1000 KM DI MONZA, DUELLO AL LIMITE DEL REGOLAMENTO TRA AUDI E PEUGEOT. VINCONO LAMY E SARRAZIN, PAURA PER ORTELLI

Il podio della 1000 km di Monza

Monza, Italia, prima della partenza della 1000 km di Monza tutto sembrava pendere a favore dell Peugeot, che non solo avevano monopolizzato la prima fila lasciando le Audi in seconda staccate di oltre un secondo, ma avevano ricevuto anche il regalo da parte della casa di Ingolstadt quando la R10 di Premat e Rockenfeller era stata riportata ai box ancora prima del via per un problema tecnico.

A questo punto alla partenza c’era solo la vettura di Capello e McNish a infastidire le due 908 HDI FAP francesi, ma nelle prime battute di gara il passo della Peugeot era insostenibile. Poi una foratura ha fatto temere il peggio per Capello, che è quasi decollato subito dopo l’Ascari, ma fortunatamente è riuscito a tornare ai box per le riparazioni. Tutto il male vine per nuocere in casa Audi, che sembrava destinata a soccombere totalmente, ma una mano è arrivata dal cielo; la safety car, entrata in pista per l’incidente di Capello, ha consentito a Rockenfeller di riavvicinare le prime posizioni e di ritornare in gioco.

Successivamnte la Peugeot di Minassian e Genè è costretta ad una lunga sosta per un problema ad un semiasse e così l’Audi di Premat è riuscita a riportarsi in seconda posizione. La gara è serratissima, ma l’Audi è ancora distante dalle prestazioni della Peugeot, che riesce a prendere il largo con Lamy e Sarrazin, finchè non si sfiora la tragedia: la Courage Oreca con al volante Stephane Ortelli subisce un guasto meccanico in pieno rettilineo d’arrivo poco prima della prima variante. La vettura del pilota belga decolla e dopo un paio di loop ricade sulle barriere della via di fuga fortunatamente dritta e non capovolta.

Nel volo la Courage sfiora pericolosamente l’Audi di Capello, ma senza investirla. Si vivono attimi di paura per le sorti di Ortelli; i soccorsi arrivano tempestivi e durante i lunghi minuti occorsi per estrarre il pilota dall’abitacolo non si riesce a capire bene quali siano le sue reali condizioni. Alla fine il pilota viene estratto e portato all’ospedale di Monza dove gli viene riscontrata la frattura della caviglia; una lesione abbastanza grave che terrà Ortelli lontano dalle gare per un bel po’, ma fortunatamente il pilota residente a Monte Carlo non è in pericolo di vita.

La safety car resta in pista per moltissimi giri e così molti concorrenti si fermano al pit per rifornire rimescolando ancora le carte in tavola; alla ripartenza è l’Audi di Rockenfeller a comandare e ormai manca poco alla fine della gara. La Peugeot di Lamy, però è più veloce e in poco tempo è già negli scarichi dell’Audi. Il prototipo francese le prova tutte, ma non riesce a superare quello tedesco, finchè, esasperato, Lamy tenta l’attacco alla prima variante, ma finisce lungo nella via di fuga.

Tagliando la chicane la Peugeot si ritrova prima, ma per regolamento deve cedere la posizione guadagnata illecitamente; il portoghese se ne frega e tira dritto, così i commissari di gara lo puniscono con uno stop & go; prima di scontarlo, però Lamy vinene attaccato e superato prima della Parabolica da Rockenfeller; i due sono in piena bagarre, ma inutile visto la punizione incombente sulla Peugeot.

Le vetture passano davanti ai box, ma Lamy non si ferma ancora, anzi, sfrutta il rettilineo per riportarsi a finaco di Rockenfeller, ma la sua posizione è esterna rispetto alla prima piega della prima variente; le due vetture arrivano praticamente appaiate, ma nessuna delle due cede e così si arriva all’evitabilissimo contatto: Lamy sterza deciso contro l’Audi di Rockenfeller, le vetture si toccano e ad avere la peggio è prorpio il prototipo tedesco, che esce dalla curva con una gomma a terra a causa del contatto.

Alla fine del giro entrambe le vetture entrano al pit; la Peugeot per lo stop & go di un secondo e l’Audi per cambiare ruota. Nel box Audi la rabbia è tanta, con Wolfgang Ullrich infuriato e Premat ancora di più; ormai mancano pochissimi giri, la Peugeot di Lamy è lanciata verso la vittoria indisturbata, mentre Rockenfeller riesce a chiudere secondo.

In LMP2 la Porsche ha dominato e alla fine a vincere è stata la coppia Nielsen e Elgaard, che ha sfruttato un incidente occorso alla vettura gemella di V.Merkesteijn e Verstappen. In LMGT1 la lotta serratissima tra Corvette e Aston Martin è stata vinta proprio dalla berlinetta inglese di Garcia ed Enge, anche se nelle prime ore di gara la Corvette di Beretta aveva dettato legge. In LMGT2 Nielsen, Westbrook e Simonsen, su Porsche, hanno vinto dopo la squalifica della Porsche di Lietz e Narac per irregolarità tecnica. Le Ferrari, invece si sono dovute arrendere alle numerose forature, ben tre per la più veloce di Bell e Bruni.

