WATKINS GLEN, HUNTER REAY VINCE IL GP PIU’ PAZZO DELLA STORIA
Watkins Glen, New York, splendida vittoria di Ryan Hunter Reay sul secondo tracciato stradale di questa stagione 2008 della IRL; il pilota del team Rahal Letterman Racing sfrutta nel migliore dei modi i problemi di quasi tutti i pretendenti al campionato, che via via si sono tutti autoeliminati. Il pilota americano ha così raggiunto la sua prima vittoria in IRL dopo essere entrato come sostituto di Jeff Simmons, a sua volta scelto per sostituire il compianto Paul Dana, morto nel warm up a Homestead lo scorso anno. Dietro il pilota di Boca Raton si classifica l’ottimo Darren Manning, bravo, ma anche fortunato, a puntare su una tattica ai box al limite del suicidio, ma che grazie agli errori degli avversari si è rivelata vincente.
Tony Kanaan è terzo nonostante il polso rotto in un incidente nel warm up, l’unico pilota in lotta per il campionato a finire nella top ten; il brasiliano dell’AGR guadagna punti su Scott Dixon, Helio Castroneves e Dan Wheldon, autori tutti di una prestazione da dimenticare: Dixon, in lotta per la vittoria fino a dieci giri dalla fine con Ryan Briscoe, finisce in testa coda da solo dietro la safety car per poi venire tamponato proprio da Briscoe, Castroneves, rimasto a piedi durante le qualifiche e partito ultimo, perde altri tre giri ai box a causa di un guasto al volante, mentre Wheldon viene coinvolto in un incidente ad inizio gara ed è costretto a perdere tantissimi giri al box per le riparazioni.
Con tutti i big fuori scena vengono fuori chi di solito restano nell’anonimato: Buddy Rice chiude autorevolmente in quarta posizione, resistendo come ai bei vecchi tempi agli attacchi di Marco Andretti, quinto al traguardo, mentre sesto chiude Bruno Junqueira, bravo, ma anche sfortunato, poichè fino a dieci giri dalla fine era addirittura quinto. Mario Moraes, dopo una gara accorta e intelligente chiude settimo, seguito da Graham Rahal, risalito benissimo dalla diciottesima posizione in griglia. Buona prestazione, data la scarsa confidenza con i circuiti stradali, per Hideki Mutoh, nono, mentre chiude la top ten l’ottimo Ernesto Viso, anche se autore di una manovra un po’ troppo garibaldina ai danni di Vitor Meira.
La classifica piloti vede ora Dixon, Castroneves, Wheldon e Kanaan racchiusi in 66 punti, davvero pochi a metà stagione appena passata. D’ora in avanti sarà importantissimo non concedere più troppi punti agli avversari, ma queta stagione ci ha anche mostrato che in IRL non c’è nessuna certezza finchè la bandiera a scacchi non sventola su tutti i piloti in pista, quindi, anche se la lotta per il titolo sembra un affare tra Ganassi e Penske, anche Andretti-Green potrà sicuramente dire la sua.
La gara parte subito con un colpo di scena; allo start il gruppo si sgrana con difficoltà, Dixon guadagna due posizioni e si porta secondo, così come Kanaan, quarto, invece Wilson scatta malissimo e si fa chiudere dagli avversari, sbucando alla prima curva solo sesto da secondo. Benissimo anche Moraes, che guadagna sei posizioni e si piazza settimo, mentre Andretti perde quattro posizioni sprofondando in undicesima piazza.
Mentre le monoposto si apprestano alla staccata della prima chicane, Andretti stringe Manning, il quale, per evitare l’incidente, scarta di colpo a sinistra toccando con la fiancata la posteriore destra di Wheldon, che si piega, costringendo l’inglese a guadagnare il box a passo d’uomo. Nel frattempo Hunter Reay passa Dixon e si lancia in seconda posizione, mentre a fondo gruppo, Castroneves da 26° sale al 20° posto.
Dopo soli quattro giri Briscoe sembra in grado di mollare il gruppo per una gara solitaria, mentre Hunter Reay e Dixon sono ai ferri corti dietro di lui. Alle loro spalle Wilson, Manning, Meira, Junqueira, Andretti, Power e Patrick sono in lotta per la settima posizione. Al sesto giro, però, la gara viene congelata dalla safety car a causa di Castroneves, rimasto fermo all’ingresso della pit lane, dopo che il mal funzionamento del suo volante gli impediva di cambiare marcia. Purtroppo, però, prima di capire il guasto, i suoi meccanici gli faranno perdere tre giri dal gruppo.
Durante la caution, Moraes, Wilson, Meira, Patrick, Mutoh, Foyt, Rahal, Dominguez, Bernoldi, Camara, Duno, Howard e Viso riforniscono anticipatamente. Si riparte al nono giro; Junqueira brucia Manning e si porta al sesto posto, mentre Dixon riesce a passare Hunter Reay e a lanciarsi all’attacco di Briscoe. L’australiano e il neo zelandese fanno gara a parte lasciando il gruppo sempre più indietro, ma anche se pare che Dixon abbia qualcosa in più, in realtà non riesce mai a portare un attacco su Briscoe. A centro gruppo Meira, Rice e Viso lottano per la decima posizione.
