DONINGTON, LE PAGELLE DEL GRAN PREMIO DI GRAN BRETAGNA

Il podio del GP di Gran Bretagna

Donington, Inghilterra, la Ducati è tornata a vincere e a convincere con un Casey Stoner che ha ritrovato il sorriso e la sicurezza di un tempo. La Rossa di Borgo Panigale sembra aver risolto, almeno per quel che riguarda l’australiano, i problemi che l’avevano rallentata negli scorsi GP grazie al nuovo controllo di trazione. Rossi ha limitato i danni in ottica campionato su Stoner e ha messo qualche altro punticino tra lui e Pedrosa, il più regolare dei tre pretendenti al titolo. Ecco dunque le pagelle del GP di Gran Bretagna:

Casey Stoner 10 lode: è stato il più veloce per tutto il weekend, imprendibile come lo scorso anno, ha sempre rifilato mezzo secondo a tutti gli avversari in ogni condizione e alla fine del GP dominato era rilassato e per nulla provato come se fosse stato facile e naturale per lui tenere un ritmo simile. Dopo i podi al Mugello e a Barcellona aspettavamo la vittoria che è arrivata presto e in tempo per rilanciarsi nel campionato. Il divario da Rossi è ancora molto, ma con la Ducati di ora si può tornare a lottare per vincere su ogni circuito e Vale, probabilmente, comincia già a sognare incubi in rosso come un anno fa.

Valentino Rossi 8: in difficoltà nelle prove libere, ha prima disputato un’ottima qualifica e poi ha estratto dal cilindro l’assetto giusto anche per l’asciutto. Con uno Stoner cosi’ anche lui a volte deve ingoiare il boccone amaro della sconfitta, ma nonostante tutto si tiene dietro Pedrosa, il più vicino dei due in campionato e prepara la rivincita già tra sei giorni ad Assen. L’unica sbavatura ad Donington è stata quella di non trovare l’assetto giusto nelle prove libere su una pista a lui amica.

Dani Pedrosa 8: alla fine è arrivato terzo su tre, perchè il podio, a meno di grandi stravolgimenti e avvenimenti inaspettati, è sempre una questione tra lui, Stoner e Rossi. Dunque arrivare 3° equivale a una sconfitta sopratutto dopo la bella vittoria a Barcellona. La scusante è che non era al 100% delle condizioni fisiche e dopo le disastrose qualifiche questo era il miglior risultato auspicabile per lo spagnolo. Al ritorno dal circuito che gli ha regalato la prima vittoria in MotoGP, Dani perdere su a Rossi e Stoner i punti guadagnati in Spagna, ma per lui le possibilità di conquistare il titolo rimangono invariate, ed inferiori a quelle di Rossi se non riuscirà ad essere più determinato nei duelli spalla contro spalla.

Colin Edwards 7: Texas Tornado è una costante che sta facendo la fortuna del team satellite Tech3. L’americano è l’uomo di esperienza che sa sfruttare al massimo una moto clienti e la porta sempre vicino ai primi, se non come in Francia sul podio, risollevando un team che lo scorso anno navigava sempre nelle retrovie. Sulla pista inglese, però, Colin ha sofferto più del dovuto, visto che questa e’ sempre stato un tracciato che lo ha esaltato, ma le difficoltà incontrate non lo hanno frenato nella bella rimonta fino al 4° posto. Le voci di mercato lo vedono sempre più vicino alla Ducati per un ritorno in Superbike, e per gli appassionati di MotoGP sarà una perdita che si farà sentire; provate a chiedere ai tifosi spagnolo seduti in tribuna alla prima curva a Jerez che si sono goduti un numero da circo dell’americano.

Andrea Dovizioso 9: a parte Pedrosa con la moto ufficiale, è sempre lui il miglior pilota Honda al traguardo, anche meglio di Nicky Hayden con la seconda RC212V del team Repsol. La moto giapponese 2007 non era per nulla competitiva e nel vedere le gomme di Andrea a fine gara si capisce perchè, ed allo stesso tempo ci chiediamo come faccia l’italiano a finire cosi’ avanti. Il Dovi potrebbe essere l’uomo giusto per la Honda per lottare costantemente per il titolo con due piloti vincenti e se in giappone non si sono ancora accorti di questo allora rischiano di commettere lo stesso errore di quando fecero andare via il dottor Rossi.

Jorge Lorenzo 9: il due volte campione della 250cc è tornato a correre come si deve senza errori e con la grinta giusta. Lo avevamo perso per qualche gara, ma se ora si riconfermerà sui livelli di inizio campionato allora la lotta per il podio sarà un conto a quattro e non più a tre, e per noi ci sarà da divertirsi sicuramente.

