Valencia, le pagelle del Gran Premio della Comunità Valenciana

Il podio del Gran Premio di Valencia

Valencia, Spagna, l’ultimo gran premio della stagione della MotoGP ci ha fornito le ultime indicazioni di quello che potrebbe già succedere nel 2009, tra conferme e smentite di questo finale di campionato che ha visto Valentino Rossi e la Yamaha campioni del mondo piloti e costruttori mentre Casey Stoner e la Ducati i vice campioni di entrambe le classifiche. Per la Honda, invece, è stata un’altra annata magra di successi, solo 2 di Dani Pedrosa, con la RC212V ancora al di sotto delle prestazioni delle avversarie. Lo spagnolo, da oggi, dovrà pensare anche a come battere il suo nuovo compagno di team, Andrea Dovizioso, pronto a togliergli la leadership in seno al Repsol Honda Team.

Nicky Hayden, invece, lascia proprio il marchio giapponese per approdare alla Ducati dove troverà tutt’altro ambiente e un amico come compagno di team. Kentucky Kid ha dimostrato in questo finale di stagione di avere ancora il talento per essere protagonista, più di quanto la HRC gli abbia permesso in questi ultimi due anni dopo il successo iridato nel 2006, l’ultimo in casa Honda. Jorge Lorenzo, nonostante non abbia brillato a Valencia, si preannuncia come grande protagonista dopo i tanti problemi psicilogici a metà stagione dovuti alle troppe cadute. Vediamo ora le pagelle del GP di Valencia:

Casey Stoner 10 lode: l’australiano chiude nel migliore dei modi la stagione, soprattutto dopo la prova negativa in Malesia, dimostrando ancora una volta che è lui il candidato numero uno per togliere l’anno prossimo il titolo a The Doctor. Anche a Valencia Fastoner ha messo a frutto la sua solita tattica, quella di imporre subito il suo ritmo mettendo in difficoltà l’avversario di turno, questa volta Pedrosa, che non ha potuto restargli in scia lasciandolo andare in una fuga solitaria. Per la Ducati era importante arrivare davanti alle Honda e Stoner non ha deluso l’aspettativa regalando così il titolo di vice campione del mondo costruttori alla Rossa di Borgo Panigale.

Dani Pedrosa 8: lui da sempre il massimo, e lo si vede, ma questo non basta per battere Valentino o Stoner. La stagione 2008 è stata un calvario, forse più di quella del 2007. Un anno fa, infatti, la Honda e le Michelin sembravano i maggiori imputati dell’insuccesso dello spagnolo, che poi proprio a Valencia era riuscito a conquistare la vittoria e a strappare a Vale il titolo di vice campione del mondo. Quest’anno, invece, non è riuscito nell’impresa di regalare alla Honda il secondo posto nel campionato costruttori e come sempre si è vista la mancanza di quel qualcosa che i veri campioni hanno e che li distinguono dai bravi piloti. Nel 2009 gli servirà fare molto di più per lottare per il titolo.

Valentino Rossi 8: quando agli altri capitano dei gran premi storti dove non riescono a trovare l’assetto giusto le cose vanno tutte storte e cercano di limitare i danni magari puntanto alla top 5. The Doctor, invece, riesce sempre a trovare un asso nella manica, che se non gli consente di vincere, almeno, lo porta a raggiungere il podio come fu a Phillip Island. Sul bagnato Vale poteva essere più competitivo, mentre con l’asciutto la Yamaha ha dato segni di non essere a posto per la pista valenciana, e lo si è visto anche con Lorenzo. Rossi, però, non si è dato per vinto e la rimonta dei primissimi giri è l’ennesima prova di forza del re della MotoGP 2008.

Andrea Dovizioso 9: un’altra grande gara da parte del Dovi, che non ha esitato nel primi giri a mettersi in scia di Vale per scalare la classifica e rifilare un altro gran sorpasso ad Hayden. Il suo apprendistato sulle MotoGP è ufficialmente finito ed ora gli servirà solo prendere confidenza con le Bridgestone per poter essere un vero protagonista nel 2009. Il fatto, poi, che con la Honda clienti e a parità di gomme, abbia messo in difficoltà più volte Hayden vuol dire che il talento per fare bene c’è, come non avevamo mai esitato a dire.

Nicky Hayden 7: poteva essere la sua grande occasione di dire addio alla Honda con una vittoria, se solo avesse piovuto anche ieri, ma alla fine l’asciutto, che lui stesso voleva fin da venerdì, lo ha tradito mettendolo in crisi fin dalle qualifiche. Ancora una volta ha perso il confronto con Dovizioso, che guida una Honda clienti, e questo non è buon segno, ma rispetto all’inizio della stagione il suo finale è molto buono e motivante per il futuro. Lo attendiamo ora alla dura prova che lo aspetterà in Ducati, con una moto che ha messo in difficoltà molti talenti come lui.

