ALESSANDRO ZANARDI

Alex Zanardi su Reynard Honda

1996 gran premio di Monterey a Laguna Seca, ultimo giro, curva del Cavatappi. Zanardi attacca Bryan Herta con una staccata micidiale, Alex si infila all’interno, le due vetture si sfiorano. Herta tiene la corda per tentare di rispondere in uscita. Zanardi sembra essere arrivato troppo lungo e passa sopra il cordolo esterno, ma senza dare tempo all’americano si ributta in pista davanti a lui e gli chiude la porta. Due curve dopo Alex passa sotto il traguardo vincendo il gran premio.

Alex Zanardi sorpassa Bryan Herta alla curva del Cavatappi 1996

Il pubblico lo osanna più del compagno di team, l’americano Jimmy Vasser, vincitore del titolo CART 1996. Quel sorpasso è la giusta conclusione di una stagione che ha visto Zanardi grande protagonista di una rimonta nella classifica piloti da metà campionato, cioè dalla sua prima vittoria a Portland. Quella vittoria a Laguna Seca poteva incoronarlo campione se nella gara precedente a Vancouver, quando era in testa, un’incomprensione con un doppiato, per la cronaca P.J. Jones, non lo avesse escluso matematicamente dalla lotta al titolo.

Zanardi si prese la rivincita nei due anni successivi vincendo due volte il campionato CART non solo dominando in entrambe le annate, ma offrendo sempre uno spettacolo irripetibile agli occhi di tutti i tifosi. Per Bryan Herta diventò un incubo, perché al sorpasso di Laguna Seca susseguirono altri due sorpassi mozzafiato a Cleveland nel 1997 e soprattutto a Long Beach nel 1998 (vedi video) quando a due giri dal termine Alex gli soffiò ancora la prima posizione con un’altra manovra delle sue.

Zanardi è sempre stato tra quei piloti che corrono con il cuore, con la passione e con il cervello. Quando lo si guarda correre si vede, oltre all’impegno, quella voglia di divertire e di stupire gli spettatori che non possono non emozionarsi nel scoprire in lui il simbolo dello sport, dare il massimo in ogni condizione senza mai mollare nei momenti più difficili.

Prima di trasferirsi in america aveva tentato la scalata in Formula 1 dal 1991, esordendo in Spagna con la Jordan motorizzata Ford, al 1994. Le vetture che guidava non gli potevano permettere grandi risultati eppure, con il grande cuore che da sempre lo contraddistingue, Alessandro riuscì a conquistare anche un punto nel 1993 con la Lotus motorizzata Ford.

In quattro anni in Formula 1 Zanna Bianca partecipò a 28 gran premi ritirandosi 13 volte e conquistando come migliori risultati un 6° un 7° e un 9° posto. Numeri che non rispecchiano il valore di questo grande campione che solo in America è riuscito a riscattarsi facendo quasi pentire il mondo della Formula 1 di averlo perso, tanto da richiamarlo nel 1999 alla corte di Sir Frank Williams. Ancora una volta, però, la fortuna non girò dalla sua parte perché in quell’anno uno tra i team più forti e gloriosi della Formula 1 si ritrovò in una profonda crisi di risultati.

Alex Zanardi su Williams

Zanardi dopo un solo anno fu scaricato, come se fosse uno qualsiasi, come se nessuno conoscesse il suo reale valore o forse solo perché in questa Formula 1 il cuore e la passione di un pilota contano quasi zero. Alex tornò così in america, nel campionato che lo aveva reso un mito. Con il suo ex capo ingegnere dei tempi d’oro, Morris Nunn, cercò di ricostruire un ciclo vincente e proprio nella gara in cuoi i loro sforzi stavano per essere ripagati…

Alex ha affrontato la sfida più dura e drammatica della sua vita proprio come aveva fatto quel giorno a Laguna Seca, anche se davanti a lui non c’era più un pilota da battere ma una vita da recuperare. Zanardi dopo soli 2 anni dal suo incidente rimontò su una vettura della serie Champ Car per concludere gli ultimi 13 giri di quel gran premio al Lausitzring, facendo emozionare tutto il mondo dei motori per l’ennesima impresa.

Alex Zanardi ritorna alla guida di una vettura CART dopo l'incidente al Lausitzring

Ma ad Alex piace stupire e regalare grandi emozioni, così nel 2004 si iscrive al campionato ETCC con una BMW 320i del team Italy-Spain modificata per permettergli di guidare nonostante le protesi alle gambe. Al grande Zanardi basta poco più di un anno per conquistare la sua prima vittoria sulle vetture turismo ad Oschersleben, proprio in Germania a pochi chilometri dalla pista dell’incidente in CART.

Alex Zanardi sul primo gradino del podio a Oschersleben nel 2005

La prima volta che ho visto Alex Zanardi in azione fu proprio in quel gran premio a Portland del 1996 quando sotto la pioggia battente diede lezioni di guida ai migliori piloti americani. Vedevo quella vettura rossa numero 12 del team Ganassi davanti a quella gialla di Gil de Ferran e dicevo “dai Zanardi dai non mollare…”, ma scoprii presto che non serviva dire così a uno come lui.

Ricordo la già citata gara a Cleveland del 1997 quando mi trovavo a Los Angeles e dopo quella gara mi sentivo orgoglioso di essere italiano in mezzo agli yankee perché Alex dimostrava ogni volta cosa significasse essere un campione con un cuore italiano. Nel novembre 2006 è addirittura tornato a guidare una BMW Sauber di Formula 1, per qualche giro nei test invernali, e non perché stesse preparando il suo ritorno nel circus iridato, ma perché voleva ancora una volta ribadire che nulla è impossibile se ci si mette passione e cuore, e in questo Alessandro Zanardi da Castelmaggiore è il vero Campione!

Alex Zanardi sulla BMW Sauber nell’inverno del 2006