CURITIBA, PRIAULX VINCE GARA 2

Andy Priaulx, su BMW 320si, vince gara 2 a Curitiba, Brasile


GARA 2:

Curitiba, Brasile, seconda gara ricca di colpi di scena e incidenti, con la safety car costretta ad entrare in pista due volte per i detriti lasciati dalle macchine dopo numerosi contatti e per l’incidente di O’Brien, che ha sbattuto duramente contro le protezioni all’uscita dell’ultima curva. Infine la gara finisce sotto regime di bandiera rossa per l’incidente di Alain Menu, che distrugge la sua Chevrolet Lacetti nello stesso punto di O’Brien.

Andy Priaulx riesce a vincere pressato da Morbidelli e dall’ottimo Zanardi, che rimonta in modo sorprendente dalla decima posizione, mentre le SEAT non sono state competitive come in gara 1. Amaro epilogo per Farfus jr, ritiratosi per i danni riportati in una collisione.

La gara inizia con una serie di toccate tra le varie auto. A farne le spese è Farfus, che si deve ritirare ai box con la sua Alfa Romeo in pezzi. Romanini spinge fuori D’Aste mentre i due duellano fianco a fianco, Morbidelli e Zanardi sono i più attivi nel guadagnare posizioni e le SEAT non sono in grado di fermarli, quindi i due italiani si ritrovano presto in seconda e terza posizione.

Al sesto giro i commissari congelano la gara per permettere la pulizia della pista e già il giro successivo viene ridata la bandiera verde. Menu e Y.Muller si sportellano per guadagnare la posizione. Al nono giro, la BMW di O’Brien esce troppo larga dall’ultima curva e va a picchiare contro le barriere. La vettura ritorna in pista spargendo pezzi e liquidi ovunque. Esce ancora la safety car, che rimane in pista fino al tredicesimo giro su sedici.

Al restart Zanardi sembra poter superare Morbidelli, ma prima che questo avvenga, Alain Menu commette lo stesso identico errore di O’Brien alla stessa curva. Ancora pista piena dei pezzi della Chevrolet e ancora safety car, ma questa volta la direzione gara decide di fermare tutti un giro prima della fine con la bandiera rossa.

L’ordine d’arrivo:

  1. Andy Priaulx (BMW 320si) – 14 giri
  2. Gianni Morbidelli (Alfa Romeo 156) – a 0"794
  3. Alessandro Zanardi (BMW 320si) - a 1"022
  4. James Thompson (Seat Leon) – a 2"276
  5. Gabriele Tarquini (Seat Leon) – a 3"041
  6. Peter Terting (Seat Leon) – a 3"254
  7. Jorg Muller (BMW 320si) – a 3"994
  8. Robert Huff (Chevrolet Lacetti) – a 4"762
  9. Salvatore Tavano (Alfa Romeo 156) – a 5"585
  10. Alain Menu (Chevrolet Lacetti) – a 6"308
  11. Tom Coronel (Seat Leon) – a 6"973
  12. Ryan Sharp (Honda Accord euro R) – a 7"454
  13. Yvan Muller (Seat Leon) – a 8"234
  14. Jordi Gene (Seat Leon) – a 9"023
  15. Dirk Muller (BMW 320si) – a 11"603
  16. Duncan Huisman (BMW 320si) – a 11"911
  17. Diego Romanini (BMW 320si) – a 14"651
  18. Lucas Molo (Alfa Romeo 156) – a 1 giro
  19. Emmet O’Brien (BMW 320i) – ritirato
  20. Augusto Farfus Jr (Alfa Romeo 156) – ritirato
  21. Luca Rangoni (BMW 320si) – ritirato
  22. Rickard Rydell (Seat Leon) – ritirato
  23. Stefano D’Aste (BMW 320i) – ritirato
  24. Fabrizio Giovanardi (Honda Accord euro R) - ritirato
  25. Maurizio Ceresoli (Seat Toledo) – ritirato
  26. Nicola Larini (Chevrolet Lacetti) – ritirato

La classifica piloti:

  1. Andy Priaulx, 44
  2. James Thompson, 41
  3. Gabriele Tarquini, 40
  4. Rickard Rydell,34
  5. Yvan Muller, punti 33
  6. Peter Terting, Dirk Muller, 32
  7. Jorg Muller, 30
  8. Augusto Farfus Jr, 28
  9. Jordi Gene, 24
  10. Alain Menu, 18
  11. Gianni Morbidelli, 12
  12. Alessandro Zanardi, 8
  13. Robert Huff, 6
  14. Alessandro Balzan, 5
  15. Nicola Larini, 3

La classifica piloti Indipendenti:

  1. Tom Coronel, 78
  2. Ryan Sharp, 53
  3. Luca Rangoni, 43
  4. Stefano D’Aste, 40
  5. Alessandro Balzan, 25
  6. Maurizio Ceresoli, 24
  7. Diego Romanini, 21
  8. Emmet O’Brien, 18
  9. Roberto Colciago, 14
  10. Simone Iacone, 13
  11. Riccardo Romagnoli, 11
  12. Jens Edman, 10
  13. Pierre-Yves Corthals, 9

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