SPY STORY ANCHE NELLA NASCAR?
Lo scorso anno il mondo della Formula 1 è stato scosso dal ciclone spy story a causa di Nigel Stepney e Mike Coughlan, i due tecnici di Ferrari e McLaren, che si sono scambiati i segreti delle rosse di Maranello; il mondo dei motori aveva imparato, a spese della McLaren e del buon nome della Formula 1, che i tentativi di imbrogliare possono portare gravi danni sia economici, che d’immagine.
Ora nell’errore potrebbe cascarci un altro campionato famoso in tutto il mondo non solo per la spettacolarità delle gare, ma anche per la sua fama costruita negli anni di campionato rigido nell’osservazione delle regole e duro nel punire anche le minime trasgressioni: stiamo parlando della NASCAR.
Qualche giorno fa Jack Roush, uno dei team manager più potenti delle corse americane, ha pubblicamente accusato la Toyota di avergli sottratto un pezzo di carrozzeria, ritrovato in uno dei team della casa giapponese (forse quello di Micheal Waltrip). Naturalmente la Toyota si è subito difesa ammettendo che la presenza del pezzo è stata provata, ma che si trattava di un incidente del tutto fortuito e che non c’era l’intenzione di copiare nulla dalla Ford.
Dopo la restituzione del pezzo le acque sembrano calmarsi, anche se Roush vorrebbe approfondire la cosa, ma tutto fa pensare che in effetti la situazione potrebbe essere nata da un incidente; il pezzo incriminato, infatti, non era stato nascosto o portato fuori dai box Toyota, ma se si volesse veramente spiare gli avversari esaminando i pezzi delle altre vetture, almeno si porterebbe il pezzo in un luogo sicuro. Forse il tutto svanirà come in una bolla di sapone, almeno speriamo, ma non si può mai dire.