ASSEN, LE PAGELLE DEL GRAN PREMIO D’OLANDA

Assen, Olanda, il GP d’Olanda ha riaperto la lotta per il titolo iridato a Casey Stoner che, in un solo colpo, ha recuperato 20 punti su Valentino Rossi, il quale, però, ha perso la leadership della classifica a favore di Dani Pedrosa, che con il podio di Assen, si è portato in vetta con 4 punti. I tre sono racchiusi in 29 punti e proprio lo spagolo della Honda sembra il più in diffficoltà con una moto non all’altezza della Yamaha e della nuova Ducati, ma fino ad ora ha potuto contare su una costanza impressionante. Tra conferme e delusioni vediamo le pagelle del TT di Assen:
Casey Stoner 10 lode: il suo è stato il weekend perfetto dove è mancato solo il duello con Rossi il sabato, ma questo non per colpa sua. Come a Donington abbiamo rivisto lo Stoner di un anno fa, un pilota preciso, sicuro di se e del mezzo, veloce e imprendibile. Nelle libere ha tenuto tutti lontano, in qualifica si è sudato la 3° pole stagionale e in corsa ha seminato tutti. Questo Stoner, con questa Ducati, può tornare in vetta alla classifica ed ora Rossi e Pedrosa dovranno sudarsela tutte le domeniche.
Dani Pedrosa 8: all’inizio del weekend era nelle retrovie, poi è cresciuto fino ad essere il più veloce sul bagnato e sfiorare la pole position il venerdì. Sabato, però, ha visto per pochi chilometri gli scarichi di Stoner e poi solo il vuoto. L’australiano era imprendibile e così, con la caduta di Rossi, ha raccolto quanto più possibile ed è tornato nuovamente al primo posto in classifica. Sarà dura per lui conservarlo se la Honda non rimarginerà il poco gap che la divide da Yamaha e Ducati e, soprattutto, se non riuscirà a fare la differenza anche fuori dai confini spagnoli. Al Sachsenring lo scorso anno interruppe il dominio di Stoner e tutti si aspettano da lui una gran prova da leader del campionato anche quest’anno.
Colin Edwards 8: come sempre l’americano sorprende tutti con una prestazione maiuscola con la sua Yamaha clienti. Questa volta, come a Le Mans, è arrivato il podio e il primo posto tra le Yamaha. Un ringraziamento va al connazionale Nicky Hayden che gli regala proprio il gradino più basso del podio sul traguardo, ma questo è sembrato più un regolamento dei conti con la dea bendata che nel 2006 decise che all’ultima curva Edwards dovesse cadere quando aveva in mano il successo regalandolo ad Hayden dopo un duello mozzafiato. Se riuscisse a partire meglio anzichè ritrovarsi sempre in mezzo al gruppo alla prima curva, magari si giocherebbe il podio con più costanza. La MotoGP e il team Tech3 sentiranno molto la sua mancanza se l’anno prossimo dovesse tornare davvero in Superbike.
Nicky Hayden 8: fino ad oggi lo abbiamo criticato perchè non guidava da ex campione del mondo. Ad Assen, una delle sue piste preferite insieme a Laguna Seca, è tornato ad essere il vero Kentucky Kid e solo la sfortuna gli ha portato via il podio meritato al 100%. Fin dal giovedì è rimasto costantemente con i primi segno che se riesce a trovare l’assetto giusto può puntare sempre al podio. Già dal prossimo appuntamento in Germania deve confermare quanto fatto in Olanda altrimenti Assen andrà nel dimenticatorio presto.
Andrea Dovizioso 8: l’apprendistato del rookie italiano sta dando i suoi frutti. Il Dovi è sempre costante e, anche quando nelle libere o nelle qualifiche fa credere di non poter stare con i primi, alla fine porta a casa sempre un ottimo piazzamento che lo mette in mostra. Tenersi poi dietro l’ex rivale nella 250cc, Jorge Lorenzo, è un gran risultato anche vista la differenza di moto e il grande inizio stagione dello spagnolo.
Jorge Lorenzo 7: come nelle ultime gare recupera bene dal fondo e conclude nei primi 10. Partire dalla pole position come nei primi GP lo aiuterebbe a lottare per il podio, ma, soprattutto, deve riuscire a trovare il ritmo gara fin dai primi giri, e non solo dopo la prima metà, come faceva ad inizio stagione. Quello che lo penalizza sono le prove libere dove fatica a trovare l’assetto giusto e forse questa è una lacuna che deve assolutamente recuperare prima della stagione 2009 se vorrà essere un protagonista assoluto.
