ESTORIL, I NUMERI DELLA MOTOGP QUANDO MANCANO SOLO 5 GP CON CASEY STONER A UN PASSO DAL MONDIALE

Estoril, anteprima

Estoril, Portogallo, quello di domenica prossima potrebbe essere il gran premio decisivo della stagione 2007 della MotoGP. Casey Stoner, infatti, è a un soffio dalla conquista del titolo piloti grazie agli 85 punti di vantaggio su Valentino Rossi e ai 103 su Dani Pedrosa a sole 5 prove dalla conclusione. L’australiano deve dunque guadagnarne altri 15 punti su Vale e perderne non più di 3 su Dani per essere il nuovo campione del mondo della classe regina.

Perché avvenga questo, in caso di vittoria di Stoner, Rossi non dovrebbe andare oltre il 6° posto, mentre nel caso in cui arrivi 2°, Valentino non dovrebbe andare oltre l’11° posto e Pedrosa non dovrebbe vincere. Se Casey dovesse arrivare 3° allora sarebbe ancora più improbabile la conquista del campionato perché Vale non dovrebbe andare oltre il 15° posto e Pedrosa dovrebbe arrivare sempre dietro l’australiano.

Se ormai lo spagnolo non è più una minaccia da molto tempo, a causa delle scarse prestazioni sue e della Honda, Valentino può ancora rinviare la festa Ducati di qualche gara, ma anche per lui il campionato è ormai del tetto perso. I 125 punti ancora in palio per chi riuscirà a vincere le ultime cinque prove non sono pochi, ma la grande costanza di Casey rende impensabile ogni tipo di recupero da parte di The Doctor.

Come abbiamo già fatto dopo un terzo e metà stagione andiamo ad analizzare i numeri del motomondiale dopo circa tre quarti del campionato. Tra i piloti Stoner è in testa a tutte le classifiche con 8 vittorie, 10 podi e 5 pole position, inoltre è sempre arrivato a punti in tutte le 13 prove fin qui disputate. Rossi è secondo quanto a vittorie, 3, podi, 6, e pole position, 4. L’italiano però conta ben 2 ritiri e tre arrivi oltre alla 5° posizione, mentre l’australiano è sempre arrivato nei primi cinque.

Da questi numeri si capisce quanto per Rossi sia quasi impossibile recuperare il divario di 85 punti sul leader del mondiale. Diciamo quasi perché i numeri visti non sono la certezza che Stoner non si ritirerà mai nei prossimi GP e nemmeno che Rossi non possa vincere le prossime 5 gare. Quello che dicono i numeri è che la Ducati è sempre stata affidabile e competitiva su ogni pista e Stoner è sempre stato per tutto l’anno veloce e concentrato tanto da togliersi il vecchio soprannome di RollinStoner e prendersi quello di Bastoner.

Rossi e la Yamaha, invece, hanno peccato di frenesia, vedi caduta di Vale in Germania e la rottura del nuovo motore a Misano, nel tentativo di recuperare il divario sulla coppia rivale. In realtà da almeno tre stagioni nella MotoGP bisogna valutare non solo la moto e il pilota, ma anche le gomme. La Bridgestone in poco tempo è diventata competitiva rispetto alla Michelin e quest’anno l’ha addirittura sorpassata in prestazioni. A inizio stagione le Michelin dominavano in prova e tenevano abbastanza il ritmo in gara, ora la Bridgestone domina sia il sabato che la domenica.

Dunque il terzetto Ducati Stoner Bridgestone si è rivelato sotto ogni dubbio il migliore. Le gomme non possono però essere la scusa per Yamaha e Honda degli insuccessi di quest’anno, perché la Ducati e, da qualche gran premio, anche la Suzuki stanno facendo fare ai due colossi giappponesi una gran brutta figura. La Honda è quella che ha deluso maggiormente perchè dopo aver spinto la federazione internazionale a passare agli 800cc ha realizzato la peggior moto degli ultimi 20 anni.

Una sola vittoria, 11 podi e una sola pole position in 13 GP sono troppo pochi per un marchio che fino a pochi anni fa si diceva sconfitta se non monopolizzava tutto il podio. Ma il progetto errato della RC211V non è il solo errore della Honda perché, probabilmente, ha perso molte occasioni per togliersi altre piccole soddisfazioni relegando il campione del mondo Nicky Hayden a secondo pilota senza diritti di sviluppo e concentrando tutto il lavoro su Pedrosa.

Lo spagnolo ha deluso tutti e si è dimostrato incostante e non ancora all’altezza di primeggiare in MotoGP come invece faceva in 250. Inoltre da quando Hayden ha ricevuto qualche modifica per migliorare la guidabilità della sua RC211V ha preso paga dall’americano sia in prova quanto in gara e ora rischia di perdere anche il terzo posto nel mondiale a favore dei due piloti Suzuki. Inoltre, con l’arrivo di Jorge Lorenzo il prossimo anno in Yamaha, la Honda rischia seriamente un’altra stagione incolore e a Pedrosa potrebbe venire a mancare anche il tifo spagnolo.

La Yamaha, invece, si è ritrovata fin da subito con delle gomme inadatte alla propria ciclistica e un motore troppo lontano dalle prestazioni di Ducati e Honda. Lo sviluppo è stato lento e così Rossi ha faticato non poco a tenere testa a Stoner e va dunque applaudita la sua tenacia a non mollare anche quando si è capito che la rimonta era davvero complicata. La casa dei tre diapason ha così totalizzato 3 vittorie, 8 podi e 6 pole position.

La Ducati, come il suo pilota di punta, è prima nella classifica costruttori con un vantaggio di 64 punti sulla Honda e 70 sulla Yamaha grazie alle 8 vittorie e alle 5 pole position di Stoner e ai 13 podi su 13 gare. Il campionato costruttori non è ancora così vicino quanto quello piloti, ma siamo sicuri che gli uomini di Borgo Panigale non vogliono farsi sfuggire nulla in una stagione così perfetta. D’altronde nella classifica dei team sono ancora gli uomini in rosso del Ducati Marlboro Team a dominare davanti al FIAT Yamaha Team.

Per concludere all’Estoril vedremo quanto il nuovo motore Yamaha ha recuperato su quello Ducati perché il lungo rettilineo ricorda quelli in Qatar e Turchia e per la rossa di Borgo Panigale si prospetta un’altra domenica di gloria. Inoltre ci auguriamo come sempre di vedere i nostri piloti, Rossi, Loris Capirossi e Marco Melandri giocarsi la vittoria finale come ci avevano abituato fino allo scorso anno.

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