PAGELLE DI FINE ANNO DELLA MOTOGP

Il gruppo di piloti della MotoGP

A Valencia si è conclusa una indimenticabile stagione di MotoGP iniziata con una inaspettata vittoria di Casey Stoner, al debutto sulla Ducati, e conclusasi con l’ennesimo colpo discena che ha regalato la seconda piazza nel mondiale piloti a Dani Pedrosa ai danni di Valentino Rossi. Vediamo ora i promossi e i bocciati dell’anno analizzando i risultati rispetto alle aspettative iniziali.

Ducati 10 e lode: il 10 è per i grandi risultati ottenuti quest’anno, titolo piloti, costruttori e team. La lode è per le scelte degli anni passati, come passare dalle Michelin alle Bridgestone e l’acquisto di Stoner, criticate da molti, ma alla fine rivelatesi vincenti. Quest’anno la rossa di Borgo Panigale partiva alla pari con Honda e Yamaha, ma per tutto il campionato ha dimostrato di essere la moto migliore con gli 800cc.

Stoner 10: un’annata perfetta dominata dall’inizio alla fine. In una stagione è stato capace di togliersi di dosso il soprannome Rolling Stoner, a causa delle continue cadute, e prendersi quello di Bastoner. Non è stato solo costante e capace di arrivare sempre al traguardo nelle prime 5 posizioni, con 15 podi e 10 vittorie, ma ha vinto anche i duelli spalla contro spalla con Rossi. Niente male, visto che nel 2007 l’obiettivo era solo quello di cercare la prima vittoria in carriera nella MotoGP.

Rossi 7: il voto non poteva essere più alto nonostante le attenuanti. Correre con la Yamaha degli ultimi due anni non deve essere stato facile per The Doctor, se poi si aggiunge la disfatta della Michelin a favore della Bridgestone allora le sconfitte degli ultimi due anni non possono essere solo colpa sua. Quest’anno, però, ha commesso alcuni errori di troppo, che probabilmente non avrebbero cambiato gli esiti del campionato, ma almeno avrebbero potuto mettere più pressione a Stoner. Ora Valentino deve rimboccarsi le maniche ed aiutare la Yamaha a tornare competitiva con le nuove gomme Bridgestone.

Pedrosa 6: quello che doveva essere il vero anti Rossi si è dimostrato ancora una volta incapace di fare la differenza. Nel finale di stagione ha fatto vedere buone cose, ma due sole vittorie in sella alla Honda HRC è poca cosa. Nei duelli spalla contro spalla ha sofferto sia contro Rossi che contro Stoner soprattutto in staccata, ma la colpa è anche della Honda e della Michelin. Il prossimo anno dovrà vedersela anche con Jorge Lorenzo in una sfida tutta spagnola che deve vincere per non diventare un flop.

Capirossi 6: per buona parte della stagione è stato da 5; ad inizio anno partiva per giocarsela con Rossi e Pedrosa, ma fin da subito si è capito che sarebbe stata una stagione difficile. Nel finale di campionato si è ritrovato ed è riuscito anche a conquistare una vittoria in Giappone, la 3° consecutiva. La sufficienza è d’obbligo per ciò che ha dato alla Ducati portandola con la sua esperienza al vertice ed è stato un dispiacere non vederlo al livello di Stoner nell’ultima stagione con la rossa. In Suzuki lo aspettano come l’uomo della svolta e anche noi siamo certi che darà molto anche al team giapponese.

Suzuki 6: la quarta forza del mondiale costruttori quest’anno ha raccolto buoni risultati a inizio stagione, compresa una vittoria sul bagnato a Le Mans con Chris Vermeulen, ma poi è sparita quando Yamaha e soprattutto Honda hanno portato nuove soluzioni in pista. Non aver sfruttato meglio la superiorità delle Bridgestone è un punto a sfavore del team nipponico, ma l’anticipato annuncio di divorzio con John Hopkins ha rallentato lo sviluppo della moto in modo significativo. Ora ci si aspetta un nuovo e decisivo passo in avanti con l’arrivo di Loris Capirossi.