Chris Vermeulen 7: il discorso, negli ultimi GP, per l’australiano della Suzuki è sempre lo stesso. Sfrutta al massimo una moto per nulla competitiva cercando di stare davanti a ossi duri come Lorenzo e Dovizioso. Peccato che lo sviluppo della Suzuki sia rallentato dagli infortunii di Loris Capirossi e dallo stesso Chris che non riesce ad essere lo sviluppatore di cui ha bisogno il costruttore giapponese.
Shinya Nakano 7: un’altro risultato positivo per il giapponese, che, nonostante i tempi modesti in prova, questa volta ha disputato una gara tutta d’attacco con la Honda clienti. Non va forte quanto Dovizioso o il suo stesso compagno di team che hanno la stessa moto, ma, proprio differentemente da Alex de Angelis, è costante e porta a casa punti importanti per la sua classifica e tanti dati essenziali per il team.
James Toseland 5: su una pista che conosceva già dai tempi della Superbike non ha trovato il solito ritmo che lo vedeva lottare per le posizioni di vertice. La caduta a Donington lo ha un pò demoralizzato, ma rispetto a Lorenzo e Dovizioso, debuttanti come lui in MotoGP, ha un rendimento poco costante e qui in Olanda aveva un ritmo davvero imbarazzante. Lo attendiamo nei prossimi appuntamenti per vedere se ritroverà il ritmo di qualche gara fa.
Sylvain Guintoli 6: mentre Stoner vola, Marco Melandri e Toni Elias arrancano con la Ducati, lui riesce da qualche tempo a questa parte a metterci del suo, segno che il suo compagno di team e Macio sono bloccati più da qualcosa di psicologico che da qualcosa di tecnico. Nel francese non vediamo le qualità del campione, ma sicuramente un pilota che cerca sempre di dare il massimo, a volte commettendo errori come quello di sabato quando ha commesso un leggero dritto. Se continuerà su questa strada riuscirà a togliersi qualche soddisfazione, magari entrando nella top 10 sfiorata per pochi decimi sabato.
Valentino Rossi 4: quando ci vuole ci vuole. Aveva la possibilità di battere Stoner e allungare in modo decisivo su Pedrosa, invece, ha esagerato e commesso un errore costatogli 20 punti. Errori come questo Vale ne ha commessi uno a Valencia nel 2006 e uno lo scorso anno al Sachsenring segno questo che ogni tanto anche il Dottore subisce la pressione degli avversari e sbaglia. Una caduta in una stagione ci può stare, ma questa, probabilmente, era la gara sbagliata per farlo. In Germania Rossi può tornare a vincere in una pista dove sa andare forte.
Toni Elias 3: probabilmente non ci credeva neppure lui che era tornato a lottare con Valentino, ma subito si sarà svegliato dal sogno capendo che questa volta Rossi era li per un suo errore e dopo averlo preso lo ha seminato come sempre. Lo spagnolo rischia davvero il posto e l’unica consolazione del weekend è non essere tornato a casa con qualche ossa rotta dopo 4 anni di sfortune sul tracciato Olandese.
Marco Melandri 3: se uno come Guintoli, che non ha di certo il talento di Macio, gli rifila 20 secondi in gara vuol dire che non è colpa della Ducati, ma della sua testa. Tornare quello di una volta è possibile anche se difficile e noi lo aspettiamo perchè crediamo in lui.
Anthony West 4: fino a sabato scorso gli dicevamo bravo perchè al contrario di John Hopkins almeno portava al traguardo la Kawasaki, ora neppure questo. L’australiano è vittima di un team non all’altezza della MotoGP che ha puntato anche su di lui per crescere, ma lui non ha le qualità per farlo.
Alex de Angelis 3: il san marinese non può andare avanti così. Ancora una volta aveva il ritmo per fare una gran gara e con Valentino fuori e il problema finale di Hayden avrebbe anche potuto esserci lui al posto di Edwards. Invece è volato al primo giro buttando all’aria un’altra occasione per maturare. Gresini ha visto bene puntando su di lui, perchè il talento c’è, ma deve assolutamente togliersi il vizio di cadere altrimenti non farà molta strada in MotoGP.
Randy de Puniet s.v.: in prova è andato bene come ci si aspetta da lui, la gara è ingiudicabile perchè Rossi lo ha buttato a terra dopo poche curve dal via. Per il francese era una bella occasione e per una volta non ha sprecato via tutto per colpa sua. Sfortunato!
John Hopkins 2: non ha preso il via e come con Loris Capirossi non avremmo dovuto dargli un voto, ma l’americano della Kawasaki l’ha combinata troppo grossa dopo tante cadute in gara. Ora si è anche fatto male rischiando di lasciare il team senza il pilota di punta, che ha per ora deluso le aspettative. Qaundo era in Suzuki John era un altro pilota, veloce, regolare e cadeva poco. La Kawasaki non è neppure all’altezza della Suzuki, ma era lui che doveva farla crescere e non c’è ancora riuscito.