Nicky Hayden 5: torniamo a ripetere che un pilota Honda ufficiale non può lottare costantemente per le posizioni di rincalzo. Non tiene il ritmo nemmeno di Dovizioso con la Honda clienti e deve lottare con Chris Vermeulen che guida una Suzuki poco competitiva. L’americano è bocciato e non gli mettiamo quattro per quell’unico alibi costituito dal fatto che il team non lo segue come fa con Pedrosa.

Chris Vermeulen 6: anche lui come Dovizioso lotta prima con la sua moto e poi con gli avversari e l’8° posizione è sicuramente un buon risultato con una Suzuki troppo indietro per puntare più avanti. In assenza di Loris Capirossi ha preso per mano il team e ha disputato un’ottima gara facendo dimenticare l’assenza dell’italiano che speriamo comunque di rivedere ad Assen.

Shinya Nakano 6: anche qui a Donington rischiava di prendersi una bastonata da Alex de Angelis come al Mugello ed invece, come a Barcellona, la sua costanza e maturità ha pagato più dell’irruenza del giovane compagno di team. Per Gresini il giapponese rimane un punto di riferimento importante che mantiene il team in posizione degne anche se non più come quelle di un tempo.

Anthony West 5: come per Nakano valgono le stesse considerazioni tra lui e il compagno John Hopkins, ma a differenza del giapponese non è mai tra i primi, sia per colpa della Kawasaki sia perchè non è di certo un pilota adatto a questa categoria. Almeno questa volta si è tenuto dietro le due Ducati del team ALice e la Suzuki del debuttante Ben Spies.

Toni Elias 4: decisamente non è il Toni delle due stagioni in Honda e i problemi con la Ducati non sembrano potersi risolvere in fretta. Lo spagnolo ha le capacità per tornare quello di una volta e speriamo che Assen non gli porti la solita sfortuna, da quattro anni cade e finisce all’ospedale senza nemmeno prendere parte al GP. Magari proprio sulla pista per lui più sfortunata, Elias troverà la via giusta per risolvere i suoi problemi, e noi gli auguriamo proprio questo.

Randy de Puniet 4: dopo l’ottima prestazione di Barcellona, finita sfortunatamente nella sabbia della via di fuga, il francese è tornato a lottare nelle retrovie. Da lui non ci aspettavamo di certo un podio, ma almeno lottare con i primi 10 era d’obbligo per confermare il buon lavoro fatto in spagna.

Sylvain Guintoli 5: ancora una volta arriva dietro ad Elias e questo non stupisce nessuno. Stupisce, invece, l’ottimo passo tenuto sul bagnato il sabato mattina che in caso di gara bagnata gli avrebbe probabilmente consentito di essere più competitivo. Anche lui come Toni non riesce a trovare il bandolo della matassa con questa Ducati e la categoria è molto selettiva per farsi vedere.

Ben Spies 6: debutta sul circuito inglese dopo essere stato prelevato dalla Superbike americana, non conosceva il tracciato e la pioggia non lo ha di certo aiutato a trovare l’assetto giusto. Con il bagnato non ha sfigurato nel confronto con rain man Vermeulen e questo lo rende un pilota interessante che a molte case potrebbe fare comodo per il mercato americano.

Alex de Angelis 4: poteva essere un’altra occasione per essere li davanti, magari per giocarsela con i suoi ex avversari della 250cc, ma alla fine la solita irruenza lo ha fatto finire a terra ancora prima di iniziare la rimonta dalle ultime file. Il san marinese non può più permettersi questi errori perchè il team ha bisogno di buoni risultati come al Mugello e anche lui ne ha bisogno per maturare e prendere fiducia in se stesso.

Marco Melandri 4: per lui valgono le stesse considerazioni fatte per Elias, ma con l’aggravante di essere nel team ufficiale che fin da inizio anno non lo ha mai lasciato solo. Ora l’ombra di Sete Gibernau incombe sempre più su di lui anche se le ultime voci danno lo spagnolo verso il team Alice, ma allo stesso tempo si parla anche di Hayden sulla Ducati. Vedremo cosa succederà, ma speriamo per Macio che riesca a riprendersi prima di perdere il posto.

James Toseland s.v.: non gli mettiamo un voto insufficiente perchè cadere alla prima curva ci sta, ma nel gran premio di casa ci aspettavamo di più da lui anche in prova. Assen è una pista che conosce meglio, dove ha corso anche in Superbike, e da lui ci aspettiamo un risultato simile a quello del Qatar.

John Hopkins s.v.: l’americano questa volta è stato tradito dalla Kawasaki, ma la sua non sarebbe stata di certo una gara da ricordare. I giapponesi si aspettavano di più da lui e anche noi speravamo che portasse la Verdona almeno ai livelli della Suzuki, ma questo non è successo.

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