Brno, le pagelle del Gran Premio di Repubblica Ceca

Valentino Rossi, Toni Elias e Loris Capirossi sul podio di Brno, Repubblica Ceca

Brno, Repubblica Ceca, la seconda caduta consecutiva di Casey Stoner ha forse messo fine alla lotta per il titolo piloti perchè ora recuperare 50 punti su Valentino Rossi è impresa assai difficile. Il GP della Repubblica Ceca è stato anche il gran premio di Toni Elias, capace di andare sul podio per la prima volta con la Ducati, di Loris Capirossi, anche lui al primo podio con il nuovo team, e di Anthony West, questa volta davvero in forma, ma soprattutto della figuraccia della Michelin che non ha retto il confronto con una super Bridgestone sempre più vicina a fare della MotoGP un monomarca giapponese come nelle quattro ruote con la Formula 1. Vediamo ora le pagelle del GP della Repubblica Ceca:

Valentino Rossi 10: manca la lode perchè non era sicuramente il più veloce in confronto a Stoner, ma come a Laguna Seca è stato più attento del rivale portando a casa il massimo risultato, e questa volta, con il minimo sforzo. Ora per vincere il titolo che gli manca da due anni deve solo controllare l’australiano, ma da lui non ci aspettiamo di certo una tattica attendista da qui alla fine della stagione.

Toni Elias 9: la più bella prova da quando è in Ducati, e per la prima volta nel 2008 è tornato ad essere il pilota che negli ultimi due anni sapeva farsi rispettare nella classe regina. Lo spagnolo dopo aver visto Stoner e Rossi lottare da cicino quando veniva doppiato questa volta non li ha proprio visti, ma ha conquistato un podio che vale oro soprattutto con l’ombra di Sete Gibernau che incombe su lui e Marco Melandri. Nei prossimi appuntamenti dovrà confermare di poter lottare con i primi per confermare quanto di buono fatto fino ad ora.

Loris Capirossi 9: anche lui è tornato il Capirex di una volta. Bellissima la lotta vinta con Chris Vermeulen, Anthony West e John Hopkins che sembrava averlo proiettato verso una doppietta italiana insieme a Rossi, poi però il ritorno di Elias gli ha tolto il 2° posto, ma non un podio meritato. Grazie a lui e a Vermeulen la Suzuki sta tornando competitiva e da qui a Valencia ci attendiamo da Loris qualche altro podio.

Shinya Nakano 8: la Honda ufficiale gli ha dato quel qualcosa in più che gli mancava. E’ andato fortissimo e solo una brutta partenza gli ha negato il podio che era alla sua portata. Dopo le critiche rivolte alla HRC per aver dato al giapponese la moto 2009, invece che ad Andrea Dovizioso o Alex De Angelis, bisogna congratularsi con Shinya per aver approfittato al meglio dell’occasione. Nelle prossime gare potrebbe anche riuscire a salire sul podio se troverà maggior feeling con la nuova moto e se le Bridgestone umilieranno ancora le Michelin.

Anthony West 7: bella gara davvero. Inizialmente non riesce a tenere testa a Capirossi, Vermeulen e Hopkins, ma poi la miglior regolarità lo porta a stare davanti proprio al compagno di squadra e all’australiano della Suzuki. Per la Kawasaki questo è un ottimo risultato che rende meno amara la stagione e il fatto di essere ancora la cenerentola della MotoGP. Ora Anthony deve confermarsi più veloce di Melandri per convincere i vertici della Verdona a rinnovargli il contratto per il prossimo anno.

Chris Vermeulen 6: non è stato il Chris versione Laguna Seca, ma i bei sorpassi a inizio gara hanno fatto divertire tutti. Alla fine deve mollare a causa delle gomme troppo consumate, ma insieme a Capirossi dimostra che la Suzuki è finalmente in crescita. Anche lui come il compagno di team può ancora puntare al podio grazie alle gomme giapponesi e a un Pedrosa non al 100%.

Marco Melandri 5: sfrutta al meglio le gomme Bridgestone ed evita figuracce tenendosi dietro i piloti Michelin più Alex De Angelis, anche lui con pneumatici giapponesi. I 21 secondi da Elias, però, mettono in ombra questo tentativo di rinascita e il posto è sempre più in bilico a favore di Sete Gibernau pronto al rientro dopo più di un anno di riposo a casa.

