è stato eliminato dalla compagna di squadra Danica Patrick durante la prima sosta ai box, in più Marco Andretti si è dovuto ritirare a causa dell’inguidabilità della sua Dallara Honda.
Da dimenticare anche la corsa di Scott Dixon; il neozelandese, unico pilota in pista a tenere testa a Wheldon, si è autoeliminato con un ingresso ai box garibaldino, che gli è costato un drive through. Chiuderà solo quarto al traguardo, preceduto da Helio Castroneves, autore di una gara buona, ma non eccelsa.
Per come si era messa, Sam Hornish jr può tirare un sospiro di sollievo. Doppiato di un giro, il campione in carica ha patito fino a poco dopo la metà gara gravi problemi di guidabilità; una volta risolti, l’americano ha compiuto una buona rimonta fino alla sesta piazza. Non male anche il quinto posto di Tomas Scheckter, costantemente tra i primi.
Alla fine Wheldon imprime un ritmo insostenibile per chiunque andando a doppiare quasi tutti i suoi avversari; una vittoria davvero schiacciante, ancor più di quella conquistata a Homestead ad inizio stagione. Il team Ganassi, comunque, ha dimostrato di poter essere competitivo con entrambe le vetture, un buon segno in vista di Indianapolis.
Inizia adesso il mese di Maggio, dedicato completamente alla 91° edizione della Indy500, che aprirà i cancelli alle vetture fin da questa settimana.
Allo start partono velocissimi Kanaan e Wheldon, i quali staccano da subito tutto il gruppo. Fin dai primi giri sia Hornish jr che Andretti patiscono gravi difficoltà nella guida perdendo moltissime posizioni. Andretti, in particolare, viene doppiato in pochi giri e si fermerà ai box numerose volte prima di alzare bandiera bianca.
All’ottavo giro Wheldon si sbarazza di Kanaan e subito inizia ad accumulare secondi di vantaggio sul brasiliano; solo i doppiaggi, numerosi fin dall’inizio a causa delle numerose vetture in difficoltà, permettono a Kanaan di rifarsi sotto, anche se non riuscirà a portare un attacco all’inglese.
Al 34° giro, Andretti si è già fermato due volte al pit, ma la sua andatura resta lentissima. Anche Hornish jr è lento e cade in 14° piazza doppiato di un giro. Al 46° giro iniziano le soste ai box; tutti i primi iniziano a fermarsi. Wheldon lo fa al 48° passaggio, mentre Kanaan si ferma il giro seguente. Purtroppo per il brasiliano, il capo meccanico della Patrick lascia ripartire la pilotessa mentre il compagno sta sopraggiungendo.
Le due vetture collidono; la Patrick riparte anche se attardata, mentre Kanaan perde nove giri per riparare la sospensione anteriore sinistra danneggiata. Per lui la gara è irrimediabilmente compromessa. Dopo le soste le posizioni vedono Wheldon seguito da Dixon, Castroneves, Franchitti, Scheckter, Carpenter, Sharp, Simmons, Meira e Hornish jr tra i primi dieci.
La corsa è velocissima, ma al 57° giro Foyt perde qualche detrito dalla sua monoposto scaturendo una caution per permettere la pulizia della pista. Castroneves, Carpenter, Hornish, Patrick effettuano la loro sosta; Hornish cerca di migliorare la guidabilità della sua vettura, ma i suoi meccanici non riescono a sistemare l’assetto.
Si riparte al 64° giro; Scheckter passa Franchitti per la terza posizione, mentre Carpenter supera Castroneves e si piazza quinto. Wheldon riprende a fare da lepre, ma questa volta il suo distacco da Dixon si attesta sui 2"5; il leader si ferma ai box al 99° giro e quasi contemporaneamente esce la safety car a causa di un incidente occorso a Carpenter, che sbatte all’uscita della curva 4.
Wheldon effettua così il pit con gli altri costretti a rallentare e non perde troppo tempo riuscendo, alla fine del giro di soste, a ritornare primo. Anche il resto del gruppo, infatti, si ferma al pit e anche questa volta Hornish tenta di regolare l’assetto con i suoi meccanici.
