UN TRANQUILLO WEEK-END DI PAURA SULLE PISTE DI TUTTO IL MONDO

Heikki Kovalainen subito dopo l'incidente a Barcellona

Quello che si è appena concluso è stato davvero un week-end di paura sulle piste automobilistiche di tutto il mondo; in quasi tutte le maggiori discipline scese in campo si è assistito ad incidenti cruenti e spettacolari, che fortunatamente non hanno causato vittima, ma solo paura e apprensione per i piloti coinvolti. Jamie Campbell-Walter, Sebastien Loeb, Heikki Kovalainen, Stephane Ortelli, Dario Franchitti, Dindo Capello e Buddy Rice sono stati tutti protagonisti di botti clamorosi.

Ad aprire le danze è stato l’inglese Campbell-Walter, schiantatosi alla Variante della Roggia a Monza con la sua Creation CA07 - Aim; l’inglese, che non è certo un novellino, ha perso il controllo della sua barchetta per un problema meccanico mentre stava per affrontare la chicane ed è letteralmente volato sulle protezioni in gomma distruggendo irrimediabilmente la Cration. Fortunatamente il pilota non ha subito alcuna lesione e l’unico motivo per cui non ha corso domenica la 1000 km è stato perchè la vettura era irreparabile.

Subito dopo, dagli USA è giunta la notizia che Dario Franchitti aveva subito un grave incidente durante la gara NASCAR Nationwide Series a Talladega; Sul Superspeedway dell’Alabama l’italo -cozzese, dopo un testa coda, è stato cetrato all’altezza delle gambe dalla vettura di Larry Gunselman. L’incidente poteva essere potenzialmente mortale, ma Franchitti se l’è cavata con qualche contusione.

Un altro incidente brutto, ma senza conseguenze per i piloti è stato quello in cui è stato coinvolto Sebastien Loeb; il campione rally era impegnato nella tappa in Giordania del WRC, quando, nel bel mezzo di una prova speciale la sua Citroen C4 si è schiantata contro un’altra Citroen ferma per un’avaria in mezzo alla pista. Il botto è stato colossale, ma per fortuna Loeb e il suo navigatore non si sono feriti.

Durante il Gran Premio di Barcellona di Formula 1 Kovalainen si è schiantato a oltre 200 km/h contro le barriere lasciando tutti con il fiato sospeso poichè, si è scoperto poi, i soccorritori avevano notato una macchia rossa sul casco del finlandese e si temeva potesse essere sangue, ecco perchè la televisione non ha mai ripreso le fasi dei soccorsi; una volta accertato che la macchia era la vernice delle protezioni si è lavorato per immobilizzare la schiena e il collo del pilota, che fortunatamente è incolume.

Poi la scena passa ancora alla 1000 km di Monza; sul circuito brianzolo Dindo Capello ha rischiato di decollare poco prima della parabolica per un problema ad uno pneumatico, ma per fortuna i danni sono stati limitati alla vettura, che comunque ha potuto continuare, poi lo stesso Capello ha rischiato il peggio quando alla prima variante è stato sfiorato dalla Courage Oreca impazzita di Stephane Ortelli; la barchetta del belga è finita sull’erba per un guasto meccanico e poi è decollata sopra l’Audi ricadendo pesantemente sulle protezioni esterne in uscita dalla chicane.

Anche qui i timori per il pilota erano grandi, ma poi si è visto che Ortelli era cosciente sulla barella e poi si è appreso che l’unica conseguenza è una frattura ad una caviglia, una lesione che terrà il pilota lontano dalle corse per molti mesi, ma non lo mette in pericolo di vita.

In fine, a tarda serata in Italia, durante la gara in Kansas della IRL, tocca a Rice schiantarsi in piena velocità contro il muretto in uscita dalla temibile curva 2; lo statunitense vincitore ad Indianapolis, ha perso il controllo della sua Dallara Honda in piena curva a oltre 300 km/h a causa del cedimento dell’anteriore destra. La monoposto si è diretta contro le safety barriers e l’impatto è stato violentissimo. Per fortuna Rice è sceso da solo dalla vettura imprecando per l’accaduto.

Ora siamo qui a parlare di questo movimentato week-end in modo tranquillo, senza dover ricordare qualche pilota morto e non è stata una questione di fortuna, ma dei passi avanti fatti dai sistemi di sicurezza attivi e passivi; roll bar, collari Hans, barriere ultra moderne e piste sicure hanno fatto in modo che nessuno si facesse male veramente, ma comunque sarebbe meglio limitarsi a sorpassi e lotte, senza dover assistere a incidenti del genere.

 

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