Alex De Angelis 5: questa poteva essere l’occasione per salire per la prima volta sul podio, ma il De Angelis di Brno non è quello del Mugello e così si è ritrovato a lottare nelle retrovie con i piloti Michelin che gli hanno fatto perdere tempo prezioso. Negli ultimi giri perde anche il duello con Melandri per il 7° posto.

Andrea Dovizioso 6: la posizione sarebbe da insufficienza, ma alla fine è il miglior pilota Michelin. Il Dovi si è difeso con le unghie nei primi giri, poi ha dovuto desistere e lasciarsi passare da tutti i piloti gommati Bridgestone. Anche Jorge Lorenzo ha tentato nel finale di passarlo, ma alla fine l’italiano ha tenuto alla grande la posizione tenendosi dietro il suo ex rivale della 250cc.

Jorge Lorenzo 5: per i piloti gommati Michelin è difficile capire quanto demerito abbiano loro e quanto le gomme. Nel caso dello spagnolo, però, possimo dire che non è per nulla il Lorenzo di inizio stagione e ancora una volta soffre psicologicamente per la paura di farsi davvero male e solo nel finale di gara riesce a trovare il ritmo giusto. Se non risolverà questi problemi difficilmente tornerà ad essere veloce e pericoloso come si aspettano tutti.

John Hopkins 6: sembrava che l’americano della Kawasaki fosse tornato in piena forma dall’infortunio di due mesi fa ed invece alla fine ha dovuto mollare una possibile 4° posizione per via del dolore. Nonostante questo ha disputato una bella prova che dovrà essere ripetuta presto per riuscire a far crescere la Verdona ancora troppo indietro rispetto alle avversarie.

Sylvain Guintoli 4: è stato il peggior pilota Ducati e il peggior pilota Bridgestone. Nella domenica dove avrebbe potuto conquistare un bel piazzamento nella top 10, visti anche i risultati di Melandri ed Elias, è rimasto nelle retrovie. Quando Elias riesce ad esprimersi al meglio il francese fa sempre brutte figure non riuscendo neppure a fare del suo meglio.

James Toseland 5: le Yamaha, a parte quella di Rossi, e le Michelin oggi erano da censura. L’inglese, su una delle piste che conosce, ha potuto solo tenersi dietro il compagno di team Colin Edwards e lo spagnolo Dani Pedrosa, ancora infortunato. Non si può dire dunque che il 13° posto sia tutta colpa sua, ma anche per lui questa era un’occasione per fare bene.

Colin Edwards 4: da quando ha firmato il prolungamento del contratto non è più lui. Come per Toseland moto e gomme non erano da posizioni di vertice, ma lui è uno dei veterani e per questo avrebbe dovuto metterci del suo per fare meglio.

Dani Pedrosa 5: ha avuto il coraggio di tornare in pista nonostante le condizioni fisiche non fossero al 100% e la sfortuna ha voluto che lo facesse nel weekend più difficile per le gomme Michelin e per il team Repsol. Le speranze di lottare per il titolo erano svanite già a Laguna Seca, ora, con 65 punti da recuperare da Rossi, può solo sperare di vincere la 3° gara stagionale nel terzo appuntamento spagnolo a valencia.

Randy De Puniet 4: il francese fa registrare il record di cadute nello stesso weekend raggiungendo quota 6. Anche in gara cade e si rialza, ma conclude ultimo ad un soffio da Pedrosa. A questo punto si è capito che Lucio Cecchinello ha sbagliato pilota per puntare a giocarsela con gli altri due team satelliti della Honda, quello Gresini e quello JiR Scot.

Casey Stoner 4: l’australiano stava disputando un altro dei suoi soliti weekend perfetti, poi, però, non ha voluto ascoltare i primi sintomi di consumo della sua gomma anteriore ed è finito a terra. Dal GP di Francia è costretto ad andare al massimo prendendosi tutti i rischi possibili per vincere e tenersi dietro Rossi e dunque non possiamo criticarlo per la scelta di aver continuato a tirare, però, la gara era ancora all’inizio ed è stato stupido non gestire le gomme per la seconda metà del gran premio. Ora la riconferma del titolo è sempre più lontana, ma sappiamo che non mollerà e che ci farà divertire fino alla fine.

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