ST.PETERSBURG, IL RITORNO DI HELIO CASTRONEVES
St. Petersburg, Florida, primo dei due appuntamenti della Irl su un circuito non ovale e secondo appuntamento della stagione.
Rispetto alla gara d’esordio a Homestead troviamo i piloti del Rahal-Letterman Racing Danica Patrick e Buddy Rice, che avevano saltato la gara in segno di lutto dopo la morte del compagno di team Paul Dana e Roberto Moreno chiamato dal Vision Racing per sostituire l’infortunato Ed Carpenter.
Il tracciato è ricavato da una pista di atterraggio di un piccolo aeroporto, simile alla più nota Cleveland, ma non per questo si può pensare che sia facile o banale. Proprio per la sua alternanza di curve lente e veloci e grazie al lungo e largo rettilineo d’arrivo, la pista è molto selettiva. Fin dalle prove, infatti , emergono i piloti con più esperienza come Dario Franchitti dell’Andretti-Green Racing, che riesce a conquistare la pole durante l’ultima sessione dove si affrontano i migliori sei piloti delle prove precedenti (format simile alla Formula 1).
Subito dopo l’italo-scozzese si inserisce il neozelandese di Auckland Scott Dixon del Target Chip Ganassi Racing, squadra che per l’occasione è tornata ai telai Panoz al posto dei Dallara, terzo il brasiliano Tony Kanaan dell’Andretti-Green. Grande prestazione per lo statunitense Sam Hornish jr, del Marlboro Team Penske, che si aggiudica la quarta posizione nonostante non sia uno dei migliori piloti sugli stradali, seguito dal compagno Helio Castroneves e da Brian Herta. Buona prestazione per il debuttante Marco Andretti, mentre è solo tredicesimo Dan Wheldon, campione in carica del team di Ganassi.
La partenza della gara avviene in modo lineare senza particolari problemi o sorpassi. Dopo però appena quattordici giri il poleman e leader della gara Dario Franchitti si deve ritirare a causa della rottura di un bullone di una ruota che rende la monoposto inguidabile.
Dopo una bella lotta con Scott Dixon, Helio Castroneves riesce ad ottenere la prima posizione, mentre Tony Kanaan deve lottare con il compagno Brian Herta per difendere la terza posizione. I pit stop non cambiano i valori in campo e le posizioni restano immutate tranne che per Vitor Meira, del Panther Racing, che piano piano riesce a risalire la graduatoria fino al quinto posto.
La lotta tra i primi due è sempre serrata e le fasi di doppiaggio complicano non poco la vita ai duellanti. Proprio durante un doppiaggio Scott Dixon riporta un danno all’ala anteriore che per tutta l’ultima fase di gara rischia di staccarsi. Nonostante questo il neozelandese riesce a tenere testa a Helio Castroneves.
Al cinquantacinquesimo giro P.J. Chesson esce di pista rimanendo bloccato nella piccola via di fuga. Durante la fase di caution tutti i piloti si fermano ai box. Uscendo dalla pit lane, Sam Hornish jr passa irregolarmente Dan Wheldon; dai box parte l’ordine di invertire le posizioni, ma lo scozzese di Ganassi, forse per un eccesso di sicurezza, passa a destra Sam Hornish jr proprio mentre questo si sposta nella sua direzione. Inevitabile il contatto che toglie di scena Dan Wheldon che preticamente decolla sulla Dallara Honda di Penske, mentre Hornish deve ritornare ai box per far controllare la monoposto compromettendo la gara.
La gara riparte con le posizioni di vertice immutate. Degna di nota è la prestazione di Danica Patrick del Rahal-Letterman Racing che riesce a rimontare fino alla sesta posizione. Non male per una ragazza abituata agli ovali. Prima della fine della gara si ritirano anche Roberto Moreno, Marco Andretti e Buddy Lazier del Dreyer & Reinbold Racing.
Al novantaseiesimo dei cento giri in programma Buddy Rice e Thomas Scheckter del Vision Racing entrano in contatto rimanendo fermi in pista. La bandiera gialla che ne consegue rimane esposta fino a fine gara congelando così le posizioni.
Vince così Helio Castroneves ribadendo la superiorità dimostrata dal team Penske anche nella gara di Homestead e rilanciando il pilota brasiliano due volte vincitore della Indy 500.
La classifica dopo la gara:
- Castroneves (Marlboro Team Penske) punti 93
- Dixon (Target Chip Ganassi Racing ) 70
- Wheldon (Target Chip Ganassi Racing ) 64
- Hornish (Marlboro Team Penske) 62
- Matsuura (Super Aguri Fernandez Racing), Kanaan (Andretti-Green Racing) 54
- Herta (Andretti-Green Racing) 49
- Sharp (Delphi Fernandez Racing), Giaffone (A.J. Foyt Enterprises) 46
- Meira (Panther Racing), Franchitti (Andretti-Green Racing) 44
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April 21st, 2006 at 20:32
La IRL è la categoria a ruote scoperte che offre il miglior spettacolo.Le gare non sono mai noiose.Fa strano vederle correre sugli stradali, dove comunque offrono grande spettacolo, perchè la vera essenza della IRL sono i side-by-side sugli ovali a 200 miglia di media…..pericoloso?…sicuramente ma è questa la differenza tra spettacolo e semplice competizione.
Mario Andretti vorrebbe eliminare questo tipo di gare per un calendario di soli stradali-cittadini…..è strano sentir dire certe cose da un americano che ha corso e vinto su questi circuiti….E poi così facendo o si elimina la 500 miglia di Indianapolis (sperando di di non passare in quello sgorbio di tracciato delle F1) oppure correrci con monoposto progettate per gli stradali farebbe piu’ danni di un intero campionato su ovali!
Concludo con un appello….NON TOGLIETECI GLI OVALI DELLA IRL.
Ladies and gentlaman…start your emotions!!!