L’ordine d’arrivo:

  1. Lamy/Sarrazin - Peugeot 908 HDi FAP - LMP1 - 173 giri in 4h59′07"955
  2. Premat Rockenfeller - Audi R10 TDI - LMP1 - 47"672
  3. Primat/Tinseau - Pescarolo Judd - LMP1 - 4 giri
  4. Kerr/Jouanny - Creation CA07 Aim - LMP1 - 4 giri
  5. Minassian/Gene - Peugeot 908 HDi FAP - LMP1 - 6 giri
  6. Capello/McNish - Audi R10 TDI - LMP1 - 7 giri
  7. Tappy/Ickx/Short - Pescarolo Judd - LMP1 - 7 giri
  8. Elgaard/Nielsen - Porsche RS Spyder - LMP2 - 8 giri
  9. Van Merksteijn/Verstappen - Porsche RS Spyder - LMP2 - 8 giri
  10. Lammers/Theys/Lienhard - Porsche RS Spyder - LMP2 - 9 giri
  11. Erdos/Newton - MG Lola EX 265 MG - LMP2 - 9 giri
  12. Lahaye/Ragues - Pescarolo - Judd - LMP2 - 10 giri
  13. Pourtales/Noda - Lola - Mazda - LMP2 - 11 giri
  14. Pla/Amaral - Lola B05/40 AER - LMP2 - 12 giri
  15. Enge/Garcia - Aston Martin DBR9 - LMGT1 - 14 giri
  16. Beretta/Moreau/Goueslard - Corvette C6.R - LMGT1 - 14 giri
  17. Mucke/Charouz - Lola Aston Martin - LMP1 - 15 giri
  18. Hughes/Harberfeld - WF01 Zytek - LMP2 - 18 giri
  19. Blanchemain/Dumez/Manopoulosf - Corvette C6.R - LMGT1 - 18 giri
  20. Rusinov/Kox - Lamborghini Murcielago R-GT - LMGT1 - 20 giri
  21. Nielsen/Westbrook/Simonsen - Porsche 997 GT3 RSR - LMGT2 - 22 giri
  22. Belicchi/Zacchia/Pompidou - Lola B08/80 Coupé Judd - LMP2 - 22 giri
  23. Ehret/Kaffer - Ferrari F430 GT - LMGT2 - 22 giri
  24. Aucott/Daoudi - Ferrari F430 GT - LMGT2 - 23 giri
  25. Chiesa/Leuenberger - Spyker C8 Laviolette GT2R - LMGT2 - 26 giri
  26. Casadei/Basso/Kutemann - Ferrari F430 GT - LMGT2 - 27 giri
  27. Lieb/Davison - Porsche 997 GT3 RSR - LMGT2 - 32 giri
  28. Paltalla/Daniels/Sugden - Porsche 997 GT3 RSR - LMGT2 - 38 giri
  29. Dumbreck/Kelleners/Vasilisev - Spyker C8 Laviolette GT2R - LMGT2 - Non classificati
  30. Kane/Foster - WF01 Zytek - LMP2 - Non classificati
  31. Nicolet/Faggionato - Pescarolo - Judd - LMP1 - Non classificati
  32. Ortelli - Ayari - Courage-Oreca LC70 Judd - LMP1 - Non classificati
  33. Collard/Boullion - Pescarolo Judd - LMP1 - Non classificati
  34. Bell/Bruni - Ferrari F430 GT - LMGT2 - Non classificati
  35. Barazi/Vergers/Rees - Zytek 07S Zytek - LMP2 - Non classificati
  36. Didaio/Francioni - Lucchini - Judd - LMP2 - Non classificati
  37. Schroyen/Gosselin/Ojjeh - Zytek 07S Zytek - LMP2 - Non classificati
  38. Balandras/Lecourt/Belloc - Porsche 997 GT3 RSR - LMGT2 - Non classificati
  39. Burgueno/de Castro - Epsilon Euskadi Judd - LMP1 - Non classificati
  40. Salini/Salini/Roussel - Patrice WR Zytek - LMP2 - Non classificati
  41. Panis - Lapierre - Courage-Oreca LC70 Judd - LMP1 - Non classificati
  42. ried/Felbermayr jr/Felbermayr - Porsche 997 GT3 RSR - LMGT2 - Non classificati
  43. Lueders/Petersen/Rostan - Radical SR9 AER - LMP2 - Non classificati

La classifica piloti:

  1. Premat, Rockenfeller, Genè, Minassian, punti 16
  2. Lamy, Sarrazin, 11
  3. Primat, Tinseau, 9
  4. Charouz, Mucke, Capello, McNish, 7
  5. Boullion, Collard, Kerr, Hall, 5
  6. Ickx, 4
  7. Barbosa, Short, 2

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