Bandiera verde al 108° giro; questa volta Hornish ha la vettura a posto e le sue prestazioni lo confermano; Dixon riparte terzo, ma brucia Scheckter al via portandosi negli scarichi di Wheldon; Hornish in otto giri supera di prepotenza Patrick, Meira, Foyt e Sharp risalendo in sesta posizione, mentre il compagno Castroneves passa Scheckter e si porta terzo.
La gara si accende; Simmons supera Foyt e va ottavo, Franchitti supera Scheckter per la 4° piazza, Patrick svernicia Foyt rubandogli la decima posizione. Castroneves e Franchitti compiono tre giri uno a fianco dell’altro contendendosi la terza posizione, alla fine la spunta Franchitti.
In tanto iniziano le ultime soste ai box e tra il 153° e il 157° giro tutti si fermano. A questo punto le posizioni sono: Dixon, che ha superato il compagno Wheldon durante le soste, Wheldon, appunto, Franchitti, Castroneves, Scheckter, Hornish, Patrick, Meira, Simmons e Foyt.
Wheldon pressa Dixon, ma il neozelandese mantiene la posizione finchè, al 161° giro, i commissari comunicano che il pilota di Ganassi dovrà scontare un drive through per aver sbagliato l’ingresso in pit lane. A questo punto Wheldon è virtualmente vincitore, con tutto il gruppo relegato a quasi 15". Dixon si ferma al 165° giro uscendo 5°; Wheldon amministra il vantaggio e continua a doppiare avversari anche se con cautela.
A 17 giri dalla fine la Patrick e Scheckter sono ai ferri corti per la sesta posizione, stessa situazione per Simmons e Foyt, che lottano per la nona. Le due coppie si sorpassano più volte finchè al 198° giro, a due giri dalla fine, Sharp sbatte violentemente contro il muro della curva quattro; la corsa si chiude qui, con Wheldon vincitore dopo una gara dominata.
L’ordine d’arrivo:
- Dan Wheldon - (Target Chip Ganassi Racing) - 200 giri in 1h36′56"058
- Dario Franchitti - (Andretti Green Racing) - a 18"483
- Helio Castroneves - (Team Penske) - a 33"228
- Scott Dixon - (Target Chip Ganassi Racing) - a 34"420
- Tomas Scheckter - (Vision Racing) - a 1 giro
- Sam Hornish Jr. - (Team Penske) - a 1 giro
- Danica Patrick - (Andretti Green Racing) - a 2 giri
- Vitor Meira - (Delphi Panther Racing) - a 2 giri
- A.J. Foyt IV - (Vision Racing) - a 2 giri
- Jeff Simmons - (Rahal Letterman Racing) - a 2 giri
- Darren Manning - (A.J. Foyt Racing) - a 2 giri
- Sarah Fisher - (Dreyer & Reinbold Racing) - a 4 giri
- Scott Sharp - (Rahal Letterman Racing) - a 5 giri
- Milka Duno - (SAMAX Motorsport) - a 6 giri
- Tony Kanaan - (Andretti Green Racing) - a 8 giri
- Alex Barron - (CURB/Agajanian/Beck Motorsports) - a 9 giri
- Ed Carpenter - (Vision Racing) - Ritirato
- Kosuke Matsuura - (Super Aguri Panther Racing) - Ritirato
- Marco Andretti - (Andretti Green Racing) - Ritirato
- Buddy Rice - (Dreyer & Reinbold Racing) - Ritirato
- Marty Roth - (Roth Racing) - Ritirato
La classifica piloti:
- Dan Wheldon, 171 punti
- Scott Dixon, 144
- Helio Castroneves, 136
- Dario Franchitti, 131
- Tony Kanaan, 130
- Sam Hornish Jr, 119
- Tomas Scheckter, 104
- Danica Patrick, 85
- Vitor Meira, 83
- Scott Sharp, 82
- Jeff Simmons, 73
- Darren Manning, Buddy Rice, 72
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