Colin Edwards 8: nonostante i circa trenta secondi presi da Stoner, la sua è comunque un’ottima prova considerando che la Yamaha qui non è andata per nulla bene, e che aveva la moto clienti e le gomme Michelin. Le ultime gare hanno risollevato una seconda metà di stagione nera e senza soddisfazioni. Nel 2009 con una moto migliore potrebbe anche regalare nuove emozioni come ad inizio 2008.

Shinya Nakano 7: meno incisivo di Phillip Island e Sepang, ma concreto e, come sempre, regolare. A noi dispiacerà non rivederlo nel 2009 in MotoGP, a meno di ultime sorpese nel mercato piloti, perchè è sempre stato utile alla causa del team Gresini come rovescio della medaglia di un Alex De Angelis troppo spesso pasticcione. Il giapponese non è un talento da titolo mondiale, ma per un team come quello Gresini è sicuramente una pedina importante e lo ha dimostrato anche a Valencia andando a cogliere un buon risultato.

Jorge Lorenzo 6: forse meritava 5, ma alla fine con questa Yamaha ha trovato difficoltà anche Valentino e lui ha dato il massimo per raggiungere una meritata 8° posizione. Sulla pista di casa ci aspettavamo di più da lui, ma le condizioni meteo del weekend hanno rovinato i piani a molti, compreso lui.

Loris Capirossi 7: la Suzuki non è ancora al livello delle migliori moto del campionato e lui l’ha sfruttata al massimo. Peccato per il finale in cui le gomme hanno lasciato incapace Capirex di tenere testa a Lorenzo quando lo spagnolo ha affondato l’attacco. L’inverno servirà a lui e Chris Vermeulen per far crescere una moto troppo indietro nello sviluppo.

Alex De Angelis 6: il san marinese chiude bene la stagione con una top 10 che significa molto dopo tante cadute e troppe delusioni. Se Marco Melandri non avesse commesso un errore nel finale non avrebbe conquistato la 10° piazza, ma per una volta lui è stato cauto e gli altri hanno sbagliato. Ora deve trovare la concentrazione che gli può permettere di non commettere più errori, magari prendendo l’esempio dal suo ex compagno di team, per riuscire a sfruttare il suo talento.

James Toseland 5: la seconda fila di sabato non ci aveva illusi che l’inglese potesse puntare alle primissime posizioni, ma speravamo che tenesse il ritmo almeno all’inizio ed, invece, ha perso subito molte posizioni. La gara di Valencia è stato uno specchio della sua stagione in cui spesso poteva fare meglio o ci si aspettava di più da un campione della Superbike.

Sylvain Guintoli 6: anche questa volta è il miglior pilota Ducati dopo Stoner, anche se Melandri era nettamente più veloce di lui. Alla fine, però, Macio ha esagerato, mentre lui ha portato a casa il massimo risultato alla sua portata. Forse in pochi sentiranno la sua mancanza, ma in Superbike potrebbe anche sorprendere in molti.

Chris Vermeulen 5: rispetto a Capirossi ha disputato un weekend sotto tono senza mai riuscire a sfruttare al massimo la sua Suzuki. Anche sul bagnato non ha reso come poteva, segno di un finale di stagione in calando.

John Hopkins 6: la Kawasaki per tutto l’anno è stata la cenerentola della MotoGP e anche a Valencia non è stata da meno. John però sembra averci messo del suo per mettersi dietro De Puniet e Melandri. Il distacco dal compagno non è tanto, ma ancora una volta è andato più forte dell’australaino.

Randy De Puniet 4: il peggior pilota Honda è stato lui, nonostante guidi lo stesso mezzo di Dovizioso curato da un team forte come quello di Cecchinello. Il francese ha detto poco a Valencia come per tutta la stagione.

Marco Melandri 4: l’insufficienza è solo per un errore, l’ennesimo, in una gara che poteva servire a salvargli in parte la stagione e farlo andare in Kawasaki più carico e fiducioso di se. La bella rimonta era da Macio, quello vero visto raramente nel 2008, ma l’errore è da Melandri versione Ducati.

Anthony West s.v.: l’australiano aveva poco da dire e non ha detto nulla. Lascia il posto a un Melandri che ha dimostrato almeno di voler tornare quello degli anni d’oro del team Gresini, mentre lui lascia la MotoGP nel peggiore dei modi.

Toni Elias s.v.: come settimana scorsa non ce la sentiamo di dare il voto a un pilota che pensa già al 2009 senza curarsi della stagione in corso. Lo aspettiamo nel 2009 per rivedere il vero Elias.

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