Hopkins 6: da qualche hanno ha saputo far vedere buone cose in sella a una Suzuki per nulla competitiva. Quest’anno la moto lo ha supportato per metà stagione e lui ha sempre dimostrato di saperla sfruttare al meglio e il 4° posto in campionato conferma le sue doti velocistiche. La prima vittoria in MotoGP deve ancora arrivare e la vittoria del compagno Vermeulen non sminuisce i suoi 4 podi e i 10 arrivi nei top 5. La Kawasaki ha fatto un buon colpo a prenderlo.

Vermeulen 6: la sua sarebbe stata una stagione da insufficienza se non fosse per la vittoria a Le Mans, i 4 podi totali e che gli obiettivi di inizio anno sono stati centrati. Rispetto a Hopkins, però, si è perso troppo quando la Suzuki è tornata a soffrire il ritorno di Yamaha e Honda. La crescita rispetto allo scorso anno c’è, ma ci vuole ancora molto per tornare ai livelli da Superbike. Lo aspettiamo nel confronto con Loris Capirossi il prossimo anno.

Hayden 5: poche volte ci siamo accorti della presenza in pista della Honda numero 1 dell’americano. Nemmeno a Laguna Seca è uscito dal letargo e 3 podi sono davvero pochi per un campione del mondo in sella ad una Honda HRC. A inizio stagione ha sofferto per una moto inadatta al suo stile di guida e quando il team gli ha fornito nuove soluzioni è sembrato capace di essere più veloce del compagno Pedrosa. Poi, però, il buon finale dello spagnolo lo ha rimesso nuovamente in ombra e per Kentucky Kid la stagione 2007 si è dimostrata fallimentare. Non gli diamo 4 perchè già si sapeva che la Honda lo avrebbe relegato a scudiero di Pedrosa non permettendogli di difendere il titolo.

Melandri 5: ad inizio anno si pensava che le Bridgestone potessero essere l’unica incertezza per il ravennate ed invece è stata la Honda a tradirlo con una moto inguidabile. Macio, però, non è stato per nulla capace di essere il Melandri degli ultimi due anni. Troppa confusione a inizio anno e troppe cadute nel momento migliore della stagione non gli hanno permesso di lottare per una vittoria in gara. Due secondi posti in Malesia e Francia e un terzo posto negli USA sono un magro bottino. Ci spiace bocciarlo, ma aspettiamo il 2008 per rivederlo costantemente sul podio.

Honda 4: il marchio che spende più al mondo per vincere nella MotoGP e che ha voluto, anzi imposto, il cambio di cilindrata ha costruito la moto peggiore degli ultimi decenni. Dopo aver vinto lo scorso anno con la politica che vuole il mezzo al di sopra dell’uomo, quest’anno incredibilmente ha puntato tutto su un solo pilota, Pedrosa, fornendogli un mezzo che a inizio stagione prendeva paga da Ducati, Yamaha e Suzuki. In questo caso le gomme non centrano, visto che il team Gresini montava le Bridgestone. Durante l’anno l’HRC ha saputo raddrizzare la situazione ritrovando la competitività nel finale di campionato, ma due sole vittorie rendono il 2007 fallimentare. Sicuramente nel 2008 la Honda sarà la moto da battere, ma nel 2007 ha subito una mazzata peggiore di quella del 2004, l’anno del debutto di Rossi in Yamaha.

Yamaha 4: sono due anni che Rossi corre con un mezzo inaffidabile e poco competitivo e sono due anni che l’italiano chiede alla casa dei tre diapason una svolta. Pensare che avere The Doctor come pilota possa nascondere tutti i mali di una moto è impossibile, perchè non si può sperare che gli avversari non progrediscano. Il terzo posto in classifica costruttori è solo merito di Vale, perché, a parte lui, le altre Yamaha lottavano con le Kawasaki e con le Suzuki. Se davvero nel 2009 Rossi lascerà la MotoGP per la Yamaha si prospettano davvero brutti tempi a meno che non ritrovi la competitività del 2005 e Jorge Lorenzo non deluda, in fatto di sviluppo della moto, come Pedrosa.

One Response to “PAGELLE DI FINE ANNO DELLA MOTOGP”

  1. spiritofstluis Says:

    Rossi 7, ma non scherziamo. Merita al massimo un 5

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