Al 18° giro iniziano i pit per i primi; il primo a fermarsi è Kanaan, seguito da Hunter Reay, Rice, Briscoe, Dixon e tutti i primi nell’arco di tre giri. Ad avvantaggiarsi delle soste è Andretti, che riesce a sopravanzare Manning portandosi settimo. Dopo le prime soste Briscoe comanda su Dixon, Hunter Reay, Kanaan, Junqueira, Andretti, Power, Meira, Manning e Viso nelle prime dieci posizioni. Wilson si ferma in pista al 22° passaggio, ma in zona sicura, quindi la gara prosegue. Briscoe e Dixon sono a più di 10 secondi dal gruppo e ormai sembrano loro i pretendenti alla vittoria, anche perchè, dopo i primi giri, la safety car non è più rientrata in pista.
Al 35° giro ricominciano le soste dei primi, che solo per qualche giro hanno lasciato spazio a chi avevano anticipato la sosta e che poi via via hanno lasciato via libera ai più veloci. Kanaan è ancora il primo seguito da Hunter Reay; al ritorno in pista di questo, Kanaan tenta un duro attacco, ma l’americano si difende bene. Prima che anche gli altri si fermino al pit, però, esce la seconda caution della giornata: Meira, in lotta con Viso per la sesta posizione, viene buttato fuori dal venezuelano, che imprudentemente allarga la traiettoria quando il brasiliano è ormai affiancato lanciandolo nelle barriere. Tutti approfittano per rifornire, compresi Kanaan e Hunter Reay, settimo e ottavo.
Questi ultimi, però compiono un veloce splash riuscendo a riguadagnare delle posizioni; in particolare Hunter Reay brucia Briscoe e quasi anche Dixon, uscendo terzo dietro proprio a Dixon, mentre Briscoe è solo quarto. Davanti a tutti c’è Manning, che non ha rifornito, dato che lo aveva fatto due giri prima della safety car. In questo frangente si sfiora la tragedia quando Danica Patrick riparte troppo brutalmente dalla piazzola e finisce in testa coda sbattendo contro il muretto dei box schivando per un pelo i meccanici Ganassi di Dixon intenti a liberare la piazzola. Si riparte al 44° passaggio; Briscoe passa Hunter Reay alla prima curva, ma l’americano ripassa il pilota di Penske subito dopo; l’australiano non molla e ripassa ancora Hunter Reay alla chicane. Un duello davvero avvincente.
Dietro Junqueira passa Rice per la sesta posizione; anche Andretti riesce a passare il pilota americano, ma Rice, lo risupera poco dopo. Il giro non fa in tempo a finire che le bandiere gialle bloccano tutti un’altra volta. Bernoldi è uscito da solo alla prima curva senza impattare, ma per il brasiliano sono necessari degli aiuti esterni per lasciare la vettura e dell’ambulanza per lasciare la pista. Durante la caution avviene il finimondo: prima Foyt tampona la Duno rea di aver inchiodato a causa di un rallentamento davanti a se, poi il colpo di scena: Dixon, mentre scaldava le gomme zigzagando, finisce in testa coda e viene centrato da Briscoe subito dietro di lui.
Entrambi riescono a ripartire, ma attardatissimi: Dixon 15° e Briscoe 16°. I continui incidenti protraggono la safety car per molti giri, e la situazione avvantaggia Manning, in testa e ormai certo di arrivare al traguardo anche senza rifornire. Si riparte a 9 giri dalla fine; Manning viene infilato subito da Hunter Reay, ma pochi secondi dopo tutto ancora fermo a causa dell’incidente di Camara, andato a muro alla curva sei. Durante la caution non succede niente e si può ripartire a meno sei dalla bandiera a scacchi. Il gruppo si sgrana regolare e nessuno compie manovre azzardate; Rahal riesce a passare Mutoh salendo ottavo, mantre Dixon e Briscoe scavalcano alcuni avversari lenti e riescono a risalire fino all’undicesima e dodicesima posizione, ma ormai la gara è finita e i due non possono recuperare ulteriormente.
L’ordine d’arrivo:
- Ryan Hunter-Reay - Rahal-Letterman Racing - 60 giri in 1h54′01"179
- Darren Manning - A.J. Foyt Enterprises - a 2"400
- Tony Kanaan - Andretti Green Racing - a 2"400
- Buddy Rice - Dreyer & Reinbold Racing - a 4"105
- Marco Andretti - Andretti Green Racing - a 4"811
- Bruno Junqueira - Dale Coyne - a 5"313
- Mario Moraes - Dale Coyne - a 5"808
- Graham Rahal - Newman-Haas-Lenigan Racing - a 8"624
- Hideki Mutoh - Andretti Green Racing - a 9"456
- Ernesto Viso - HVM Racing -a 10"178
- Scott Dixon - Target Chip Ganassi Racing - a 10"860
- Ryan Briscoe - Team Penske - a 11"045
- Mario Dominguez - Pacific Coast Motorsports - a 11"595
- Danica Patrick - Andretti Green Racing - a 12"777
- Will Power - KV Racing Technology - a 26"659
- Helio Castroneves - Team Penske - a 1 giro
- Ed Carpenter - Vision Racing - a 1 giro
- Jaime Camara - Conquest Racing - Ritirato
- A.J. Foyt IV - Vision Racing - Ritirato
- Milka Duno - Dreyer & Reinbold Racing - Ritirato
- Enrique Bernoldi - Conquest Racing - Ritirato
- Vitor Meira - Panther Racing - Ritirato
- Oriol Servia - KV Racing Technology - Ritirato
- Dan Wheldon - Target Chip Ganassi Racing - Ritirato
- Justin Wilson - Newman-Haas-Lenigan Racing - Ritirato
- Jay Howard - Rorh Racing - Ritirato
La classifica piloti: