RAFAEL SPERAFICO POTEVA SALVARSI? IL VIDEO DELL’INCIDENTE

San Paolo, Brasile, domenica si è consumata una tragedia che mai gli appassionati di corse automobilistiche vorrebbero accadesse, ma che purtroppo spesso accadono nonostante le mille precauzioni prese contro gli incidenti; Rafael Sperafico, pilota brasiliano ventisettenne è morto nell’ultimo appuntamento della Stock Car Light Series e a questo punto ci si chiede: ma si poteva fare di più per evitare questa strage?
La risposta, guardando il filmato dell’incidente proposto qui sotto, pare essere si! La dinamica dell’incidente è simile a quella del botto subito ad inizio stagione da Tom Kristensen a Hockenheim nel campionato DTM. In quell’occasione il pilota danese venne investito da Alexandre Premat nello stesso identico modo e a velocità paragonabile a quella dell’incidente mortale di domenica scorsa (sempre sotto il video), ma le conseguenze sono state ben diverse.
Kristensen e Premat finirono all’ospedale, ma Tom, che tra i due era quello più grave, non rischiò mai la vita, anche se dovette sostenere un lungo periodo di degenza e riposo per tornare su un’auto da competizione, e dopo qualche mese riuscì ad essere presente alla 24 ore di Le Mans con il team ufficiale Audi senza riscontrare problemi fisici durante la gara.
Questo dimostra che le vetture da corsa costruite e progettate in Europa sono molto più sicure. In questo caso non si può nemmeno dare la colpa alla pista, dato che il tracciato riprende alcuni tratti della pista usata dalle Formula 1 e la curva in cui si è verificato l’incidente è proprio una di quelle in comune tra le due serie.
In america, compresi gli Stati Uniti, ci sono forti contraddizioni per quanto riguarda la sicurezza; molte piste sono davvero spettacolari, ma con uno standard di sicurezza decisamente inferiori a quelle europee, e i mezzi che vi corrono non sempre possono sopperire a questa inferiorità con una maggiore sofisticatezza nella progettazione.
Per fare un esempio, le vetture IRL e Champ Car hanno raggiunto livelli ottimi di sicurezza, dimostrati dagli effetti praticamente nulli sui piloti anche dopo incidenti terribili (vedi Dario Franchitti a Michigan e Kentucky proprio quest’anno e Katherine Legge a Elkhart Lake lo scorso anno), ma spesso si corre su piste non all’altezza, come la famosissima Laguna Seca, teatro nel 1999 di un incidente mortale proprio alla nota e bellissima curva del Cavatappi (Corkscrew).
In quell’occasione Gonzalo Rodriguez, giovane pilota per Penske, finì contro le barriere esterne della prima curva del Cavatappi, saltò con la monoposto la recinzione e ricadde sull’altro lato della collina morendo; un incidente che poteva avere diverse conseguenze se ci fosse stata una via di fuga anzichè un muretto. Ora, dopo l’ennesimo incidente, siamo qui a sperare che qualcosa migliori, ma purtroppo non ne siamo molto convinti.
| L’INCIDENTE DI RAFAEL SPERAFICO |
| L’INCIDENTE DI TOM Kristensen |
Related Articles: