Nella storia della 24 Ore di Le Mans il 2006 resterà per sempre l'anno della svolta: la Audi R10 TDI numero 8 di Frank Biela, Marco Werner ed Emanuele Pirro ha vinto la 74ª edizione del Grand Prix d'Endurance e, per la prima volta dal 1923, la corsa è andata a una vettura alimentata da un motore diesel. Non un successo qualsiasi, ma uno di quelli che cambiano il modo stesso di concepire una macchina da corsa.
1.La rivoluzione silenziosa del gasolio
Il progetto era dell'Audi Sport Team Joest: sotto il telaio della nuova R10 c'era un V12 da 5,5 litri turbodiesel, un motore concepito per l'efficienza, con una coppia mostruosa e consumi al ribasso rispetto ai prototipi benzina. L'auto aveva debuttato a inizio stagione vincendo subito le 12 Ore di Sebring, ma imporre il gasolio sulla Sarthe, davanti a una griglia intera di prototipi a benzina e per 24 ore di fila, era un'altra scala. Al traguardo la numero 8 aveva percorso 380 giri, pari a 5.187 chilometri, alla media di 215,409 km/h.
2.Le qualifiche: Pescarolo in prova, Audi in pole
Il copione delle qualifiche era partito nel segno di casa Pescarolo: il mercoledì, con pista bagnata, le C60 di Henri Pescarolo avevano occupato le prime due posizioni. Al giovedì, con l'asciutto, le nuove R10 TDI avevano rovesciato il risultato piazzandosi in prima fila. In LMP2 si era imposta la Lola del team Ray Mallock; in GT1 la pole era andata all'Aston Martin ufficiale, davanti alla Corvette numero 64.
3.La gara: controllo totale, podio con la Pescarolo di Loeb
In gara la numero 8 non ha mai lasciato il comando del gioco. A completare il podio assoluto è arrivata la Pescarolo C60 Hybrid numero 17 di Sébastien Loeb, Éric Hélary e Franck Montagny, staccata di quattro giri (376 contro 380), mentre terza si è classificata la R10 gemella numero 7 di Rinaldo Capello, Tom Kristensen e Allan McNish, fermata a 367 giri dai problemi. Proprio alla numero 7 è andato il giro più veloce in gara: 3'31"211.
4.GT: Corvette record, sorpresa Panoz
In GT1 ha vinto la Corvette C6.R numero 64 di Oliver Gavin, Olivier Beretta e Jan Magnussen, chiusa al quarto posto assoluto con 355 giri: quarto successo di classe consecutivo per la Corvette e terzo di fila per questo trio, con un ritmo diventato il record di distanza per una Gran Turismo omologata. L'edizione ha regalato anche una curiosità che dice molto: per la prima volta dal 1991 la Porsche non ha vinto nessuna classe, perché in GT2 si è imposto a sorpresa il team LNT con la Panoz Esperante numero 81 di Tomlinson, Kimber-Smith e Dean.
5.La classifica finale
| Pos | N° | Vettura | Piloti | Giri |
|---|---|---|---|---|
| 1 | 8 | Audi R10 TDI (LMP1) | Frank Biela, Marco Werner, Emanuele Pirro | 380 |
| 2 | 17 | Pescarolo C60 Hybrid (LMP1) | Sébastien Loeb, Éric Hélary, Franck Montagny | 376 |
| 3 | 7 | Audi R10 TDI (LMP1) | Rinaldo Capello, Tom Kristensen, Allan McNish | 367 |
| 4 | 64 | Corvette C6.R (GT1) | Oliver Gavin, Olivier Beretta, Jan Magnussen | 355 |
| 5 | 16 | Pescarolo C60 Hybrid (LMP1) | Emmanuel Collard, Érik Comas, Nicolas Minassian | 352 |
Vittorie di classe: LMP1 e generale Audi numero 8; GT1 Corvette numero 64; GT2 Panoz Esperante numero 81 (321 giri).
6.Il palmarès del trio: già una dinastia
Per Frank Biela ed Emanuele Pirro è il quarto trionfo alla Sarthe, dopo quelli del 2000, 2001 e 2002 con la R8 in equipaggio con Tom Kristensen — la prima volta nella storia che tre piloti vincono tre edizioni consecutive. Per Marco Werner è il secondo successo, dopo il trionfo del 2005 con la R8 dell'ADT Champion Racing condivisa con Kristensen e JJ Lehto. E la storia non finisce qui: l'anno successivo, nel 2007, lo stesso trio Biela–Pirro–Werner avrebbe bissato con la R10 TDI.
7.Perché fu una vittoria epocale
Il diesel a Le Mans non era solo un esperimento tecnico: era la dimostrazione che efficienza e affidabilità potevano battere la tradizione benzina nella prova d'endurance più dura del mondo, la 24 Ore che premierà sempre chi consuma meno, si ferma meno e sbaglia meno. Da quella sera di giugno del 2006 l'Audi ha aperto la strada a un'intera era del motorsport: Peugeot prima e il programma diesel e ibrido delle case giapponesi poi sono nati tutti su quella lezione, cambiando per sempre il modo di progettare i prototipi LMP1.